obi

MILAN

di Matteo Arrigoni

DIEGO LOPEZ 7. Decisivo su Icardi. La differenza con Abbiati si vede sulle palle alte e sulle uscite: sempre tempestivo ed efficace. Sul gol di Obi, a mio parere, può ben poco. TITOLARE FISSO

RAMI 7. Fa di necessità virtù. L’ultima volta che mi sono esaltato così per un terzino destro, era con Marcos Evangelista Cafu. Altri tempi. Adil fa il bello e il cattivo tempo. Sulla fascia è padrone incontrastato. PRINCIPE

MEXES 6,5. Questa volta si fa sfuggire poco o nulla e per questo va premiato. Va detto però che ha sviluppato una sorta di allergia alle cose sensate, vedi trattenuta su Icardi. PSICOLOGO, PSICOLOGO!

ZAPATA 4. La sicurezza sta di casa da un’altra parte. Nel gol di Obi ci mette il suo zampino. Nel resto é sempre inadeguato. La sua prestazione è da disastro ambientale. E, questa volta, non c’è prescrizione che tenga. ETERNIT

DE SCIGLIO 6. Nel primo tempo è sempre in ritardo come i velocisti sulle Dolomiti. Nel secondo tempo esce un po’ fuori, contenendo Palacio. IRRILEVANTE

MUNTARI 5. Cerca di incidere sulla partita nei primissimi minuti regalando l’assist a Icardi. Troppo mediocre per vestire la maglia rossonera. NEXT, PLEASE. (POLI 6. Ci mette la solita (tanta) grinta. Va vicinissimo al gol della vittoria che gli avrebbe consentito l’ovazione del pubblico. DAI DAI DAI)

ESSIEN 6. Non eccelle, vero. La sua è una partita però senza gravi pecche. Ogni tanto perde l’uomo e chiedergli di impostare è troppo. D’altronde è questo il destino delle cose quotidiane: anche al sole nessuno bada, se non quando scotta troppo. COMPITINO

BONAVENTURA 6,5. Prestazione non troppo ordinata, ma davanti è sicuramente tra i migliori. Va vicino al gol della vittoria sul finale. Si sta rivelando un ottimo acquisto. ECLETTICO

MENEZ 6,5. Una volta spento. Un’altra il migliore in campo. Ogni tanto innocuo; altre volte letale. Errori clamorosi, ma anche gol solamente futuribili. Menez è il cliché dell’imprevisto: ogni partita sarà giocata in maniera diversa, e (forse) completamente opposta a quella precedente. Insomma: uno, nessuno, centomila Menez. MOSCARDA

EL SHAARAWY 5,5. Bello ma non vince. L’Anna Kournikova del calcio. Asso e Re, coppia di carte tanto desiderata e accolta con piacere appena ricevuta, quanto maledetta a fine giocata: la sua bellezza ha tradito le aspettative. Nel primo tempo fa l’assist decisivo per Menez; nel secondo però decide di sparare sulla traversa, bruttando una prestazione comunque non all’altezza del suo nome. Come chi recita da Dio, ma di oscar, per ora, non ne vede neanche l’ombra. DI CAPRIO

TORRES 4. Ancora una volta inutile. È così scarso che ti fa pentire di saper vedere. Sempre fuori posizione e innocuo negli ultimi 25 metri. 2 DI PICCHE QUANDO BRISCOLA È FIORI (HONDA 6,5. C’è il rammarico di non averlo visto schierato dall’inizio. È capace di rallentare il ritmo come nessuno e d’improvviso di accelerarlo con cambi di gioco. Dimostrazione assoluta della relatività del tempo. INTERSTELLAR)

INZAGHI 5,5. L’impostazione della squadra è da bassa classifica: catenaccio e contropiede. Così facendo non si riesce a cambiare marcia. FRENO A MANO

INTER

di Matteo Bruni

HANDANOVIC 5,5. Partita quasi da senza voto per il portierone sloveno, non fosse per l’imprecisione sul gol di Menez. Il francese lo coglie in controtempo però il tiro non é così angolato da non poterlo neanche toccare. Nel prosieguo della gara é solamente spettatore della pochezza offensiva del Milan e della botta di El Shaarawy che si stampa sulla traversa. PRESEPE VIVENTE

NAGATOMO 5,5. Partita dai due volti per il terzino giapponese tornato dopo tanto tempo sulla corsia di destra. Bene in fase offensiva dove é libero di dialogare con Palácio e arrivare molto bene sul fondo per il cross. Male in fase di copertura quando El Shaarawy, sempre molto largo, mette a nudo i suoi errori di posizione come in occasione del gol. SCARABEO 50

RANOCCHIA 5. Imputo principalmente a lui le insicurezze difensive della compagine nerazzurra e i motivi sono molto semplici: é il capitano, ha talento da vendere ed é giunto il momento di fare il salto di qualità. Invece sembra che troppo spesso pecchi di tracotanza quando distratto si dimentica di El Shaarawy lanciato a rete o quando parte palla al piede e regala il contropiede ai rossoneri. PECORA NERAZZURRA

JUAN JESUS 5,5. Come il compagno difensivo troppo spesso si fa cogliere impreparato. Se aggiungesse all’indiscussa  esplosività fisica anche un po’ di concentrazione e intelligenza tattica sarebbe uno dei migliori sulla piazza, così invece rimane uno dei tanti. Pare un novello Cannavaro quando chiude su Torres lanciato a rete, ma anche un novello Brechet quando si fa infinocchiare anche da un Rami qualunque. PAPEROGA

DODO’ 6-. Niente di eccezionale, però come sempre il giovane brasiliano si fa amare per la grinta che mette in ogni situazione. I milanisti lo usano sin dai primi minuti come sacco da botte, lui tace e prova a macinare kilometri sulla sinistra. Uniche due pecche: le solite amnesie in fase difensiva (Menez ringrazia e insacca) e la troppa poca convinzione nel cercare il cross dalla linea di fondo campo. CRESCI BENE CHE RIPASSO

KUZMANOVIC 7. A mio parere, il migliore in campo. Non si potrà mai pretendere da lui il cambio di passo, il dribbling nello stretto o l’assist al bacio, però da tre/quattro giornate a questa parte sta eseguendo il suo dovere alla grandissima. Tranquillo, silenzioso e carismatico, proprio nella posizione dove l’Inter più ha sofferto quest’anno. Se Bonaventura non incide mai é anche merito delle sue chiusure puntuali. In fase offensiva un po’ precipitoso con alcuni lanci lunghi spesso fuori misura. SOGNANDO IL CUCHU

OBI 6,5. Il nigeriano fa e disfa. Partendo dal presupposto che al momento é il più scarso tra i papabili titolari a disposizione di Mancini insieme a Khrin, toglie le castagne dal fuoco al neotecnico con un gol tanto casuale quanto di certosina precisione. Il problema é che le castagne sul fuoco le aveva messe lui stesso perdendo banalmente la palla a centrocampo e dando così campo al contropiede che porta al gol del Milan. Dopo il gol prende un po’ di coraggio, ma i limiti tecnici sono evidenti. SCHELOTTANDO

GUARIN 6. A mio vedere bisogna dare fiducia al colombiano riportato al centro del progetto da Mancini, che di giocatori estrosi se ne intende. É vero che spesso si intestardisce in dribbling o progressioni inutili, però é altrettanto vero che ha la straordinaria capacità di far rifiatare la squadra con i suoi break offensivi. Da interno di centrocampo rende meglio che da mezzapunta, ma non ci voleva Mancini per capirlo. Novità sugli schermi: corre fino al novantesimo inoltrato, chiude un paio di volte in ripiegamento difensivo e tenta una sola volta il tiro da lontano, mirando la porta. BOMBAROLO

KOVACIC 5. Unica nota veramente negativa della fase offensiva dell’Inter. Da esterno non rende, non trova la posizione e si fa fermare facilmente da Rami, Muntari ed Essien che non gli lasciano un istante di tregua. Ogni tanto prova lo spunto e lo fa sempre puntando verso il centro del campo, alla ricerca della sua posizione naturale. Esce al novantaduesimo oramai stremato dalla troppa corsa a vuoto. UN PO’ CAVIALE UN PO’ TONNO

PALACIO 6,5. Pian piano il trenza sta recuperando la forma migliore. Schierato in una innaturale posizione di esterno offensivo, soffre un po’ l’adattamento nei primi minuti, ma una volta prese le misure di De Sciglio e Zapata comincia ad alzare il livello di calcio. La sua proverbiale intelligenza tattica lo aiuta in ogni situazione, deve solo riuscire a ritrovare il gol perduto per spiccare ancora il volo. MAMMA HO PERSO L’AEREO

ICARDI 5,5. Sempre chiuso tra Mexes e Zapata che gli si attaccano come il francobollo alla cartolina. Riesce a liberarsi in tre momenti: pronti via e Muntari lo lancia in prateria ma Maurito spreca malamente regalando un mozzarella a Diego Lopez. Nel secondo tempo si libera al tiro dopo un ping pong in area ma decide di raggiungere piazzale Lotto con un missile da buona posizione, verso la fine splendido per come si libera dalla marcatura su un cross da destra sfiorando l’incrocio dei pali con una girata stilisticamente perfetta. MAGNA MAGNA

HERNANES, OSVALDO, M’VILA sv. Grazie di tutto.

MANCINI 8. Sarò esagerato voi direte, ma preparare un derby in meno di una settimana é un’impresa impossibile, e uscire così bene dopo una buona partita é ancora più difficile. Applausi al tecnico 2.0 che riaccende i lampioni di San Siro dopo quasi un’anno e mezzo di torpore. Gioco veloce, di prima, ad ampio respiro e non sempre chiuso nella fascia centrale del campo. Insomma, Mazzarri é un ricordo fresco di una settimana, ma sembra molto più lontano. ROBERTO VECCHIONI

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3 Commenti a “Pagelliamo… Milan-Inter

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