Birsa

La partita di ieri sera tra Milan e Udinese potrebbe essere riassunta in pochi, esplicativi, concetti: una sfida combattuta, per molti versi noiosa, e che ha visto prevalere i padroni di casa per 1 a 0. Nelle fila dei rossoneri usciti vincitori troviamo, tra i migliori in campo ancora una volta, i nomi di Valter Birsa e Andrea Poli, due giocatori arrivati entrambi nella criticata sessione di mercato estiva.

Birsa gol UdineseQuesta estate la principale operazione di mercato milanista, contestata dalla tifoseria, è stata certamente quella che ha condotto all’oneroso acquisto di Alessandro Matri, ma la verità è che anche tutte le altre operazioni in entrata, compresa quella che s’è conclusa con il ritorno a Milano del beniamino Kakà, sono state accompagnate da dimostrazioni di scetticismo e perplessità in tutto il popolo dei diavoli. Circa i due protagonisti della sfida con l’Udinese, se l’acquisto di Poli aveva in parte placato l’insoddisfazione che si respirava negli ambienti milanisti, l’acquisto di Birsa ha invece portato soltanto una fastidiosa onda di ilarità verso la società Milan. Le prese in giro e le battute sarcastiche sulle dubbie qualità tecniche del giocatore si sono sprecate durante tutta la fase di adattamento a Milanello. Quando quest’ultimo ha però iniziato a calcare il campo di gioco, dimostrando di poter essere un valore aggiunto per questo Milan, le malelingue hanno smesso di ciarlare. Il trequartista sloveno non è un fuoriclasse, non sposta gli equilibri, ma ha carattere e qualità che lo rendono un altro dei tanti colpi riusciti da Galliani in considerazione del rapporto qualità-prezzo.

Il campionato è ancora lungo, il rischio che si tratti di una meteora c’è, ma il bolide che, infilandosi sotto l’incrocio alla sinistra di Kelava, ha deciso il match di ieri sera è sembrato a molti una sorta di consacrazione. E questo gol potrebbe aver scosso l’ambiente molto più di quanto si possa immaginare. La sensazione che si respira tra le fila dei giocatori rossoneri è che se Birsa, giunto al Milan con queste premesse, con l’appellativo di panchinaro del Torino, può decidere i match e avere le qualità necessarie per caricarsi una squadra con questo blasone sulle spalle, allora anche tutti quanti loro possono contribuire alla risalita milanista con un semplice ma radicale cambio di mentalità.

PoliAl contrario, nel momento dell’acquisto di Poli, le sensazioni erano positive, ma è evidente che questi primi mesi di campionato hanno mostrato un ragazzo che ha superato ampiamente le aspettative. Il Milan va a singhiozzo, spesso non ottiene il risultato, ma il centrocampista veneto, anche nelle serate più buie, è sempre stato il giocatore in grado di accendere la luce. Si era consci delle sue potenzialità, ma quel che nessuno si aspettava da un giocatore che ha quasi sempre lottato per non retrocedere, erano la personalità e la sicurezza da veterano con le quali il giovane Andrea sa affrontare ogni situazione di gioco. Fin dal suo esordio milanista a Verona si è notato come l’ex blucerchiato creda in sé stesso e non tema mai la giocata. Le gambe non gli tremano mai e gli occhi da tigre che le telecamere inquadrano nell’arco dei 90 minuti ne sono la conferma.

La società Milan, ritenuta giustamente da molti l’artefice principale degli affanni rossoneri, può dire così di aver ottenuto una piccola rivincita nei confronti di chi appellava con l’aggettivo “fallimentare” il mercato estivo. Una leggera ventata di positività che potrà portare in Via Turati la giusta serenità per tentare nuove operazioni intelligenti in vista del sempre più vitale mercato di riparazione.

Un commento a “Poli e Birsa, piccole rivincite rossonere

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