Milan - Juventus

MILAN

di Andrea Rossetti

Milan - JuventusABBIATI 6. Han comprato Diego Lopez per fargli, per l’ennesima volta nella sua carriera milanista, le scarpe, ma al primo big match stagionale in porta c’è lui. E nel primo tempo non fa di certo rimpiangere l’ex madridista, con un’uscita bassa a chiudere magnificamente la porta a Llorente. Poco impegnato, nella ripresa però capitombola: basta un movimento d’anca di Tevez per metterlo col culo a terra e spalancare lo specchio della porta. Non colpevole, ma quantomeno complice: fosse rimasto su, per l’argentino sarebbe stato un pelo più complicato segnare. TUTTI GIU’ PER TERRA.

ABATE 6+. Non lo riconosce più nessuno: nelle prime due giornate azzecca dei cross, contro la Juventus copre con diagonali attente e precise. Dove non arriva Rami (una vasta zona di campo quindi), arriva lui. Contro Asamoah e con Honda davanti a sé era impensabile attaccare, per questo si limita a coprire e lo fa molto bene. Fino al gol. Causa il mancato aiuto di uno dei tre mediani, è costretto a uscire su Tevez, che, pur scivolando, riesce a toccare per Pogba e infilarsi nello spazio mal coperto dalla premiata ditta Abate-Rami. Le colpe se l’è prese il biondo terzino, ma va detto che lui, lì in mezzo, non avrebbe dovuto esserci se i movimenti difensivi di squadra avessero funzionato. Pertanto, almeno in parte, lo scagiono, nonostante per la pubblica piazza sia sempre lui l’assassino. MAGGIORDOMO.

RAMI 5. Il vero assassino. Un motivo c’era se Inzaghi, fino ad oggi, non vedeva il corso titolare inamovibile: lento, macchinoso, più in condizione fisica da infradito che da scarpette. Per buona parte del match se la cava, ben supportato da Abate e dal collega Zapata, nonostante perda costantemente tutti gli uno-contro-uno con Llorente. Per sua fortuna lo spagnolo riceve sempre palla spalle alla porta, altrimenti erano cazzi. Sull’incursione di Tevez in occasione del gol, però, il suo vagare senza meta al centro dell’area causa l’irrimediabile: mentre si guarda attorno, come intontito, Abbiati è già col culo a terra e Tevez sta tirando fuori il ciuccio (Dio solo sa da dove) per esultare. Da stasera membro onorario dei Nomadi. VAGABONDO CHE NON SEI ALTRO.

ZAPATA 6,5. La sua ignoranza tecnica ha pochi eguali, ma quando gioca concentrato dimostra di poter dire la sua. Anche se al fianco del Rami di ieri sera anche Simone Loria avrebbe fatto la sua porca figura, la sua velocità è stata fondamentale per evitare al Milan di crollare ben prima del 71° minuto. La cavolata d’ordinanza la fa nel primo tempo, ma a parte un brivido non comporta alcuna conseguenza; poi è tutto scivolate e chiusure. Azzecca anche diversi anticipi su Llorente. Purtroppo, non avendo la minima idea di cosa significhi il verbo “impostare”, il Milan ha faticato a respirare nel momento fondamentale del match. Per questo Zapata avrebbe bisogno, al suo fianco, di un Difensore con la “D” maiuscola per potersi esprimere al meglio, un compagno che lo guidi nella narrazione della partita. DIFENSORE IN CERCA D’AUTORE.

Milan - JuventusDE SCIGLIO 5,5. La sua faccia da bravo ragazzo s’è improvvisamente trasformata in faccia da cacasotto. Lichtsteiner si bulleggia innanzi a lui senza ritegno e col passare dei minuti Mattia si fa sempre più piccolo. Mai aiutato da El Shaarawy, si vede costantemente attaccato dallo svizzero e da Pereyra e ci capisce veramente poco. Le poche volte che prova a spingere, lo fa con fatica e sbagliando quasi sempre la scelta di passaggio o addirittura errando il cross. Il ragazzo pieno di entusiasmo che abbiamo apprezzato si è nascosto da qualche parte. La cosa grave è che non sembra neanche molto intenzionato a cercarlo. FIFONE.

DE JONG 5,5. Col Parma è stato un leone, con la Juventus si ferma, al massimo, al gorilla: lotta come sempre, ma fatica tutta la partita nonostante si batta i pugni sul petto. La pressione bianconera lo costringe spesso a fare il terzo difensore centrale, ma il gioco di Inzaghi, fatto di ripartenze, lo vorrebbe più dinamico, in grado di fare da elastico tra difesa e attacco, proprio come successo al Tardini sei giorni fa. Invece niente. Marchisio e Pereyra fanno quello che gli pare proprio perché si trovano sempre in due contro un solo mediano rossonero, dato che De Jong sembrava sempre più preoccupato di mettersi in linea con Rami e Zapata piuttosto che di rubar palloni. Ancora un po’ che abbassava il suo raggio d’azione si trovava al fianco di Abbiati. PORTIERE AGGIUNTO.

MUNTARI 5. Probabilmente Nereo Rocco l’avrebbe amato, dato che il pallone, nel suo manuale del calcio, è solo una fastidiosa presenza tra tibie, peroni e caviglie avversarie. Randella a destra e a manca come se non ci fosse un domani e quando Marchisio gli restituisce le botte ha anche l’ardire di arrabbiarsi. Memorabile il calcione nelle palle rifilato ad un avversario. Azzecca un lancio per Honda, poi si mette a fare il netturbino del centrocampo. Peccato, perché il piede, quando vuole, ha dimostrato di averlo. Ma son partite come questa che ti fanno pensare che le sue siano braccia e gambe rubate all’agricoltura. MIETITREBBIA.

POLI 5,5. Ammetto che fatico a trovare qualcosa da dire sulla sua partita, perché non si è visto praticamente mai. Fa quantità, ma ciò che produce è materiale per un film di Dario Argento, come dimostrano un paio di tiri più sballati di Lindsay Lohan dopo un party con Paris Hilton e Miley Cyrus. La sua faccia da membro di una boy band lo fa apparire costantemente fuori luogo in questi match di lotta pura sulla linea mediana. DIRECTIONER.

Milan - JuventusDal 76° TORRES 5. È entrato? Così dicono. Le telecamere si accorgono di lui in due occasioni: quando prende il posto di Poli e verso il 90°, quando si prende un giallo (immeritato) per una manata che ha causato l’immancabile svenimento incontrollato di Chiellini. Un po’ pochino per il numero 9 rossonero, l’uomo che Inzaghi ha inserito con l’intento di suonare la carica. CHI L’HA VISTO?

HONDA 6. Il nighiri platinato, con Inzaghi, sembra un altro giocatore rispetto a quello visto nei sei mesi con Allegri. Anche stasera è l’unico rossonero a sfiorare la rete, con un colpo di testa ben parato da Buffon, frutto di un’incursione al bacio. Nonostante ciò, in una squadra che gioca principalmente di ripartenze, la sua lentezza snerva. Dovrebbe essere il fulcro dello smistamento offensivo del Milan, ma quando i centrocampisti rossoneri passano la metà campo, lui è indietro di due o tre metri e così la manovra si spegne irrimediabilmente. Nonostante ciò è pregevole il suo spirito di sacrificio in supporto di Abate, tanto che Asamoah non è mai davvero pericoloso. Ho come l’impressione, però, che appena Torres e Pazzini staranno meglio, il giapponese si accomoderà in panchina per lasciar spazio ad una prima punta di ruolo. ULTIME CARTUCCE.

Dall’83° PAZZINI s.v. Continuo a ritenerlo una delle migliori prime punte italiane, data anche la penuria di questi tempi, e non mi capacito del fatto che Inzaghi lo veda solamente come una terza riserva. INCOMPRESO.

EL SHAARAWY 5. Tornava dall’ennesimo infortunio della sua carriera, tanto che l’Inail pare abbia aperto un’inchiesta nei suoi confronti per capire se è un dipendente assenteista o veramente solo un povero ragazzo preso di mira dalla sfiga. Inzaghi lo ha preferito a Bonaventura, sperando che la sua rapidità potesse costringere Lichtsteiner in fase difensiva, ma le cose non sono andate proprio così: inconsistente davanti e assente dietro. De Sciglio è stato totalmente abbandonato a sé stesso e, nelle ripartenze, il Faraone non si è mai visto. Mi piange il cuore vedere un talento del genere così abulico. L’unica consolazione rimane la sua interpretazione nella pubblicità di una nota marca di biscotti, dove, almeno lì, resta la star indiscussa. RINGO STAR.

dal 66° BONAVENTURA 5,5. Aiuta un po’ di più dietro, ma entra nel momento in cui la Juventus decide di intensificare la pressione e trovare una volta per tutte il gol vittoria. Che puntualmente arriva. Riesce a contenere, in coppia con Poli, Pereyra e poi limita Vidal, ma la mezzala non è il suo ruolo. In una squadra rodata sarebbe il perfetto terzo uomo del tridente offensivo. In tutto ciò, va detto che non tocca un-pallone-uno. FUORI POSTO.

Milan - JuventusMENEZ 6,5. È il più in forma e si vede. È l’unico, là davanti, a creare veramente dei problemi alla retroguardia bianconera, ma predica nel vuoto e non gli si può sempre chiedere di dribblare anche le mosche, seppure la sua immodestia lo porti a provarci. Un paio di spunti di qualità, soprattutto nel primo tempo, poi, quando il Milan si abbassa e lui dovrebbe fare il centravanti boa, sparisce e si dimostra seccato. Chiaro che se vieni identificato per tre settimane come “falso 9”, quando poi ti trovi costretto a fare il “vero 9” ti girano un po’ le palle. Resta, in ogni caso, la miglior opzione offensiva attualmente a disposizione di Inzaghi. Almeno fino a quando non si romperà le palle. ACQUA NEL DESERTO.

All. INZAGHI 5,5. Non era un santone prima, non è una sega ora. Semplicemente ha tanto da imparare. L’idea di gioco che ha voluto imporre ai suoi per la sfida con la Juve non era neppure folle: attendere e colpire. Ma se la Lazio e il Parma ti lasciano autostrade, i bianconeri, al massimo, ti lasciano un impervio sentiero di montagna. Insomma, è mancata la scintilla, lo spunto tattico in grado di adattare la sua idea di gioco all’avversario di livello superiore che andava ad incontrare. La volontà, il sacrificio, l’abnegazione e l’umiltà sono cose bellissime, ma sono soprattutto parole. La passività mostrata dal suo Milan ha un po’ deluso, soprattutto perché lui, da calciatore, era il meno passivo di tutti. CRISI D’IDENTITA’.

 

JUVENTUS

di Giacomo Pratelli

BUFFON 6,5. Il numero 1 bianconero compie una sola vera parata su colpo di testa ravvicinato di Honda, per il resto normale amministrazione, qualche buona uscita, qualche pessima gestione della palla con i piedi e tanta carica trasmessa alla sua difesa. MOTIVATORE.

CACERES 6. Gioca solo 35’ per poi abbandonare per infortunio. In mezz’ora fa un paio di buone chiusure e nulla di speciale. SFORTUNATO

Dal 35° OGBONNA  6. Il suo ingresso in campo fa tremare gran parte dei tifosi bianconeri, ma, complice un El Shaaraway non in condizione che non lo punta mai, si rende protagonista di una partita onesta e senza troppe sbavature in difesa. Ogni tanto perde il segnale del suo Tom Tom e si trova fuori posizione di alcuni metri. IN AGGIORNAMENTO.

Milan - JuventusBONUCCI 6. Anche lui rispecchia un po’ tutta la difesa della Juve. Attento nelle chiusure che non sbaglia quasi mai, rende peggio in quello che è il suo secondo compito: impostare dalle retrovie. A memoria mi ricordo almeno tre lanci in zone in cui di maglie bianconere non c’era nemmeno l’odore, più un po’ di lentezza nel far partire il passaggio. Merita la sufficienza perché il suo primo compito, difendere, lo ha fatto bene. DR. BONNI E MISTER LEO.

CHIELLINI 5,5. Ogni volta che lo vedo giocare mi pongo sempre la stessa domanda: può un uomo con tali piedi e tale coordinazione giocare a questi livelli? La risposta è sì, quando è in forma fisica e può puntare sulla sua arma vincente, l’agonismo. Questa forma fisica per ora non si vede, per cui appare come il peggiore del terzetto difensivo che protegge la porta di Buffon. Per la Juve e per la Nazionale speriamo che torni presto in condizione fisica. AFFATICATO.

LICHTSTEINER 5,5. Sì, vero, corre tanto. Sì, vero, è veloce. Sì, salta l’uomo. Ma non puoi giocare in Serie A ed essere almeno il 60% delle volte troppo avanti rispetto a dove dovresti essere, ma soprattutto non puoi sbagliare 9 volte su 10 l’ultimo passaggio. Dopo la partita di Champions per lo svizzero la storia si ripete, belle progressioni rese inutili dal non sapere fare un passaggio di 5 metri in area di rigore. I FONDAMENTALI.

Dall’84° ROMULO s.v

PEREYRA 6,5. Arrivato un po’ in sordina e con lo spettro Isla che lo accompagnava, l’ex giocatore dell’Udinese si sta dimostrando utilissimo per Mister Allegri, specialmente ora che Vidal non è al top. Corsa, inserimenti e discrete qualità tecniche sono gli elementi che caratterizzano il 37 della Juve, che contro il Milan rischia anche di segnare mandando di poco alto, una volta, e trovando la pronta opposizione di Abbiati una seconda. WORK HARD, PLAY HARD.

Dal 76° VIDAL 6. Il suo ingresso in campo fa saltare l’embolo a Muntari che comincia a picchiarlo finchè non si prende un cartellino giallo. Il cileno è appena tornato ma prova a fare come se nulla fosse cominciando a correre. Venti minuti di buona intensità dove recupera buoni palloni e si butta in avanti attaccando gli spazi. Il suo stato di forma dovrà essere giudicato più avanti, ma sembra che sia tornato l’Arturo di sempre. ALZATI E CAMMINA.

Milan - JuventusPOGBA 6,5. Sinceramente la prestazione del numero 6 bianconero, escluso ovviamente il gioiello con cui mette Tevez davanti alla porta, non mi ha fatto impazzire. Certo le sue qualità e il suo strapotere fisico non si discutono, ma passa il primo tempo a trotterellare e si sveglia solo da metà del secondo (non a caso il gol della Juve arriva al 71°). Un giocatore così probabilmente ha bisogno di più tempo per entrare in forma ma, per ora, oltre a qualche bella giocata, non riesce ad essere continuo nel gioco con cui ci ha abituati, specchiandosi un po’ nella coscienza di essere due spanne sopra a chi è in campo con lui. NARCISO.

MARCHISIO 5,5. Allegri gli consegna le chiavi del centrocampo, ma non riesce mai davvero a mettere in moto la macchina. Il numero 8 bianconero si trova spesso con ampio spazio a disposizione in mezzo al campo, ma lo sfrutta realmente solo nell’occasione in cui colpisce il palo con un bel mancino da fuori. Sicuramente il suo modo di giocare ha assicurato maggior copertura, ma uno che gioca nel ruolo di Pirlo e fa una sola verticalizzazione in tutto il match mi sembra troppo timido. PIRLO IS NOT IMPRESSED.

ASAMOAH 6. Tocca molti meno palloni rispetto allo svizzero con il 26, ma Kwadwo, quando viene cercato, è sempre pronto e non perde mai palla. Certo dovrebbe osare di più nel 1-vs-1 e avrebbe almeno un paio di occasione per provare il cross in cui invece preferisce appoggiare all’indietro. Insomma, viene cercato molto meno dalla squadra in quanto il gioco è catalizzato a destra, ma lui il suo lavoro lo fa sempre bene. SOTTOVALUTATO.

LLORENTE 5,5. Il Re Leone non riesce a ruggire a San Siro, non solo perché non segna, ma perché rispetto al solito è molto impreciso nelle sponde e anche nella protezione di palla, suo vero marchio di fabbrica, non brilla. Eloquente il fatto che su un pallone calciato dalla difesa per lui, il 14 juventino si fa anticipare da De Jong, al quale, volendo, mangia in testa e pure comodamente. Si riprende un po’ verso il finale, ma lo spagnolo ci ha abituati a ben altre prestazioni. INGABBIATO.

Milan - JuventusTEVEZ 7,5. Per mole di corsa, voglia di spaccare la partita (e possibilmente anche qualche avversario) e qualità è di gran lunga il migliore. Spesso viene a prendersi i palloni dietro la trequarti avversaria per puntare o cercare lo scambio con qualcuno. L’emblema di questo giocatore sta tutto nel gol: palla nei piedi, scivola, tocco verso Pogba da terra, si rialza, inserimento, scarta il cioccolatino che gli offre Pogba e lo deposita alle spalle di Abbiati. Qualità, grinta, corsa e paura di nessuno. THE PUNISHER.

All. ALLEGRI 6,5. Il boato di fischi con cui viene accolto è assordante e sicuramente, per lui, vincere a San Siro conta quasi come uno scudetto. Il gioco della Juve in mezzo è ancora lento e probabilmente il ritorno di Pirlo è atteso con ansia. Insomma, la sufficienza piena è per la soddisfazione che si toglie, per quanto riguarda il gioco c’è molto da fare. ALLA RICERCA DELL’ARCA PERDUTA.

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