Tina Maze

Continuiamo il cammino di avvicinamento agli attesissimi Mondiali di sci, che si terranno a Vail/Beaver Creek dal 2 al 15 febbraio 2015. In questo periodo che ci separa dall’inizio della rassegna iridata, vi accompagneremo presentandovi i protagonisti, e raccontandovi aneddoti e storie di questa competizione. Il tutto attraverso le parole più significative degli stessi atleti.

“When you win a lot, you don’t learn much.
With my ups and downs, it’s a lot of learning.”

(Quando vinci molto, non impari molte cose.
Con i miei alti e bassi, ho molto da imparare)

Tina Maze

IMG_8112-2Ci sono momenti nella storia in cui avviene un cambio generazionale evidente agli occhi di tutti. Avviene sempre, dappertutto, ma nello sport è spesso più evidente. E spesso non coinvolge solamente una Nazione, ma è un processo globale, che riguarda tutti gli atleti. Questo è ciò che è successo nello sci femminile da un anno a questa parte. C’è stato l’ingresso prepotente di una generazione di nuove sciatrici. Basti pensare alla Fenninger, a Lara Gut, ma anche a Tina Weireither. C’è un’atleta però, che nonostante una stagione non all’altezza delle precedenti, non è sparita e, proprio come la sua eterna rivale Lindsey Vonn, sembra tornata al ruolo che le spetta.

È il 2 maggio 1983 quando, in un piccolo paese della Slovenia, Slovenj Gradec, nasce una bimba che non smetterà mai di stupire. Si chiama Tina e di cognome fa Maze. A soli tre anni, questa bimba, che da due anni viveva a Črna na Koroškem, un piccolo comune di poco più di 3.000 abitanti, mette, per la prima volta, un paio di sci ai piedi scendendo dai pendii delle dolci colline che contornano il suo paese. Durante tutta l’infanzia alterna allo sci, che fu sin da subito una sua grande passione, altri interessi, come la pallavolo e il pianoforte.

small_110902-152703_124322_fra132_apSembra la normale vita di una normale ragazzina, ma la vita sa essere imprevedibile, come ben sappiamo. Imprevedibile perché dona, ad una ragazza di un paesino sloveno, delle doti incredibili, doti uniche, che in tempi molto brevi esplodono davanti gli occhi di tutti. Serve però “il momento”, quello necessario anche quando si hanno delle doti così incredibili, quello della svolta inattesa. Sono momenti unici, particolari, ma che, allo stesso tempo, accadono con una semplicità disarmante. Quante volte si è sentito parlare di sportivi cresciuti con una forte e sana rivalità nei confronti di loro colleghi? Per la giovane Tina “il momento” è coinciso proprio con quello in cui iniziò a gareggiare sulle piste da sci con una ragazza, di un anno più grande, che veniva dalla vicina Croazia: Janica Kostelic.

È l’inizio di una sfida continua, eterna, a tratti perfino unica. Agli inizi ogni gara era vinta dalla giovane Kostelic, e Tina perdeva, e Tina ci rimaneva male, e Tina, sportivamente, soffriva. Sempre col sorriso, ma soffriva. La svolta, però, è dietro l’angolo. Succede infatti che il papà di Tina, forse per spronarla, forse per gioco, un giorno la guarda e le dice: «Ascolta, se tu batti la Kostelic, io smetto di fumare». Una frase detta un po’ così. Erano anni, infatti, che la Maze cercava di farlo smetterlo. Tina, però, fu toccata nell’orgoglio: alla gara successiva arriva la prima vittoria della slovena contro Janica. È la svolta, il nuovo inizio, chiamatelo come volete. Sta di fatto che, da allora, è come se la giovane Tina si fosse sbloccata definitivamente.

Iniziano le prime gare anche in circuito FIS e, incredibilmente per le pettorine con cui partiva, anche i primi podi. A questo punto il salto alle gare di Coppa del Mondo è breve e neanche troppo traumatico. Anzi, arriva alle Olimpiadi di Torino con molte aspettative viste le 2 vittorie in gigante durante quella stagione e i molti podi. A soli 23 anni però la pressione è forse troppa e se ne va dalla città sabauda con un misero dodicesimo posto. La seconda importante svolta della sua carriera arriva nel 2008, quando decise di staccarsi dal gruppo di atlete slovene per formare un suo team personale. È seguita in questa avventura dal suo allenatore, Andrea Massi. L’obbiettivo non è solo vincere, ma stupire, come dimostra il nome stesso che scelse: “team to aMaze”. Il coraggio mostrato si rivelò la scelta giusta: arrivano stagioni incredibili, sempre in crescendo, condite da vittorie importanti. Non c’è carriera di livello, però, senza sfida. L’ennesima per Tina.

tinamazeQuesta volta, a gareggiare contro di lei, c’è un’americana: Lindsey Vonn. Comincia una sfida entusiasmante, in cui non ci sono solo vittorie, ma anche tante sconfitte. Sconfitte brucianti, che abbattono, ma che fanno anche crescere, che le danno motivazioni nuove facendola maturare sul piano agonistico. Sono anni intensi, in cui lo sci femminile vive una rivoluzione e nei quali la scontro tra Tina e Lindsey esalta appassionati, media e tecnici. Le due non paiono amarsi particolarmente: si punzecchiano in continuazione e nascono varie polemiche, dalle più normali a quelle più particolari, come quando, nel 2012, Tina, accusata di usare un intimo irregolare, si presenta sul podio e apre la tutina. Sotto indossa un reggiseno che recita: “Not your business”, non sono affari tuoi. È così Tina. Quando viene punta nell’orgoglio reagisce, ma a modo suo, sempre con il sorriso sulle labbra. Succedeva quando a sfidarla era la Kostelic ed è successo di nuovo quando l’avversaria diventò la Vonn.

L’anno successivo, il 2013, è quello del suo capolavoro personale. Vince la Coppa di Supergigante, di Gigante e anche la classifica generale di Coppa del Mondo. È un trionfo assoluto, condito da record importanti che la portano a entrare nell’Olimpo dello sci. Diventa infatti la terza atleta al mondo (dopo la prima grande rivale Janica Kostelic e la Kronberger) a vincere una gara in ogni disciplina in un’unica stagione. Difficile però, dopo essere arrivate così in alto, mantenere lo stesso livello. La stagione successiva, infatti, si è rivelata buia, a tratti anonima. Una sola vittoria e tante delusioni. Ma «with my ups and downs, it’s a lot of learning» («con i miei alti e bassi, ho molto da imparare» ndr.) e Tina, ancora una volta, impara, impara tanto e inizia la sua risalita già sul finire della stagione, quando a Sochi vince il suo primo oro olimpico.

Il resto è storia recente, storia di una ragazza che comanda in classifica generale di Coppa del Mondo e che condivide il primo posto con la seconda eterna rivale, Lindsey Vonn. Ma soprattutto storia di una ragazza che non vuole smettere di stupire.

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