Soccer: Serie A; Udinese-Roma

pjanic 2Nel calcio italiano dei muscoli e della tattica c’è ancora chi riesce a uscire dagli schemi.  Chi riesce ad accarezzare il pallone e a incantare le folle a suon di finte, dribbling e passaggi illuminanti. Calciatori con tali movenze armoniche e delicate sono sempre più rari in una Serie A costantemente defraudata dei suoi pezzi pregiati; ma il nostro campionato, sebbene impoverito, è riuscito anche quest’anno a produrre qualcosa di veramente notevole.  Calciatori come Mertens, Iturbe e Immobile sono solo alcune delle nuove luci che hanno contribuito a mantenere acceso il nostro calcio. Ma dei nuovi fuoriclasse uno in particolare ha suscitato grande ammirazione per la raffinatezza e la rapidità delle sue giocate. Miralem Pjanic, centrocampista della Roma, è senza dubbio la più luminosa fra le stelle sorte in questa stagione 2013/2014.

zemanDopo due anni di sacrifici, difficoltà e titubanze, il talento bosniaco è finalmente sbocciato, diventando uno dei pilastri della squadra di Rudi Garcia. La Roma, grazie allo strepitoso lavoro del suo nuovo allenatore, ha ottenuto netti miglioramenti sul piano dell’organizzazione di gioco, ma è altrettanto evidente che l’esplosione di un giocatore estroso come Pjanic è stata uno dei principali fattori che ha riportato il club della capitale ai vertici della Serie A. Nelle stagioni precedenti Miralem non era riuscito a esprimere il suo enorme potenziale, sia per questioni di ambientamento sia per incomprensioni con gli allenatori di allora. Quando nell’Agosto del 2011 la Roma acquista il suo cartellino, l’allenatore è Luis Enrique.  Il tecnico spagnolo si rende immediatamente conto delle capacità tecniche del ragazzo, ma fin dall’inizio risulta difficile trovargli una chiara collocazione in campo. L’anno seguente con il cambio di panchina le cose peggiorano notevolmente.  L’arrivo di Zdenek Zeman, fautore del gioco d’attacco e filosofo del bel calcio, dovrebbe spianare la strada al talentino bosniaco; invece, dopo alcune discutibili considerazioni, il boemo inizia a preferirgli il modesto Tachtsidis, giocatore dalle grandi doti fisiche, ma sicuramente inferiore dal punto di vista tecnico. Dopo un inizio incoraggiante, la Roma ricomincia a perdere colpi.  Zeman perde la panchina, ma l’arrivo di Andreazzoli non cambia la situazione.  Miralem viene utilizzato saltuariamente, inizia a perdere fiducia e anche il suo rendimento diventa alquanto altalenante.  Al termine della stagione le partite giocate per tutti i 90 minuti sono solamente 9. La Roma conclude un’altra annata disastrosa, l’ambiente scotta e i tifosi sono furibondi con dirigenza e giocatori.  Inspiegabilmente Pjanic viene preso di mira.  E’ eloquente il suo arrivo al primo raduno di Trigoria nel quale viene aggredito verbalmente da un gruppo di “tifosi” dementi e frustrati.

garcia pjanicL’ipotesi di cessione diventa sempre più concreta, con un’offerta accettabile il ragazzo può partire; ma Rudi Garcia crede in lui e insiste perché rimanga nella capitale.   Alle dipendenze del tecnico francese la sua posizione in campo viene definitivamente arretrata sulla linea a tre dei centrocampisti.  Nelle prime amichevoli estive, il fuoriclasse numero 15 viene schierato come regista davanti alla difesa, ma è nel ruolo di mezz’ala che inizia a sentirsi maggiormente a suo agio. Fin dalle prime apparizioni si nota che la musica è cambiata.  Pjanic danza sul pallone, diventa un tutt’uno con esso e strapparglielo dai piedi è un’impresa sempre più ardua, anche per i migliori interditori.  Il suo piede disegna traiettorie precise, la sua velocità di pensiero prende alla sprovvista gli avversari che, per arginare le sue giocate, ricorrono sempre più spesso al fallo tattico. La prima perla del fantasista balcanico viene confezionata già alla seconda giornata quando, a metà della ripresa, realizza un pallonetto da brividi che, dopo una parabola di 22 metri, si insacca all’incrocio dei pali. Come di consueto i paragoni iniziano a sprecarsi, ma il più azzeccato di tutti sembra essere quello con il campione blaugrana Iniesta.  In effetti, il centrocampista della Roma lo ricorda molto per tecnica, visione di gioco e tempi di inserimento.

Trovare un centrocampista con questo tasso tecnico è molto raro e per questo le big europee si stanno già muovendo per riuscire ad assicurarsi le sue prestazioni per la prossima stagione. Nell’ultimo mercato di Gennaio pare che i dirigenti romanisti abbiano già rifiutato un’offerta piuttosto allettante da parte del Paris Saint Germain , ma viste le ultime apparizioni del giocatore l’interesse dei grandi club non potrà che continuare a salire.   L’augurio è che un campione del suo calibro possa continuare a deliziare gli spettatori del campionato italiano e che la Roma continui a resistere agli assalti dei club stranieri, contrariamente a quanto è avvenuto l’estate scorsa con Marquinhos e Lamela.

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