AC Milan's Robinho celebrates after scoring against Barcelona during their Champions League soccer match in Milan

MILAN:

(a cura di Martino Busnelli)

Amelia 6,5 Potevano tremargli le manone, a Marco, chiamato per la prima volta in questa stagione contro l’avversario più temibile. E invece risponde con prontezza, sbrogliando qualche palla velenosa e bloccando con reattività Iniesta fiondato a rete. Molto meglio delle aspettative erroneamente sfiduciate di molti tifosi. PIACEVOLE SORPRESA

Abate 6 Partita onesta di Ignazio che, se mai (ma proprio mai) si spinge in fase offensiva, almeno si dedica con discreto successo e l’immancabile sua abnegazione ad arginare il pericolo Neymar. Certo, pensare alla Stirpe d’Oro che lo ha preceduto lì in basso a destra con la maglia rossonera fa sempre male, però il biondino non si risparmia mai niente. SENZA INFAMIA E SENZA LODE

C_4_articolo_2005080__ImageGallery__imageGalleryItem_1_imageZapata 6 Solito errore grossolano sul gol di Messi dovuto allo scarso utilizzo della scarsa materia grigia a disposizione. Ma la Natura ha rimediato a questa carenza dotandolo di atleticità eccellente, che gli permette almeno di recuperare sulla Pulce quando sta per bissare a colpo sicuro. ETERNA ALTALENA

Mexes 6,5 Come il suo compagno di merende (e di svarioni) colombiano l’attenzione va e viene come la corrente durante una scossa tellurica. Ma Le Roi è cresciuto alla corte di Francia e in qualche occasione se ne esce con grande classe e provvidenziale senso della posizione, presidiando l’area dalle scorribande catalane. PHYSIQUE DU ROLE

Constant 5,5 Vederlo terzino mette i brividi ai tifosi rossoneri quasi quanto guardarlo in faccia da vicino. Se la sfida (e l’errore decisivo commesso) coi Blaugrana al Camp Nou lo scorso anno l’aveva fatto sparire dalla lavagnetta di Allegri, non si capisce perchè non tener fede al vecchio adagio “sbagliando s’impara”. E invece evidentemente non sempre s’impara, perchè schierare Kevin in difesa in Champions League è un harakiri preannunciato. MAI PIU’

Montolivo 7 Vederlo smetter il camicie da pittore e le sue pennellate per vestire la muta da coriaceo magutt bergamasco non sorprende più. Il Monto combatte, corre e offre il cuore, distinguendosi però in qualche occasione per la qualità delle ripartenze e per qualche apertura che i suoi coinquilini rossoneri si sognano di notte. D’altronde, il talento non muore mai, neanche sotto una coltre di fango. MULTIFORME INGEGNO

De Jong 7 Tanti piccoli nanetti che zompettano, si passano la palla a una velocità inumana e, se doverosamente colpiti, frignano dal signor arbitro. Cosa vuoi di più dalla vita, Nigel?! Il soldato olandese non può chieder di meglio di una partita del genere. Si mette l’elmetto, scende in trincea, combatte e randella: ciò per cui è venuto al mondo. In più, non si fa mancare la solita accortezza nei passaggi e nelle scelte. REALIZZATO

Muntari 6,5 Gli altri vanno a tutto un altro ritmo ma, al Milan schierato su due ranghi, Sulley riesce a non dar nell’occhio per la sua ormai proverbiale lentezza. Anzi, davanti ai centrocampisti più forti del mondo sradica qualche palla preziosa e la utilizza discretamente. Peccato che sui suoi, di piedi, sia finita la palla che poteva realizzare un colpo gobbissimo. DIGNITOSO

Birsa 6,5 Partita di sacrificio quella di Valter, che la cartuccia settimanale (o mensile?) l’ha già utilizzata. Si attiene al generoso contenimento a cui lo destina Allegri, nel cui cuore sta forse scalzando per duttilità e disponibilità la vecchia fiamma Urby Emanuelson. DEDIZIONE E UMILTA’

Robinho 7 Non si può non premiare Robson, bambino soldato caparbio costretto a fare a sportellate con un Watusso, Piquè. Ma, invece del mitra in mano, il brasiliano ha agilità nelle gambe e magia nei piedi. Ruba al rivale la palla sotto il naso e, dopo un po’ di spruzzate di Brasile, la deposita in fondo al sacco. Poi, nel secondo, non si fa mancare il suo più noto marchio di fabbrica: il liscio sotto porta. Si giocasse solo partite importanti, un giocatore indimenticabile. Non è così, ma ci piace lo stesso. SREGOLAÇAO

Kaka.Milan.Barcellona.2013.14.538x358Kakà 8 Ma chi sei tu, che potresti viver di ricordi in una tranquilla posada brasileira, e invece torni dove puoi solo peggiorare il ricordo che hai lasciato? Chi sei tu, che potresti vivere ben remunerato aurei ozii madrileni e invece ti decurti l’ingaggio e ne rinunci a una parte appena dopo l’arrivo? E chi sei tu, che potresti esigere tutti i privilegi, la fascia e il ruolo più piacevole e invece giochi da terzino e rincorri fino alla linea avversari con anni e anni in meno di te? Sei un uomo vero innanzitutto. E dopo, un fuoriclasse. MES QUE UN JUGADOR

Balotelli 5 Vedi, Mario, cos’è un campione? Un campione è enorme qualità suffragata da un ancora più interminabile voglia. E tu, non brami! Tu non ti realizzi! Tu fai gridare di dolore il tifoso milanista e azzurro per lo spreco di arte e talento che sei! Entri e giochicchi come al doposcuola. SPERPERATORE

Allegri 7,5 Bravo Max, che organizza i suoi 4 contadini armati di vanghe e rastrelli contro la calata della falange catalana. Prevede un tipo di partita che ha la fortuna di realizzare con il precoce gol di Robinho. Da lì, tentativi di ripartenze veloci per sfruttare l’atipico tridente ideato per l’occasione. La squadra soffre sì, ma il giusto. E’ aiutato dall’aver preparato la medesima battaglia già un anno fa, però dimostra che quella vittoria non fu un caso. Forse troppi palloni mal gestiti in uscita, ma d’altronde i rastrelli rimangon rastrelli. BRANCALEONE

BARÇA:

(a cura di Martino Berselli)

Valdes 6 Impotente sul goal, per il resto della partita si comporta come uno spettatore non pagante, non essendo mai impegnato da conclusioni rossonere. DISOCCUPATO

Adriano 6 Più timido del brasiliano che lavora sulla fascia opposta alla sua, si fa raramente vedere in fase di proposizione offensiva. L’unica volta che lo fa si inserisce però coi tempi giusti, cestinando un tiro a due passi da Amelia, che lo ipnotizza. AMELIA LA STREGA CHE AMMALIA

1112381-17598054-640-360Piquè 6,5 Pasticcia anche lui sul goal del Milan non essendone comunque il responsabile principale. Per il resto della partita padroneggia la difesa, proponendosi anche con qualche sortita offensiva nell’ assedio finale. DIESEL

Mascherano 5 Prestazione nel complesso non così negativa da meritare un’ insufficienza piena come quella attribuitagli, ma che tuttavia risente troppo dell’ errore madornale che spiana la strada al vantaggio rossonero. Con un incastro fra petto e pallone non ancora ben decifrato serve Robinho, che dopo un fraseggio con Kakà, insacca. TETRIS

Dani Alves 6+ Decisamente più propositivo del connazionale brasiliano, crea inizialmente più di un grattacapo a Constant, che però alla lunga riesce a prendergli le misure arginandolo. A CUCCIA DANI

Busquets 6,5 Dei tre lì in mezzo (si fa per dire) è quello con il piede meno fatato, ma non disdegna anche improvvise verticalizzazioni come quella che spiana la strada a Messi (chiuso all’ ultimo momento da Zapata);  prezioso anche in fase difensiva con più di un recupero su Kakà. TUTTOFARE

Xavi 6 Il capitano blaugrana non è in serata di grazia, ma si vede come gli basti alzare lo sguardo per scatenare la sua visione periferica; succede una sola volta in tutta la partita: vede l’ inserimento di Sanchez, calibra il dosaggio e gli serve un pallone con scritto “spingimi”. PUSH ME

Iniesta 6,5 E’ suo l’ assist per il pareggio di Messi, sue molte delle giocate di fino al limite dell’ area (vedi tacco volante per Messi). Si ha come l’ impressione che il Barça acceleri non appena il fantasista spagnolo cambi passo, aumentandone le frequenze. HERTZ

Neymar 5,5 Un bel tiro che esce di poco a lato, un bel doppio passo meglio che a Fifa 14, e una sceneggiata per un lieve tocco di Birsa sul volto. Questo di lui ci si ricorda, ma forse lo si vuole solo dimenticare. Forse non si ricorda più nemmeno chi è e del fenomeno che era.  THE BOURNE IDENTITY

ac-milan-v-fc-barcelona-20131022-192751-883Messi 7 Non solo per il goal, non solo per la giocata con cui mette Adriano davanti alla porta rossonera, ma anche per la sua capacità di catalizzare giocatori avversari, e di entrare sempre nella manovra blaugrana, quasi da centrocampista aggiunto. Se come gioca a calcio, gioca anche a Fifa 14, io non lo sfido. TOP PLAYER

Sanchez 4 Completamente avulso dal gioco spagnolo, inutile in fase difensiva e incapace di scartare il cioccolatino servitogli da Xavi. Però vuole distinguersi dagli altri, quindi ben pensa di farsi ammonire. Ah, una piccola osservazione: anche lui tiene le calze sopra le ginocchia come Pereira; che sia un caso? Oppure hanno lo stesso stilista? In ogni caso, come il compagno di shopping nerazzurro c’è solo un aggettivo. CARNEVALESCO

Fabregas 5 Sarebbe senza voto, ma gli rifiliamo un’ insufficienza per il calcione gratuito che rifila a Mexes. COSÍ, TANTO PER.

Martino 5,5  La squadra entra mentalmente distratta, poi recupera, più per demeriti del Milan che per meriti suoi; con un poco di più di attenzione difensiva si sarebbe visto battuto come successe l’anno scorso al suo predecessore. Le uniche due variabili: Neymar e Sanchez, preferiti al posto di Fabregas e Pedro, falliscono il match, rivelando una scelta erronea del mister. Si salva da un’ insufficienza piena solamente perchè nell’intervallo riesce a trasmettere grinta alla squadra, che infatti esce più motivata e determinata. COSÍ COSÍ

Un altro modo di raccontare lo sport.

7 Commenti a “Pagelliamo… Milan-Barça