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palacio catania-interNon li trovi ubriachi alla guida; non cambiano fidanzate come fossero calzini; mai sentito di allenamenti saltati, risse con i compagni o fughe dai ritiri. Sono professionisti veri, persone normali, eppure campioni indiscussi, e probabilmente lo sono molto più di tanti bambolotti che appaiono più spesso in copertina che sul tabellino dei marcatori. Sono i campioni silenziosi.

Questo week end di serie A ci ha regalato tre affreschi di questa sempre più rara categoria di calciatori. Il primo è senz’altro Rodrigo Palacio. Ormai è ben noto a tutti l’impatto devastante che ha avuto sul match di Catania, nonostante un’inspiegabile (vedendo l’undici iniziale nerazzurro) esclusione dal primo minuto. Nessuna polemica, solo il mettersi a disposizione della causa. Ha iniziato la stagione gerarchicamente indietro, con Milito, Cassano e Sneijder che lo precedevano nella testa di Strama. E lui, zitto zitto, ha lavorato e aspettato, e per varie vicissitudini relative ai tre di cui sopra, si è ritrovato uomo chiave della squadra, tanto che ad oggi ha segnato solo un gol in meno del (giustamente) tanto celebrato e osannato El Sharaawy. Eppure nessuno parla di lui, interessano di più le battute di Cassano o i tweet di Yolanthe. Ma non ti preoccupare Rodrigo, i fatti ti daranno la gloria che meriti.

Veniamo poi a Totò di Natale. Con la marcatura che ha regalato la vittoria per l’Udinese sul Pescara, Antonio ha toccato quota 150 gol in maglia bianconera. Centocinquanta! E con pochissime coppe europee disputate in questi anni. Quando Vieri segnò la centesima (su 123 finali…) rete in nerazzurro furono ovazioni, corone e titoloni sui giornali. Di Natale ha vinto due delle precedenti tre classifiche dei marcatori, è in assoluto il giocatore italiano più prolifico degli ultimi anni, eppure mai nessuno che spenda qualche parola di elogio nei confronti di questo magnifico campione. Forse nelle grande redazioni non ti guardano, ma Totò sta sicuro che nel cuore della tua gente hai lasciato un segno indelebile, ed è questo quello che conta.

di natale pescara-udineseChiudo con una menzione per Francesco Totti. Certo, non si può dire che il capitano giallorosso non abbia avuto una carriera abbondantemente sotto i riflettori, ma concentriamoci sugli ultimi anni, in cui il mondo del calcio sembrava essersi un po’ dimenticato di lui. Il Pupone ha accettato le stravaganze tattiche di Luis Enrique, si è messo come l’ultimo dei ragazzini a fare gradoni per tutta l’estate con Zeman, ha subìto incompetenti di prim’ordine per i quali no, Totti cosa potrebbe mai dare ancora alla nazionale? Il tutto senza mai nemmeno un’ombra di polemica o di sceneggiata di ogni tipo, lontano da microfoni e macchine fotografiche e concentrato solo sul dare sempre il massimo. E allora eccolo lì, con i suoi due bambini dopo essere appena diventato il secondo bomber in assoluto della storia della serie A. Capitano mio capitano… non occorrono commenti ulteriori.

Ringraziamo quindi questa gente, ringraziamo i campioni silenziosi, che magari sono un po’ meno divertenti di altri, ma a loro almeno interessa ancora innanzitutto giocare a calcio.

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