RDM esonerato

Roman è sempre Roman
Non si smentisce mai il buon Abramovich. Non tanto per l’esonero in sé e per sé (ottavo in dieci anni), quanto per la gestione dell’area tecnica. Se non gli piaceva Roberto Di Matteo poteva dargli il benservito subito dopo Monaco. Non sarebbe stato elegantissimo, ma sicuramente meglio dell’accanimento terapeutico dei successivi 6 mesi. D’altro canto, avrei voluto vedere quanto scudi si sarebbero levati per salvare il modesto Avram Grant se lo sciagurato Terry gli avesse regalato la Coppa dalla grandi orecchie, invece che rinzollare il terreno del Luzniki di Mosca. Insomma, la riconoscenza nel calcio conta poco, e di sicuro non vale un posto assicurato da manager del Chelsea, nemmeno se hai vinto una Champions. Basta però avere le idee chiare ed evitare le ambiguità di questo inizio stagione.

Non è sempre Barcellona
RDM ha ancora molta strada da fare come allenatore. Il Chelsea non gioca bene: si affida all’estro della trequarti e alla fisicità della mediana, ma il manager non ha dato un’impronta chiara alla squadra. Tanto di cappello per il lavoro psicologico fatto lo scorso anno (e per l’ottima riuscita dell’8-1-1), ma nel corso di un’intera stagione non basta. Servono idee di gioco, serve riuscire a impostare la partita contro tutti gli avversari, contro i WBA e i Liverpool di turno; non sempre hai il Barcellona e ti puoi affidare al catenaccio e contropiede. RDM credo paghi anche queste gravi mancanze, oltre alla débâcle nelle coppe (Atletico Madrid compreso) e ai risultati non esaltanti delle ultime settimane.

Manca l’anima
Terry, Lampard, Drogba. Qui stava il 90% del carisma Blue degli ultimi anni. L’ivoriano è però partito per l’Estremo Oriente, JT è stato fermato troppo spesso da infortuni e squalifiche e, come Frank jr., si trova  nella fase calante della carriera. Se il difensore di fa comunque sempre preferire (quando c’è) ai suoi pari ruolo, il numero 8 è spesso partito dalla panchina quest’anno. I compagni di squadra hanno sicuramente grande talento, ma nemmeno gli altri senatori (Cole, Cech, Mikel, Ivanovic) hanno forza sufficiente per supplire al deficit di personalità causato dalla dipartita (sportiva) dei tre sopracitati. Forse con il tempo emergeranno giovani interessanti sotto questo profilo, ma per il momento in campo manca un vero leader e il gruppo non è ancora amalgamato, come dimostrano gli screzi di sabato scorso in spogliatoio.

Torres: solo un portasfiga?
C’è un dato molto interessante. Da quando è iniziato l’imprevedibile declino del Nino Torres, due anni e mezzo or sono, cinque suoi tecnici sono stati allontanati dal loro lavoro: Rafa Benitez, Roy Hodgson, Carlo Ancelotti, AVB e ora RDM. Tutti hanno puntato in diversa misura su di lui, ottenendo prestazioni non sempre all’altezza (anzi, talvolta sconvolgenti).
Non è una giustificazione (semmai una conferma) il fatto che ieri sera non fosse titolare: lo spagnolo è in uno stato di forma così desolante che avrebbe convinto perfino Zeman a giocare senza punte…

Un nuovo Di Matteo?
E ora chi prenderà il posto di RDM? In molti parlano di un nuovo traghettatore, che passi poi il timone a Pep Guardiola a giugno. Piccolo dettaglio: non sta scritto da nessuna parte che l’ex-blaugrana si debba accasare proprio a Stamford Bridge: Milan e Manchester City da tempo lo sognano, ma da qui all’estate potrebbero inserirsi anche nuove pretendenti (Psg, Inter, Manchester United?).
Secondo piccolo dettaglio: chi sarebbe disponibile ad un ruolo alla RDM, dove, anche facendo un improbabile treble, a fine stagione saresti comunque la scelta di riserva? Benitez? Redknapp?
Terzo piccolo dettaglio: guardare a questa stagione con la sola prospettiva di aspettare Pep è un ragionamento delirante. Il Chelsea, risolto in gennaio il problema dell’attaccante (magari con Falcao), sarebbe (é tutt’ora) una seria pretendente alla vittoria finale in Premier, in FA Cup, in Capital One Cup, in Champions o in Europa League. Il nuovo allenatore avrebbe tutto il dovere di provare a vincere, altro che aspettare il Redentore spagnolo!

Rispondi