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2014-06-14T224237Z_216958712_TB3EA6E1TQ72C_RTRMADP_3_SOCCER-WORLD-M08-ENG-ITASirigu 7 Gettato nella mischia da Prandelli per sopperire alla grave mancanza dell’ultim’ora di Buffon, ne esce con un partitone che ne conferma i progressi parigini. Pronti via e Sterling gli fa subito capire che non sarà proprio un match semplicissimo. Da lì in poi si riscatta con voli plastici che tengono a galla gli Azzurri. Strepitoso su Barkley e Baines. Unica pecca: le uscite. PETER PAN

Chiellini 6 È la media tra il 5 del primo tempo e il 7 della ripresa. Dirottato per forza di cose sulla sinistra, soffre tremendamente le volate dell’esterno Sterling, anche perché spesso e volentieri si concede marcature da centrale, scordandosi di essere il terzino della squadra. Molto meglio nella ripresa quando, aiutato da Verratti e Parolo, riesce a contenere le folate dell’ala dei Reds. I piedi da falegname gli impossibilitano la fase offensiva. SO AND SO

Paletta 5,5 Dei difensori quello che sicuramente ha fatto più fatica per tutto la gara, a causa della pressione asfissiante di Sturridge e Wellbeck. Rispetto al Parma non ha nemmeno compiti di impostazione e deve solo consegnare la palla a uno tra Pirlo, De Rossi e Verratti, ma a livello difensivo fa passare le pene dell’inferno e compagni e tifosi. Dalla prossima bisogna inserire De Sciglio per tante buone ragioni. STOP!

Barzagli 6,5 Anche lui all’inizio ci mette un pò ad entrare in partita, poi però, grazie alla sua marcatura, pian piano Wellbeck esce dalla gara e risulterà l’avanti inglese meno pericoloso. Nonostante le malelingue, riesce a esprimersi ad ottimi livelli anche in una difesa a 4, che con l’arretramento di De Rossi era spesso a 3. Fondamentale nel primo tempo un suo salvataggio su Sturridge e un altro recupero alla disperata. C’è poco da dire per la retroguardia italiana Andrea è INDISPENSABILE

Italy's Darmian fights for the ball with England's Jagielka and Cahill during their 2014 World Cup Group D soccer match at the Amazonia arena in ManausDarmian 7 Mamma mia che esordio! Forse finalmente l’Italia ha trovato un terzino che sa fare entrambe le fasi con costanza e qualità. È il primo ad attaccare gli ampi spazi concessi da Baines e a formare insieme a Candreva una colonna di destra che si rivela decisiva. Colpevole, con almeno altri due azzurri, dell’eccessivo spazio concesso a Rooney in occasione del gol del pari, si riscatta poi con un secondo tempo di grande quantità. TRATTORINO

De Rossi 6,5 Partita monumentale per intelligenza tattica e capacità di far falli al momento giusto. Anche se non gli dà molti punti di riferimento, ha il compito di tenere Rooney che spesso e volentieri risulta fuori dal gioco inglese, più o meno “volutamente”. Maestro su come si faccia il centrocampista difensivo, è l’anima di questa Italia. BRAVEHEART

1257945-27150451-2560-1440Pirlo 6,5 Diciamocelo chiaro e tondo: con Verratti fa tantissima fatica. Si cercano tanto, se la passano molto, ma poi alla fine spesso si pestano i piedi, nonostante confezionino la prima parte del gran gol di Marchisio. Da quando il giovanotto del Psg abbandona il campo, entra in scena un altro Andrea. Capacità di giostrare nello stretto, tocchi semplici e calibrati, nessun tipo di difesa (purtroppo!) e una visione di gioco niente male. Ah, ci sarebbe anche quella punizione tirata in maniera celestiale a poco dal termine. A LEZIONE CON QUADERNO DEGLI APPUNTI

Verratti 6 Vale quello detto per Pirlo sulla convivenza con il 21 azzurro. Costretto per gran parte del match a dover rincorrere le schegge inglesi e a pressare i portatori di palla in bianco, cose di cui non si occupa molto spesso durante l’anno in Francia, riesce a farsi sentire a livello fisio. Se la cava discretamente, anche se si vede benissimo che è schierato fuori ruolo. SACRIFICATO

Marchisio 6,5 Realizza il gol che sblocca il Mondiale azzurro, dopo aver faticato non poco per cercare di aiutare Chiellini contro lo straripante Sterling. Per il resto del match da più una mano in mezzo al campo che in attacco, dove comunque cerca di inserirsi con costanza. Bravissimo nella staffilata che apre il match calcolando alla perfezione l’angolino basso per trafiggere Hart. GEOMETRA

Candreva 7,5 Il migliore degli Azzurri. Con Darmian crea un binario di desta di persistente pericolosità che mette continuamente in affanno il povero Baines. Le sue accelerazioni sono di vitale importanza per far respirare l’Italia e dal suo piede sinistro, già testato in precedenza con un clamoroso palo, parte il cross che viene recapitato sulla testa di Balotelli per il 2-1 finale. Sembra particolarmente a suo agio in un ruolo che gli permette di inventare su tutto il fronte offensivo. MINA IMPAZZITA

1257979-27151131-2560-1440Balotelli 7 In Nazionale è proprio un altro giocatore: si sbatte come un matto per tutta la squadra, fa a sportellate con i suoi avversari, perché perennemente lasciato solo là davanti, ma è ancora decisivo per gli Azzurri. Due occasioni: un clamoroso salvataggio sulla riga e un gol di testa. Cosa chiedere di più? KILLER INSTINCT

I CAMBI: Che Thiago Motta fosse un maestro di pressing e nel rallentare il gioco non lo scopriamo certamente stasera, ma l’italobrasilaino dà ancora prova, in maniera egregia, di tutte le sue qualità. Ottima invece la prova di Marco Parolo che entra senza paura nella partita, aiutando in fase difensiva e ottenendo importanti fischi per far trascorrere il tempo. Maluccio invece Ciro Immobile che, perennemente in fuorigioco, non riesce mai a tenere su un pallone o a guadagnare qualche fallo prezioso verso la fine della ripresa.

Prandelli 7 I due gol vengono da schemi provati in allenamento ed anche la difesa, che si temeva essere allo sbando per le defezioni di De Sciglio e Buffon, nel secondo tempo regge meglio del previsto. Forse l’unica pecca è la difficile convivenza tra Pirlo e Verratti, ma se ci vede lungo come ha fatto con Darmian e Candreva siamo certi che anche questa volta le scelte di Cesare non ci deluderanno. NOSTRADAMUS

 

 

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«Le cose non succedono, le cose vengono fatte succedere» (JFK). «Ci sono due modi per tornare dalla battaglia: con la testa del nemico o senza la propria» (PDC).

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