SKI WELTCUP FINALE IN LENZERHEIDE: GESAMTWELTCUP HIRSCHER (AUT)

Ultimo appuntamento prima degli attesissimi Mondiali di sci, che si terranno a Vail/Beaver Creek dal 2 al 15 febbraio 2015. In questo periodo che ci ha separato dall’inizio della rassegna iridata, vi abbiamo accompagnato presentandovi i protagonisti, e raccontandovi aneddoti e storie di questa competizione. Il tutto attraverso le parole più significative degli stessi atleti.

“It’s incredible how many emotions
you feel when crossing the finish line
and seeing that you are the first”

“È incredbile quante emozioni provi
quando passi la linea del traguardo
e vedi che sei primo”

Marcel Hirscher

SKI ALPIN - FIS WC Val d Isere, RTL, HerrenEra un giovedì del 1989, ad Hallein, in Austria. Hallein non è proprio un paesello, ma neanche una grande città; insomma, è quella via di mezzo che non si riesce mai a catalogare. Però, si sa, il numero di abitanti non è mai stato così importante, e tante volte si scopre che proprio dai luoghi più improbabili nascono delle storie incredibili. Era un giovedì, dicevamo, e stava nascendo un bimbo con le stimmate del campione unite al gusto di affrontare la vita col sorriso in faccia e con quella grinta che, se da un lato potrebbe fregare per eccesso di foga, dall’altro spesso delinea quella sottile differenza tra un campione e un atleta molto bravo. Questo bimbo, Marcel, cresce proprio ad Hallein, e presto riceve un regalo molto importante: i suoi primi sci. Una svolta, una netta curva a gomito nella sua vita. Vita che, da quel momento, diventa in tutto e per tutto quegli sci. Uno dei primi ricordi di Marcel, infatti, non è quello del primo giorno di scuola, o meglio, non si ricorda il primo giorno di scuola (e in generale gli anni delle elementari) perché stava con gli amichetti, ma per ciò che avveniva dopo la scuola. E ciò che succedeva dopo era sempre bellissimo, ed era lo sci. E quindi anche la scuola diventò “a cool time” ma semplicemente perché “After school I did always some skiing”.

E le cose non potevano andare diversamente, specialmente se si pensa che sia mamma Sylvia che papà Ferdinand erano entrambi maestri di sci, e lo stesso bimbo, ora adulto, dice che in queste situazioni spesso impari prima a sciare che a camminare. Così, quando Marcel ha solo 7 anni, ecco il secondo ricordo vivo della sua infanzia: la prima garetta di sci. Ricordo vivo. Perché le emozioni, il divertimento tra una porta e l’altra e l’eccitazione prima e dopo l’arrivo, sono cose che difficilmente si dimenticano, perché diventano parte di sé, perché certificano un momento particolare che poi uno cerca di far ripetere. Ed è per questo probabilmente che quella gara, Marcel, non se l’è più dimenticata, ma è diventata quel qualcosa che ha cercato negli anni successivi. Anni che sono decisivi per chiunque, e Marcel, per quanto speciale, era un ragazzino come gli altri. Solo che, a differenza di molti suoi coetanei, c’era una cosa in cui era molto, ma molto bravo. E quella cosa era sciare. E questo ragazzo austriaco dagli occhi azzurri, più come il ghiaccio che come il cielo, ha seguito questa strada non perdendosi in tortuose salite per poi cadere rovinosamente, ma sempre con la testa sulle spalle. E con il casco sopra la testa. Proprio quel casco che non ha quasi mai tolto, che ha cambiato perché si cresce, ma che, insieme agli sci e a poche altre cose, lo hanno sempre accompagnato nella sua strada verso il successo. Non è stato un salto, un grande e pericoloso salto, ma più che altro un percorso che ha seguito i giusti tempi della vita senza anticipare troppo i passi ma neanche frenando il giovane Marcel. Così, dopo gare e gare tra i ragazzi, arrivano anche le prime soddisfazioni internazionali con i primi piazzamenti in gare di Coppa Europa e i primi punti FIS e, nel gennaio 2006, anche le prime vittorie. Entrambe in Germania ed entrambe in slalom.

mh giovaneE non è un caso che un ragazzo così abbia scelto proprio lo slalom e successivamente il gigante, ovvero le due discipline più tecniche. È scritto proprio in quegli occhi glaciali che lo caratterizzano; non sono gli occhi con quel briciolo di pazzia necessaria per scendere a 120 km/h durante una discesa, ma sono gli occhi di un freddo, ma allo stesso tempo intenso, calcolatore. Pronto a scegliere il momento giusto nel quale girare gli sci e puntarli verso la vittoria. Verso le vittorie. Perché una volta ingranato, Marcel non si trasforma, ma cresce, diventa Marcel Hirscher e, dopo aver vinto medaglie su medaglie ai Mondiali Juniores, debutta a soli 18 anni in Coppa del Mondo. È il 2007 e, la stagione successiva, Marcel si conferma ragazzo prodigio piazzandosi, in una sola settimana, terzo in ben due gare. Sono i primi di tanti podi.

mh 2014Ma come tutti incontrano ostacoli nella loro vita, così anche Marcel ha dovuto scontrarsi con il suo essere uomo. E così, nel 2011, l’anno dopo le sue prime Olimpiadi, anche il primo infortunio che gli impedisce di partecipare ai Mondiali di Garmisch. Il ritorno però è quello che solo i veri campioni possono fare, che solo chi ha negli occhi la determinazione e la consapevolezza di sé può fare. Nella stagione successiva si impone con 14 podi, vince la Coppa di Gigante  e la Coppa del Mondo generale, diventando assoluto protagonista del circo bianco. L’anno successivo è quello della sfida infinita con Ted Ligety, quello dell’oro ai Mondiali di Schladming, quello dei 18 podi su 20 gare disputate. Inutile dire che anche in quell’anno, il 2013, vince la Coppa generale e quella di Slalom. Non stufo di queste vittorie, si presenta a Sochi, nel 2014, nel pieno della sua carriera, con tutti i favori dei pronostici, e neanche in questa situazione fallisce. Saranno gli occhi di ghiaccio, saranno le emozioni che aveva provato da bambino e che non ha più dimenticato, sta di fatto che porta a casa un argento olimpico dopo aver conquistato, per il terzo anno di fila, la Coppa generale e, per il secondo consecutivo, quella di Slalom. Quest’anno è ripartito da dove aveva terminato. È ripartito vincendo, e vincendo di nuovo. Con quegli occhi azzurri che si illuminano ogni qual volta passa la linea del traguardo e vede che è primo.

Studia Sustainable Energy, nel tempo libero prova a scrivere e fare foto per raccontare la vita di tutti i giorni www.gigibotte.com

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