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Domenica 30 settembre si è disputata al PalaPanini di Modena  la Del Monte Supercoppa di pallavolo maschile tra la Cucine Lube Banca Marche e l’Itas Diatec Trentino.

 

Macerata inaugura il nuovo anno portandosi a casa un altro trofeo, superando Trento a tie-break (25-23; 18-25; 28-26; 19-25; 15-11). La formazione di Stoytchev è costretta a cedere anche la supercoppa, dopo essersi fatta strappare lo scudetto dalla formazione marchigiana, lo scorso 22 aprile.

 

Si tratta dell’ennesimo tie-break (il terzo di seguito  con la finale di Coppa Italia e la finale scudetto) tra le due formazioni che dimostrano avere una marcia in più rispetto alle altre squadre del campionato. Si tratta dell’ennesima sfida intensa ed equilibrata che consegna il trofeo a chi ha sbagliato di meno nel momento più decisivo. Si tratta di una nuova Macerata che dimostra continuità rispetto al finale dello scorso campionato, seppur cambiando modulo di gioco e adottando quello inedito dei tre schiacciatori sempre in campo (nessuno opposto di ruolo tra i titolari di Giuliani, dopo la partenza di Omrcen): Parodi, Savani e Zaytsev, il colpo del mercato che, da quanto appare, può fare la differenza. Lo zar finisce la gara con 23 punti e viene premiato come mvp, mettendo a segno sette ace (tre di questi consecutivi sul finale del primo set e tre nel terzo).  “Arrivando alla Lube avevo già la certezza di giocare per trofei importanti e vincere alla prima occasione è già bellissimo. Ero emozionato, ma abbiamo giocato un’ottima gara e questa squadra ha ancora ampi margini di miglioramento”. (Zaytsev)

 

In una pallavolo che si dimostra in continua evoluzione la battuta acquista sempre più importanza: Macerata commette parecchi errori in questo fondamentale (31 nel complesso) che, nonostante tutto, riesce a fare la differenza: 12 sono gli ace di squadra contro i 4 di Trento. La formazione di Giuliani si è dimostrata costante con tutti i suoi giocatori: Savani segue Zaytsev con 20 punti, Parodi 13, sostituito da un ottimo Kovar per un problema al ginocchio; i centrali Stankovic e Prodrascanin 15 e 9 punti, efficaci soprattutto a muro e un ispiratissimo Travica che nei momenti decisivi riesce a smarcare perfettamente i suoi attaccanti. Un gioco di squadra che parte dalla ricezione a dalla difesa: bene anche il nuovo libero Henno.

 

L’elogio a Macerata non deve mettere in cattiva luce una competitiva Trento, alla quale sono mancate un po’ di convinzione e di precisione nel tie-break, che lascia l’amaro in bocca: “Onore a Macerata che ha saputo vincere una contesa molto accesa dalla prima sino all’ultima palla. Abbiamo lottato sino alla fine vincendo nettamente il secondo e il quarto parziale e perdendo solo ai vantaggi il terzo set” (Stoytchev). Per gran parte della partita, infatti, si ha avuto l’impressione che sia stata più Macerata a dover tener testa a Trento. Ma i dati parlano chiaro: nemmeno un Kaziyskij a tratti imprendibile (21 punti) e un positivo Stokr (17 punti) sono bastati a sopperire una prestazione in ombra di Birarelli (soli 5 punti) e di Juantorena  che chiude a 12 punti, al di sotto delle sue potenzialità. Una notizia positiva da parte di questo giocatore però c’è: l’italo-cubano è stato definitivamente italianizzato e perciò sarà disponibile per il c.t. azzurro, Mauro Berruto.

 

Altre novità che riguardano il campionato italiano sono la reintroduzione del Mikasa come pallone ufficiale (utilizzato in tutte le altre competizioni) e, soprattutto, la sperimentazione del video check, un dispositivo di controllo con 11 microtelecamere, testato proprio domenica a Modena e che verrà utilizzato in Coppa Italia con maggiore continuità. Inoltre, le righe perimetrali del campo sono state sostituite con quelle della Sport Moles, che contengono la cosiddetta “talpa”, il segnalatore della palla dentro o fuori visibile esclusivamente dal trespolo arbitrale.

 

Tante innovazioni che potranno davvero essere decisive in questo sport caratterizzato sempre di più dalla potenza e dalla velocità di gioco e di cui Trento e Macerata sono l’emblema in Italia e, forse, anche in Europa.

 

Francesca Bacchiega

Un altro modo di raccontare lo sport.

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