La decima ansa

REAL MADRID:

Casillas 5: per 93 minuti José Mourinho sarà stato contento come un bambino nel vedere la decima nelle mani del Cholo grazie ad una sprovveduta uscita del portierone spagnolo. Stavolta, al termine del match, più che la Carbonero si bacia Sergio Ramos. MIRACOLATO

Carvajal 5.5: moto perpetuo, ma confusissimo, sulla fascia. Felipe Luis se ne sta nella sua metà campo e per lui è solo un bene. Spinge tanto, al contrario di Coentrao, ma conclude poco. Eccessivamente falloso e spesso vicino al Far West. TANTO RUMORE PER NULLA

Varane 6: il gigante francese parte dall’inizio per sostituire Pepe ed è bravo a farsi trovare pronto sulle sciabolate disperate che nel finale animano i colchoneros. Negli ultimi minuti del supplementare rischia di far diventare il Da Luz un ring di wrestling. ARMADIO A TRE ANTE

Sergio Ramos gol reutersSergio Ramos 7,5: consegna a Casillas, Ronaldo e Florentino Perez marmo e scalpello per fargli il monumento dentro al Bernabeu. Si vede poco, se non per qualche sceneggiata di troppo, poi nel finale prende il volo stando in aria un’eternità e dando il colpo di grazia all’Atletico. GUARDIANO DEL DESTINO

Fabio Coentrao 5: inesistente nello stadio che ha lanciato il platinato portoghese. Meno male che tra i due lusitani impazza un funambolico argentino. Nel treno di sinistra madrileno ha l’utilità del controllore. TRAVOLTO

Khedira 6: è già un’impresa vederlo in campo e in effetti si vede poco, anche perché Koke e Gabi son più disposti a fare a botte del buon Sami. Quando però c’è bisogno la sua randellata la dà lo stesso. TRUCCHI DEL MESTIERE

Modric 7: il Pirlo del Madrid, dal biondo croato passa qualunque cosa riguardi il gioco dei bianchi di Spagna. Appena prende bene le misure inizia un susseguirsi di lanci, aperture e passaggi di notevole precisione. DESIGNER

Di Maria 8: l’hombre del partido. Il migliore in campo anche se avesse vinto l’Atletico. Dribbling, scatti, verticalizzazioni e passaggi filtranti. Prendete un’azione che ritenete importante nel match: Angel c’è. CLONATELO!

Cristiano Ronaldo 6: che stesse poco bene lo si era intuito subito: pochi allunghi, pochi rientri e pochi cambi di passo. Qualche punizione e qualche colpo di testa. Nel dubbio però trasforma il rigore che lo porta a 17 (!!!) gol nella competizione, quasi a dire: “ricordatevi che vi ho portato io fino a qui”. LEGITTIMATO

Benzema 5.5: davvero mai visto. Non ne prende una, non si propone mai, Morata in un quarto di partita avrà toccato almeno il quintuplo dei suoi palloni. CORPO ESTRANEO

Bale reutersBale 6.5: se Ramos scioglie i nastri biancorossi e Di Maria annoda quelli bianchi, ad alzare la coppa dalle grandi orecchie per il Real è Gareth. Il gallese ha tantissime palle gol nel corso dei 90 minuti regolamentari, che spreca malamente. Poi nei supplementari, dopo un miracolo di Courtois, si fa trovare pronto e segna il gol che mette i titoli di coda al derby de Madrid. E ALLA FINE ARRIVA BALE

Marcelo 7: tanto inutile Coentrao quanto decisivo il brasiliano. Spacca la partita creando con Di Maria un binario infernale su cui il Real va a nozze. Segna anche il gol della certezza totale. LINFA VITALE

Ancelotti 8: c’è poco da fare: la vince lui, la Champions è casa sua. I cambi del Real (averla una panchina del genere) danno uno scossa importante alla partita. Riesce con il suo consueto stile dove Mou non era riuscito. PADRONE D’EUROPA

ATLETICO MADRID:

Courtois 6.5: la mini – papera sul gol di Marcelo gli toglie mezzo punto, ma il giovane belga dimostra ancora una volta (come se ce ne fosse bisogno) che il futuro tra i pali è tutto suo. Sicuro su tutte le conclusioni fino all’imparabile gol di Ramos. DURO A MORIRE

Miranda 6.5: fino a che i crampi non lo sorprendono, giganteggia in mezzo alla difesa (facilitato dall’inconsistenza di Benzema). I supplementari sono un calvario, fino all’autostrada che lui ed i suoi colleghi decidono di aprire a Marcelo per la resa finale. LOTTATORE

Godin reutersGodin 7: non ci fosse stato Sergio Ramos avremmo giocato 1 euro sul trionfo mondiale della Celeste. L’uomo del Camp Nou beffa anche Casillas in Portogallo con un pallonetto di testa. Dopodiché prende calce e cazzuola ed alza un muro davanti a Courtois fatto di scivolate e stacchi aerei. Poi però arriva Sergio e la carrozza, per una notte, torna zucca. CENERENTOLA

Juanfran 5: dopo una Champions giocata alla grandissima e suggellata dalla splendida prestazione di Stamford Bridge, il Da Luz gli va indigesto per colpa di uno sgusciante argentino. Spinge poco e contro Di Maria patisce le pene dell’inferno. SUPPLIZIO

Filipe Luis 6: anche lui reduce da un’annata pazzesca (senza essere inspiegabilmente convocato al Mondiale) gioca una finale di contenimento su Bale fino a quando non viene anch’egli vinto dai crampi. STOICO

Gabi 7: tutti agli ordini del capitano, che gioca una partita pazzesca. Picchia forte e giusto, come direbbe il Ras della Fossa, sa farsi sentire coi compagni e con l’arbitro. Rastrella palloni per il campo con grande facilità. MISTER IN CAMPO

Tiago 6: alterna giocate di pura geometria a amnesie di juventina memoria. Troppo lento nel muoversi ma sopperisce tutto con colpi di eleganza rara. Oggi in Italia sarebbe tra i top. PRINCIPESCO

Koke 6.5: giocatore che non può non piacere a qualunque allenatore per forza e tecnica. Sfodera anche nel finale una prestazione tutta muscoli e grinta. Alla fine la sorte non lo premia ma si merita lo stesso uno scroscio di applausi. LEADER MAXIMO

Raul Garcia 5.5: meno incisivo rispetto all’ultimo periodo. La sua fisicità viene controllata senza grossi sforzi da Varane e sporadicamente da Khedira. POCO O NULLA

Cambio Diego Costa Adrian reutersAdrian Lopez 6: entra dopo pochi minuti e si sbatte subito mettendo in crisi spesso e volentieri Carvajal, sgusciando nei pochi spazi a disposizione. Corre molto e tiene spesso la palla per far salire la squadra. Sua l’unica occasione, oltre al gol di Godin. ANGUILLA

Villa 5.5: rispetto all’ultima volta a Wembley, dove la chiuse con una perla fantastica, è un altro Guaje: molto statico, in balia dei centrali blancos, fatica tantissimo a trovare qualche spazio. Lontano parecchio dal campione che fu. SUCCUBE

Simeone 7.5: fino al 93° aveva vinto con merito un altro trofeo in una stagione strabiliante ed il risultato finale non toglie nulla a ciò che ha fatto quest’anno. Un comandante che quando alza bandiera bianca (proteste con l’arbitro) si porta appresso la resa di tutti i suoi uomini. Resta il rammarico per la gestione Diego Costa (poteva salvaguardare un cambio in più…), ma si sa che incide anche il volere del giocatore. Aveva dichiarato che questo «è più che sport», l’impressione è che El Cholo sia “più che un allenatore”. SOVRANNATURALE

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«Le cose non succedono, le cose vengono fatte succedere» (JFK). «Ci sono due modi per tornare dalla battaglia: con la testa del nemico o senza la propria» (PDC).

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