Juan Cuadrado ansa

Chi sarà protagonista in Brasile? Da chi ci si aspetta di più? E chi stupirà il Mondo? Tra certezze, attese e sorprese ecco i protagonisti di Brasile 2014, girone per girone. E’ il turno del Girone C.
di Alberto Coghi, Andrea Rossetti e Lorenzo Damiani

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La certezza: JUAN CUADRADO

Cuadrado reutersCapita nel girone probabilmente meno considerato, insieme al Girone H, e proprio per questo può sfruttare il fatto di non aver di fronte avversari di livello assoluto per rodare le sue ruote così da bruciare gli avversari ben più attenti che si incontreranno già agli ottavi. Juan Cuadrado è il prototipo del giocatore moderno che fa della velocità il suo punto forte, ma che in questa stagione è riuscito ad affiancare anche ad un discreto sviluppo tecnico e ad un leggerissimo disciplinamento tattico (vedere il quarto di Europa League con la Juve per credere). Un’ala fatta e finita alla Gareth Bale per intenderci: devastante in campo aperto, punta sempre l’uomo, crea superiorità e con una buona capacità di finalizzazione. Quest’anno l’esplosione: è stato per buona parte della stagione uno dei leader della viola bailada di Montella, che con 15 gol e 11 assist ha trascinato sia in campionato che in Europa League. Valderrama, una sorta di Maradona colombiano, ha dichiarato che gran parte della chanches de Los Cafeteros passano dalla funambolica freccia viola che, assieme a Jackson Martinez e James Rodriguez, dovrà cercare di far dimenticare la gravissima assenza del bomber Radamel Falcao. Parte favorita la Colombia nel suo girone, anche per tutti i complimenti che sono stati fatti al gruppo di Pekerman nel corso delle qualificazioni: questo può essere rischioso, soprattutto per una nazionale dove pochi hanno esperienza a livello internazionale (un po’ Martinez, qualcosina Rodriguez e Zuniga) e molti sono alla prima grande manifestazione. Ecco perché la spensieratezza di Cuadrado alla fine potrà essere decisiva in un girone dove parecchi uomini di fascia sono ben conosciuti dal nostro calcio (oltre a Juan ci sono Nagatomo, Torosidis e Gervinho). L’impressione è che la Colombia sulla carta sia davanti a tutti sia per uomini, che per organizzazione di gioco, che per qualità di calcio proposta. Le accelerazioni di Cuadrado e gli inserimenti di Guarin, se sta bene, costituiscono le vere imprevedibilità di una squadra votata alla fase offensiva, viste anche le non eccelse doti difensive di terzini come Armero e Zuniga. Passare il turno è il primo risultato da raggiungere, poi, con la squadra in palla e Cuadrado a correre per il campo, sognare è lecito.

Il più atteso: JACKSON MARTINEZ

JMartinez reutersAdiós Falcao, bienvenido Jackson. Los Cafeteros non si può certo dire che abbiano problemi là davanti. Anche senza la tigre dell’area di rigore si ritrovano un attacco di tutto rispetto il cui finalizzatore è e dovrà essere proprio Jackson Martinez. L’attaccante del Porto infatti è unanimemente riconosciuto come un talento, a cui però manca ancora qualcosa per divenire un goleador strepitoso. Che cosa? La maturità tattica e l’esperienza calcistica. L’occasione migliore per dimostrare che invece è pronto al grande salto è proprio un Mondiale da titolare in una Nazionale in rampa di lancio, senza contare che delle buone prestazioni davanti agli occhi del mondo intero renderebbero il giocatore un pezzo pregiato del mercato estivo. Il Porto infatti, se l’anno scorso non intendeva fare sconti a nessuno e richiedeva gli oltre 30 milioni di euro della clausola rescissoria, quest’anno, dopo una stagione da 29 reti in 51 presenze e con il contratto del ragazzo in scadenza 2016, ha deciso che è giunto il momento di salutare il colombiano dopo due anni di onorata militanza nei dragoni ed è disposta a trattare. La Roma ci ha già messo gli occhi addosso, ma anche in Premier osservano con attenzione. A chi non farebbe comodo un attaccante con le sue caratteristiche? Squalo vero e proprio dell’area di rigore avversaria, è un giocatore dal tiro potente, forte di testa e dotato di una ottima progressione. La tecnica è rivedibile ma colma questa lacuna con un’incredibile abilità e rapidità nei movimenti. Non a caso il suo soprannome è Cha-cha-cha in onore della danza travolgente ed avvincente nata a Cuba e poi esportata in tutto il Sud America: dotato della stessa fluidità nei movimenti di un ballerino, Jackson Martinez non sta mai fermo e pare seguire un ritmo tutto suo. Non è più giovanissimo, ad ottobre compirà 28 anni, ma proprio per questo da lui ci si aspetta una Coppa del Mondo da grande giocatore. Il Do Dragao gli sta stretto oramai, ma a Oporto ha imparato ad essere un vero dragone: maestoso e letale nella sua elegante potenza. Ora è giunto il momento di far ballare la sua danza in tutto il mondo. Prima tappa Brasile, dove di danza se ne intendono. Sarà all’altezza delle aspettative?

La sorpresa: KOSTAS MITROGLOU

Mitroglou reutersGirone C, ovvero uno dei più belli di Brasile 2014. No, non sono matto a sostenere che un gruppo con Colombia, Grecia, Costa d’Avorio e Giappone (quindi senza traccia di grandi nazionali) sia uno dei più avvincenti; non sono matto perché è un girone equilibratissimo. Sulla carta, tutte e quattro le squadre potrebbero arrivare al primo come all’ultimo posto. La Colombia era la grande favorita del girone, ma l’assenza di Falcao ha, a mio giudizio, ridimensionato un po’ le cose. Ciò detto, ce n’è una in particolare che è davvero una squadra interessante: la Grecia. Interessante perché ha nelle sue corde la possibilità di fare tutto e niente, e l’ago della bilancia da cui dipende il risultato è senz’altro il suo bomber, Konstantinos Mitroglou. Gli ellenici sono tutto sommato una buona squadra, discretamente solidi dietro, esperti in mezzo al campo, con i veterani Karagounis e Katsouranis, e con buone individualità in attacco, ovvero Samaras e Salpingidis. Una buona squadra appunto, nulla di più. Mitroglou è il giocatore che può permettere alla Grecia di fare quello scatto da buona squadra senza pretese a Nazionale con buone possibilità perlomeno di passare il girone, e poi chissà. Lo conosciamo bene questo centravantone d’area, potente, con un gran colpo di testa ma bravo anche con i piedi, e con un senso del gol eccezionale. Quest’anno ha segnato a grappoli nella prima metà della stagione, per poi invece eclissarsi, causa infortunio, dopo il trasferimento al Fulham di gennaio. L’incognita è proprio questa: Mitroglou è stato recuperato al volo proprio per permettergli di partecipare alla rassegna iridata in Brasile, pertanto i dubbi sul suo stato di forma sono più che leciti. Se non dovesse aver recuperato, la Grecia molto probabilmente andrà incontro ad un Mondiale quantomeno deludente; se invece riuscisse a trovare in tempo un buon stato di forma, potremmo essere davanti ad un giocatore, e dico anche ad una Nazionale, che nel torneo potrebbe dire la sua.

Un altro modo di raccontare lo sport.

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