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Ha superato Pelé. Ha superato anche Pelé. Ma questa non è una notizia. Paradossalmente la notizia non è una notizia, ma uno spunto. Perché che Leo Messi fosse più forte di Pelé lo si era già intuito da un po’. L’unico che ancora faceva fatica a convincersi di questo era proprio il “sorpassato”, Pelé. Il più grande goleador della storia del calcio. Vuoi perché con l’età si diventa più gelosi dei propri successi, vuoi perché tra brasiliani e argentini non è mai corso buon sangue, specie nel calcio, vuoi perché i numeri erano ancora dalla sua parte (ma già gli stavano scivolando dal pugno come granelli di sabbia finissima), l’attempato brasiliano continuava a non darsi per vinto. Le scuse erano quelle che i ragazzi usano al liceo per giustificare le assenze “strategiche”; si arrampicava sui vetri. Ci toccava sentire cose come «Messi non è forte come me perché non è un giocatore completo, non è forte di testa» – ma alzi la mano chi non ricorda il gol di testa al Manchester United in finale di Champions League – «Si potrà fare un confronto tra noi due solo quando Messi avrà raggiunto il numero di gol che io ho realizzato in carriera» – omettendo che la nazionale brasiliana organizzava partite con squadre come il Guatemala appositamente per fargli incrementare il numero di gol realizzati – «Messi non è decisivo in nazionale» – ma mai come in questo periodo Leo sta prendendo per mano anche la propria nazionale nella marcia verso Brasile 2014. Insomma il vecchio Pelé, come tanti politici italiani, di mollare la poltrona non ne voleva proprio sapere. Leo, da bravo ragazzo, non ha mai risposto alle critiche, alle insinuazioni del suo detrattore; o meglio non ha mai risposto a parole. Ai microfoni si è limitato a definire Pelé un «Grandissimo giocatore», un «Esempio da imitare». Ma sul campo, partita dopo partita, ha reso ridicole le sue dichiarazioni, lo ha cacciato a pallonate dal trono su cui sedeva. Se i suoi gol fossero parole, suonerebbero più o meno così: «Caro Pelé, hai fatto il tuo tempo. Ora, oltre ad essere più forte, segno anche più di te».

Ma dicevamo, la notizia non desta troppo scalpore. La elenchiamo, per dovere di cronaca: Con il 76esimo gol tra partite col club e con la nazionale, Leo Messi ha superato il record di gol segnati in un anno solare, che prima era di 75 gol, ed apparteneva a Pelé. Quasi sicuramente questo record sarà ritoccato in maniera abbastanza vistosa, trovandoci ancora nei primi giorni di novembre, e dovendo disputare Leo Messi ancora più di una decina di partite in quest’anno solare. Ma per Leo questo non è che un gradino. Un gradino come tanti in una scala che la “pulce” sta salendo di corsa, e non sembra doversi fermare a riposare. Cosa ci sia in cima alla scala, o fino a che punto riuscirà a salirla, non lo sappiamo. Ma tra due anni, in Brasile si terrà il prossimo mondiale di calcio; un’intera nazione si sta preparando a questo evento, e tra gli addetti ai lavori c’è proprio Pelé, probabile presenza anche nel palco delle premiazioni. Chissà che suo malgrado, in cima alla scala del podio, non lo starà aspettando proprio quel ragazzo che «Non è mai stato decisivo in nazionale»…

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