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Chi sarà protagonista in Brasile? Da chi ci si aspetta di più? E chi stupirà il Mondo? Tra certezze, attese e sorprese ecco i protagonisti di Brasile 2014, girone per girone. E’ il turno del Girone D.
di Alberto Coghi, Andrea Rossetti e Lorenzo Damiani

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La certezza: EDINSON CAVANI & LUIS SUAREZ

suarez_esulta_cavani_uruguay_vs_corea156 gol e 31 assist in due, tra l’altro in una stagione dove uno dei due non ha reso al massimo mentre l’altro è stato fermo per un po’ di tempo tra squalifiche e infortuni. Sono chiuse le scommesse su chi sia la coppia d’attacco più forte del Mondiale brasiliano, perché meglio di loro in giro non c’è nessuno. Edinson Cavani e Luis Suarez sono l’Uruguay. A prima vista la Celeste sembra non aver cambiato nulla rispetto alla squadra che quattro anni fa offrì il miglior calcio in Sudafrica assieme all’Olanda, ma quei due davanti nel frattempo sono entrati di prepotenza tra i 5 migliori attaccanti del pianeta, e per giunta in nazionale giocano assieme. Senso del gol, esplosività, capacità di essere nel posto giusto al momento giusto, tutto questo ha fatto diventare Cavani un giocatore capace di segnare 129 gol nelle ultime quattro annate. Suarez non è da meno perché, dopo il “salvataggio” di mano contro il Ghana ai quarti del 2010, ha messo assieme 94 reti e 64 assist. Insomma due vere e proprie potenze della natura a cui si aggrappa un intero paese. Il sogno, neanche troppo nascosto, è replicare l’incredibile Maracanazo del 1950, ma c’è piccolo particolare da considerare: se Cavani e Suarez (e anche Godin) sono esplosi, parecchi altri titolari di quel Mondiale si sono assestati su livelli mediocri o sono totalmente crollati. Gente come Lugano, Arevalo Rios, Gargano o Alvaro Pereira spera solo che la tattica di “buttare la palla avanti e vedere cosa fanno quei due”, possa rivelarsi vincente. Per questo i problemini accusati dal bomber del Liverpool nel finale dell’estenuante, quanto pazzesca, stagione dei Reds stanno facendo passare notti insonni a Oscar Tabarez. Certo dalla panchina subentrerebbero o il vecchio Forlan oppure La Joya Hernandez, ma nessuno dei due regge minimamente il paragone con El Pistolero. Dall’altra parte se è vero che Cavani con a fianco un altro bomber sembra fare più fatica, vedi Ibra al Psg, Suarez è proprio quel tipo di attaccante che valorizza al massimo il proprio compagno di reparto, come accaduto coi vari Sterling e Sturridge in Premier. Se fossi un tifoso dell’Uruguay sarei molto più preoccupato per difesa e centrocampo, davanti che giochino assieme o che giochi uno o l’altro, quei due la buttano sempre dentro.

Il più atteso: MARIO BALOTELLI

1324fbd5e09af3ae0b7bf94873b1102aCavani? Luis Suarez? Rooney? Avete ragione, avete totalmente ragione, loro sono certamente dei personaggi in grado di accentrare su di sé le attenzioni del pubblico e degli appassionati. Ma come Balotelli, signore e signori, non ce n’è. Il vero ed indiscusso protagonista del Girone D sarà Mario Balotelli, a prescindere da come giocherà. Le telecamere saranno il suo marcatore più asfissiante, l’unico (speriamo!) che anche con un dribbling non riuscirà a scrollarsi di dosso, quello che più gli creerà problemi. L’attaccante (per ora) rossonero si erge a uomo più atteso del raggruppamento più stellato della competizione perché seppur, al momento, decisamente inferiore in quanto a rendimento ai sopracitati è il fuoriclasse che il panorama calcistico internazionale attende. Se c’è qualcuno che in Brasile ha la grande occasione di staccarsi dalla mediocrità del concetto di “buon calciatore” per issarsi nell’Olimpo dei campioni questo è lui, Balotelli. E se vi pare banale e scontato sottolineare come l’Italia intera riponga in lui le proprie speranze, vero perno dell’attacco convocato da Prandelli, in realtà anche i non italiani lo aspettano perché Mario è personaggio globale, fuori dal campo prima che sul campo ed il suo atteggiamento o fa innamorare o fa odiare, mai lascia indifferenti. Forse ciò non rientra totalmente nei parametri meramente calcistici, ma la capacità di creare attesa è indubbia nel ragazzo. La maglia numero 9 che oramai da tre anni e mezzo indossa con nonchalance in azzurro sembra non aver mai avuto altri padroni quando la indossa l’adone d’ebano dall’accento bresciano. Eppure c’è stato Vieri, eppure c’è stato Inzaghi, eppure c’è stato Boninsegna: cancellati, tutti, per botte di 90 minuti. Il carisma di Balotelli in pochi ce l’hanno e peccato che quel carattere un po’ così non gli permetta di essere un vero leader in campo, perché le doti le avrebbe tutte. Il vero enigma sarà il ruolo che ricoprirà nella Nazionale di Prandelli. Il tecnico di Orzinuovi ha più volte sottolineato come ritenga Balotelli una prima punta pura, per questo lo vede attaccante unico o in coppia con una seconda punta classica, che sia Cassano o Cerci. Eppure l’istinto da fantasista che si nasconde in questo marcantonio smargiasso potrebbe renderlo una seconda punta devastante in coppia con uno scugnizzo carico a mille come Ciro Immobile. Al di là però di quale sarà il suo ruolo, nel Girone D tutti gli occhi saranno per lui e speriamo che alla fine a luccicare di gioia saranno solo i nostri.

La sorpresa: ADAM LALLANA

adam_lallanaEd eccoci al gruppo degli azzurri, certamente uno dei più difficili ed imprevedibili. Posto un Costa Rica fuori dai giochi, a competere per il passaggio del turno ci sono tre squadre di pressoché pari valore come Uruguay, Italia e Inghilterra. Quest’ultima, se riuscisse a trovare la quadratura giusta, potrebbe rivelarsi un’inattesa competitrice per la vittoria finale della competizione; e l’uomo giusto per far girare al meglio la squadra di Hodgson è Adam Lallana. Mi spiego meglio: gli inglesi sono solidi, con giocatori dalle grandi doti atletiche, ed esperti; ciò che è sempre mancato al loro gioco, e per ora la nazionale 2014 non è da meno, è una certa fluidità, un dinamismo e imprevedibilità nell’azione. La rosa che è partita per il Brasile ha, a mio giudizio, ottime qualità individuali, specie dal centrocampo in su, che però non riescono a trovare quella componente in più che permetta loro di esprimersi al meglio in un contesto però di collettivo. Lallana, giocatore di grande movimento, veloce e dinamico, con ottima propensione sia ad andare a far partire l’azione che a rifinirla nei pressi dell’area avversaria, potrebbe essere l’elemento perfetto per arrivare ad ottenere quell’organicità che permetterebbe all’Inghilterra di fare un enorme passo avanti, rendendola una seria candidata ad arrivare in fondo al torneo. È difficile già oggi dire se Lallana sarà titolare di questa nazionale oppure no, perché parrebbe che Hogdson gli preferisca altre pedine. Se il vecchio Roy darà una possibilità al centrocampista del Southampton, potremmo trovarci di fronte a un giocatore davvero decisivo per le sorti del Mondiale.

Un altro modo di raccontare lo sport.

Un commento a “PERSONAGGI MONDIALI – Girone D

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