Vonn

Continuiamo il cammino di avvicinamento agli attesissimi Mondiali di sci, che si terranno a Vail/Beaver Creek dal 2 al 15 febbraio 2015. In questo periodo che ci separa dall’inizio della rassegna iridata, vi accompagneremo presentandovi i protagonisti, e raccontandovi aneddoti e storie di questa competizione. Il tutto attraverso le parole più significative degli stessi atleti.

“Follow your dreams. Ifyouhave a goal,
a
nd you want to achieve it, then work hard
and do everything you can to get there,
and one day it will come true.”

(Segui i tuoi sogni. Se hai un obiettivo,
e vuoi raggiungerlo, allora lavora duro,
e fai tutto quello che puoi per arrivarci,
e un giorno diverrà realtà.)

“When you fall, get right back up.”

(Quando cadi, rialzati subito.)

Lindsey Vonn

Ci sono momenti che fanno da spartiacque nella vita di tutti noi. Sono momenti intensi, densi di emozioni e, spesso, intrisi di difficoltà. Quando arrivano non puoi farci nulla, non puoi evitarli, perché sono scritti nel tuo destino. In questi casi hai solo due possibilità: subirli o affrontarli. Combatterli mi verrebbe da dire, ma forse non è la parola giusta. Perché per quanto difficili, non rappresentano una guerra, anzi. Alla fine puoi vincere solo se li vivi questi momenti.

schladmingC’è una ragazza americana che lo sa bene. Si chiama Lindsey Vonn e, sinceramente, la questione potrebbe anche chiudersi qui. O meglio, la questione avrebbe potuto chiudersi 2 anni fa, la prima volta, così come  un anno fa, la seconda; ma non è andata così. L’hanno data per finita quando a Schladming, il 5 febbraio 2013, complice una pista impraticabile e una direzione di gara cocciuta, il suo ginocchio ha fatto crack, nel senso più pieno della parola, perché si rompe crociato anteriore, collaterale e pure il piatto tibiale. All’epoca, aveva 29 anni.

Per molti è la fine, la chiusura della carriera di un’atleta straordinaria, capace di vincere, fino a quel momento,  59 gare di coppa del mondo, un oro e un bronzo olimpico e  ben 5 medaglie ai Mondiali di sci. È la fine di un modo di vivere lo sci femminile che nessuno avrebbe mai pensato possibile. Ed è la fine di un’egemonia che nei passati anni aveva regnato sovrana. Ma, invece, per lei è un inizio. È l’inizio, paradossalmente, di una nuova vita come persona ma anche come atleta. La ragazza che per anni era stata quasi invincibile è diventata, d’un tratto, vulnerabile come la più innocua delle creature. E, proprio come le persone “normali”, ha fatto una cosa semplice semplice: ha sognato. Ha sognato in grande, con gli occhi puntati alle Olimpiadi di Sochi che si sarebbero tenute nel febbraio del 2014. Ha sognato e si è messa a lavorare sodo, ha sudato e, probabilmente, pianto. Perché come lei stessa ha detto, “It’s amazing. Life changes very quickly, in a very positive way, if you let it”.

val d'isereForse però non aveva fatto i conti con il fatto che, ad affrontare questa nuova avventura, non era più la Lindsey Vonn del quadriennio 2009-2012, ma un’atleta diversa e una persona diversa, sempre forte, ma forse  più fragile. Ed è questa fretta che l’ha fregata nuovamente. È il 21 dicembre 2013, quando in Val d’Isere quella che era definita la “regina delle nevi” si è dovuta fermare di nuovo. Sempre il ginocchio, per un’altra, fisica e metaforica, caduta pesantissima. Perché quel momento in cui capisci che hai sbagliato, che in fondo sei umano anche tu e quindi sbagli, è davvero il momento più difficile da affrontare e superare. Una volta disse: “Io penso che, con le gare di sci, devi avere una memoria corta. Tu cadi sempre. E a volte sono veramente brutte, ma a volte non è così male” . Forse, passato il primo contraccolpo di questa seconda batosta, avrà pensato anche questo. Perché dagli errori si impara, e la Vonn non è la tipica persona che compie due volte lo stesso errore. E nonostante una Olimpiade saltata, in silenzio più della prima volta, ha recuperato, ha sudato, ha lavorato sodo. Ed è tornata sulle piste da sci.

lvForse è presto per dire che è definitivamente tornata, però sicuramente i presupposti ci sono tutti. Ma soprattutto, in una cosa è tornata al cento per cento: è tornata quell’atleta capace di scuotere un movimento, quello sciistico femminile, come poche hanno saputo fare, e vederla il weekend scorso sul gradino più alto del podio di Lake Louise in discesa e seconda nel SuperG, ha fatto emozionare non poche persone. E non c’entra che ora, con 60 vittorie all’attivo, è a sole due lunghezze dal record di vittorie in Coppa del Mondo. No, non c’entra questo. C’entra il fatto che“When you fall, get right back up”, perché quel sogno, “… one day will come true”.

Studia Sustainable Energy, nel tempo libero prova a scrivere e fare foto per raccontare la vita di tutti i giorni www.gigibotte.com

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