bode one ski

Continuiamo il cammino di avvicinamento agli attesissimi Mondiali di sci, che si terranno a Vail/Beaver Creek dal 2 al 15 febbraio 2015. In questo periodo che ci separa dall’inizio della rassegna iridata, vi accompagneremo presentandovi i protagonisti, e raccontandovi aneddoti e storie di questa competizione. Il tutto attraverso le parole più significative degli stessi atleti.

“Obviously, you always want to win,
but you want to win by skiing a race
that you’re proud of and you feel like
you really challenged yourself
and left it all out there.”

“Ovviamente tu vuoi sempre vincere,
ma vuoi vincere sciando una gara
che ti rende orgoglioso e  che ti fa sentire
come se avessi realmente sfidato te stesso
e lasciato tutto te stesso lì fuori”

Bode Miller

ulisseCi sono personaggi, nel corso della storia, che sono stati raccontati da più e più persone. Personaggi che, piano piano, sono diventati leggende indimenticabili, vuoi per le loro gesta, vuoi per il carisma di cui erano dotati e vuoi per un po’ di follia che li caratterizzava. Sono personaggi unici, inimitabili e, per certi versi, strani. Uno di questi ha, per secoli, rappresentato l’emblema dell’astuzia, dell’intuizione e della saggezza. Il primo a raccontarci di quest’uomo è stato Omero, che ne ha narrato non solo il ruolo chiave nella vittoria dei Greci nella guerra di Troia, ma, soprattutto, il lunghissimo viaggio di ritorno a casa. Un poema, l’Odissea, per far nascere un mito che è arrivato ai giorni nostri, un mito che ha ispirato migliaia di autori e personaggi: da Cicerone a Seneca, passando anche per Orazio, finendo, circa nel 1300, sulle pagine di quella che è, a mio parere, una delle opere più incredibili della storia: la Divina Commedia. Ed è proprio Dante che offre al personaggio di Ulisse una nuova dimensione:quella di un viaggiatore, sì ma in particolarequella di un uomo che, “per seguir virtute e canoscenza”, si lancia in un folle volo, quello che lo porta a superare le Colonne d’Ercole senza però più tornare a casa. Da astuto combattente e saggio re, a folle viaggiatore.

bode piccoloCome nella storia, anche nello sport ci sono personaggi di questo genere. Uno di questi è un ragazzotto, nato nel 1977 e cresciuto in una casa immersa nella foresta del New Hampshire. Una famiglia strana la sua: i genitori, vicini alla cultura hippie, decisero infatti di crescere i loro quattro figli in questo terreno di 450 acri sperduto nella foresta, senza elettricità e acqua corrente. La scuola poi i ragazzi la iniziarono a casa con la mamma, che insegnava loro le varie materie; solo più tardi, i 4 fratelli iniziarono a frequentare una scuola pubblica. Questo ragazzotto era il secondo, e intorno all’età di tre anni ricevette i primi sci. Quel bambino, abituato a vivere nella foresta, apprezzando ciò che la terra dona, era ed è Bode Miller,ovvero colui che, una volta cresciuto, sarebbe diventato uno dei 5 uomini ad aver vinto una gara in ogni disciplina della Coppa del Mondo di sci.

E quando la vita inizia in modo così inusuale, è normale, crescendo, portarsi dietro quel briciolo di pazzia che ha sempre accompagnato la vita stessa.Per Bode non è stato diverso. E lui ha portato questa impavida follia ovunque si spostasse: da casa a scuola per finire sulle piste da sci. Non era il più bravo, anzi, la sua tecnica era molto approssimativa e, anche esteticamente, il suo stile lasciava parecchio a desiderare; però lui ha continuato per la sua strada, si è allenato, ha faticato sempre con questo stile sgangherato che era più facile crederlo spacciato col sedere per terra, che vincente. E non ha smesso di divertirsi e di andare veloce, come il titolo della sua biografia “Bode: Go Fast, Be Good, Have Fun”, scritta giusto qualche anno dopo, ci ricorda. Perché Bode è sempre stato così, un po’ pazzo ma profondamente convinto; profondamente convinto che divertirsi è la strada per la vittoria, perché va bene vincere, ma “but you want to win by skiing a race that you’re proud of” .E così contro tutti gli scettici lui, col suo fare sgangherato, con il suo viso sornione, è arrivato nel mondo dello sci che conta. E, se possibile, è diventato ancora più se stesso, con tutta la sua pazzia e tutta la sua caparbietà. Entra nella Coppa del Mondo gareggiando nelle discipline più tecniche, slalom e gigante, salvo qualche rara gara di Super-G. Nella stagione 2000-2001 il primo podio (3° a Val d’Isere) ma, nel finale, anche il primo vero infortunio: strappo dei legamenti.

Salt Lake City 2002 - Alpine Skiing - Bode MillerTorna presto però, un’estate per recuperare e poi di nuovo sulle piste di sci, come prima. Più forte di prima. E non è il solito modo di dire, perché al suo rientro Bode decide di gareggiare non solo in gigante e in slalom, ma anche in discesa e super-g. Diventa così uno dei pochissimi atleti in grado di gareggiare in tutte e 5 le gare (c’è anche la combinata). Ma non è un semplice partecipare, no. Non lo è per il semplice fatto che Bode Miller non è normale. Inizia infatti a vincere e a Salt Lake, alle sue seconde Olimpiadi dopo quelle di Nagano, mostrando al mondo intero che un po’ folle lo è davvero e, più o meno incredibilmente, porta a casa due argenti (Combinata e Gigante). È solo l’inizio: ai Mondiali del 2003 vince ben 2 ori e un argento. È oramai il più forte. Magari non tecnicamente, lo stile rivedibile è sempre quello, ma a livello di testa era incredibile. E diciamocelo, non era il tipico atleta “casa-allenamento”. Giorgio Rocca disse che era fuori dalle righe, che era una di quelle persone geniali che erano arrivate a certi risultati proprio per la loro genialità. Aggiungendo che “quando tutti andavamo a dormire, lui usciva per i fatti suoi e, a volte, tornava alle 3 di notte quando noi eravamo già a letto da un po’. Questo ci faceva incazzare… Ma come, ci dicevamo, questo la sera fa casino e va fuori a bere, e poi ci bastona in pista?”

Folle, folle come, con le dovute proporzioni, il volo di Ulisse. Ulisse bramoso di conoscere,Bode non solo di vincere ma, come dice sempre nella sua biografia, di correre “as fast as the natural universe will allow”. Che poi le cose spesso si uniscono, come le traiettorie degli sci uniscono, con una linea decisa e continua, le porte durante una gara. Folle come la stagione 2009-2010, bramoso come quando si è presentato alle Olimpiadi di Vancouver. Perché Bode salta tutta la preparazione estiva, “usa” le gare di Coppa del Mondo come allenamento, e arriva in Canada sotto la lente di ingrandimento per un misto di curiosità e scetticismo da parte di molti che non credono in lui. Bode però risponde presente. Ancora una volta. Vince l’oro in Combinata e zittisce tutti quelli che lo attaccavano. Quelli che non hanno esitato un secondo a salire sul carro del vincitore. Vuoi perché fa comodo, vuoi perché il fascino di Bode non ha, nel mondo dello sci, eguali. Perché Bode è irresistibile, unico, implacabile. E, diciamocelo, non solo sulle piste da sci. Sempre Rocca di lui dice:“Bè, spesso arrivava con una donna diversa sotto braccio, gli bastava uno schiocco di dita per averne quante voleva: era al top della sua carriera e pure un bell’uomo.” Insomma bello e bravo.

Miller of the U.S. cries after the men's alpine skiing Super-G competition during the 2014 Sochi Winter OlympicsDopo Vancouver continua a vincere, porta il suo bottino personale di medaglie a numeri impensabili arrivando, prima delle Olimpiadi dello scorso anno, ad avere in bacheca ben 5 ori, 4 argenti e 1 bronzo tra Mondiali di Sci e Olimpiadi. Sempre così, sempre sul filo di lamina, a un passo dal baratro ma pronto ad afferrare, ogni qual volta gli è possibile, la vittoria. Forse in un modo strano, anomalo, forse con un po’ di superficialità potrebbe pensare qualcuno; probabilmente portandosi dietro quella pazzia e quei valori che però lo hanno accompagnato fin da piccolo. Una famiglia particolare, anomala, che però è sempre stata la sua famiglia, e vedere Bode in lacrime dopo l’ultimo grande successo, il Bronzo a Sochi, ricordando il fratello scomparso da poco è stato proprio l’emblema della sua vita:una vita di eccessi ma anche di affetti. Un folle volo che, per nostra fortuna, non è ancora finito.

Studia Sustainable Energy, nel tempo libero prova a scrivere e fare foto per raccontare la vita di tutti i giorni www.gigibotte.com

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