Palacio gol di tacco derby

INTER
(a cura di Andrea Rossetti)

34593-samir-handanovicHandanovic 5,5 Sarà anche l’uomo di ghiaccio, ma recentemente pare sciogliersi un po’. In avvio rischia tantissimo e si segna sul taccuino mentale lo sguardo di fuoco che gli regala Campagnaro, sguardo restituito alla prima occasione. Poi non commette cappellate degne di nota, ma risulta spesso impreciso nelle uscite e non riesce a dare la sicurezza a cui aveva abituato il panorama calcistico nostrano. Sarà il surriscaldamento globale? ACCALDATO

Campagnaro 6 Lo chiamano Hugo Boss, ma di elegante e modaiolo ha ben poco. Mostra il paradenti digrignando grintoso a destra ed a manca, tiene l’ordine, ma morde poco gli avversari ed ha spesso bisogno di un aiutino da Jonathan. Non lo aiuta invece avere sulla stessa corsia un Taider in serata “la palla scotta”, e così in fase d’impostazione pare più impacciato di Magalli in una partita di NBA. CAN CHE ABBAIA….

Rolando 6,5 Deve guidare la difesa e lo fa bene, chiudendo tutti gli spazi possibili a Balotelli ed alle palle filtranti centrali. Di certo non è un autista di immensa qualità, ma conosce bene le strade per portare a destinazione la prestazione complessiva della difesa nerazzurra. TAXISTA

Juan Jesus 6 All’inizio pare concentrato sulle pettinature degli avversari che gli sfrecciano di fianco, alla ricerca di un nuovo look, poi però un coppino di Cambiasso lo risveglia ed inizia a difendere come si deve. Spesso ancora troppo esuberante nella ricerca dell’anticipo e nella sortita offensiva, necessita di disciplina e freddezza nella lettura degli attacchi avversari. ANARCHICO

Jonathan 6 Incomprensibilmente, oramai, un supereroe. Nonostante sia l’emblema di un’Inter decaduta, è anche il simbolo di una squadra che ci mette impegno e volontà per migliorarsi sempre. Oggi manca un po’ in avanti, preoccupato com’è ad aiutare Campagnaro dietro, ma del resto non gli si può chiedere tutto. ICONOGRAFICO.

Taider 5 Non riesce bene a capire perché sia lì e cosa debba fare. La palla scotta e se ne libera il prima possibile, peccato che il passaggio sia quasi sempre errato. Come Josef K. ne Il Processo, non ci capisce un’acca e corre a zonzo, cercando di cavare fuori qualcosa da quella confusione mentale. Ma niente. Prima che la sua angoscia si trasformi in tragedia, Mazzarri lo toglie dal campo. KAFKIANO

Kovacic 7 Rompe in due la gara, più che per suoi meriti, perché entrato in campo poco prima del calo fisico rossonero. La sua velocità nello stretto risulta ossigeno nei minuti finali, mentre il piede educato parla una lingua sconosciuta ai più nello spogliatoio. De Jong gli fa capire che non lo ama, ma lui, da bravo ragazzo qual è, si rialza e gli dà il cinque. VECCHIO STAMPO

11 (ansa)Cambiasso 6 Muove i compagni a gesti e parole, come sempre, rompendo l’anima a tutti quanti. Ma la sua esperienza serve come il pane ad una squadra ancora immatura. Subito mette le cose in chiaro con Muntari e Balotelli, poi si limita a coprire. BURATTINAIO

Icardi s.v. Gioca pochi minuti e non lascia il segno, se non per il fatto di aver passato alla squadra il messaggio di Mazzarri: “ora attaccate”, e la squadra lo fa. Mi astengo da ogni possibile battuta su di lui e Wanda Nara. MESSAGE IN A BOTTLE

Zanetti 6 Ancora in campo in un derby, sempre in campo in un derby. Latita senza dare segni della sua presenza per un tempo, poi però, nel momento di necessità, fa capire perché in queste gare c’è sempre: tiene palla, si prende falli, difende, fa respirare la squadra, ogni volta con la saggezza del grande guru. Quando lascia il posto a Kuzmanovic, lo stadio grida alla lesa maestà, ma più che per la sostituzione, per chi lo sostituisce. Ma Mazzarri fa di necessità virtù. VECCHIO SAGGIO

Kuzmanovic 6 S’è preso più saracche dei tifosi nerazzurri lui che il Quaresma dei tempi d’oro, ma alla fine non sfigura. Anche un numero, nel finale, che trasforma gli improperi in applausi stupefatti. SORPRESA

Nagatomo 6,5 La maggior parte delle conclusioni interiste sono sue. Vero tornante di fascia vecchio stile, in grado di attaccare con costanza e di difendere senza fiatone. De Sciglio si vede poco in avanti e così ha tutto il tempo per mangiarsi un gol e tirare due fetecchie tra le braccia di Abbiati. Quando Cambiasso gli passa la fascia di capitano, rimane spiazzato. Anche noi sinceramente. CAPITAN FUTURO (?)

Guarin 6,5 Perfetta sintesi del Guarin nerazzurro (l’ultimo stasera?): impreciso nell’ultimo tocco, goffo in molti controlli, ma marmoreo negli uno contro uno e letale quando ha campo. L’assist finale per Palacio, quel cross rasoterra dalla destra leggermente arretrato, è oramai il suo marchio di fabbrica. Le sue partite sono dei continui su e giù tra cose buone e cose meno buone. Avesse qualche neurone tattico in più…. ALTALENA

PALACIO 7,5 Durante le partite ne dice di ogni, tra sé e sé, a Mazzarri che lo lascia sempre solo là davanti. Si sbatte, corre come un dannato, fa a botte con difensori grossi il doppio di lui. Non molla mai ed appena ha un metro in area diventa pericolosissimo. La palla buona arriva alla fine e la sfrutta con un tocco di tacco da grande attaccante. La sensazione che con una vera prima punta al suo fianco possa essere ancora più forte rimane. LA SOLITUDINE DEL NUMERO 8

All. Mazzarri 6,5 Una media tra il solito atteggiamento attendista che ha fatto tenere ai suoi nel primo tempo ed i messaggi incisivi lanciati ai ragazzi nella ripresa con gli innesti di Kovacic e Icardi. Al momento fare di più è difficile, il suo primo pensiero è aiutare una difesa spesso in difficoltà. Forse, un domani, metterà qualcuno di fianco a Palacio, che al momento gli ha tolto spesso le castagne dal fuoco anche da solo. Comunque per ora è un domani remoto ed imponderabile. GIORNO PER GIORNO

MILAN
(a cura di Matteo Arrigoni)

downloadAbbiati 5,5 Non goffo come in altre occasioni, ma nemmeno vera sicurezza. Coltiva il suo orticello; ma non è sufficiente se sei tra i pali rossoneri. COMPITINO

Constant 5 Ennesima partita che conferma che al Milan si è ritrovato un po’ così, a casaccio. Ha la stessa importanza che ha un costume da bagno per un eschimese. NO, THANKS

Emanuelson 5 Sotto Natale è ancora più evidente che è stato il pacco-regalo di (o meglio, per) Raiola. Cerca disperatamente la giusta posizione, ma non l’ha ancora trovata. RICICLO

Bonera 6 Preciso e puntuale fino a metà del secondo tempo. Poi si perde via, ma non da solo, bensì col resto della squadra, quando s’accende, inesorabile, la lucina della riserva. MAESTRINO

Zapata 5 Rischia un rigore (che c’è ma non viene fischiato) su Palacio nel primo tempo. Interviene un po’ come gli capita, senza regolarità, e questo lo rende inaffidabile. Fa rimpiagere i vari Nesta, T. Silva, Maldini, Stam, Costacurta e la lunga, lunghissima, compagnia bella dei tempi andati. THE END?

De Sciglio 6,5 Buona prestazione difensiva. In attacco è generoso, ma ci prova poco e non ha certamente il cross del terzino di spinta. Che sia questa la stagione per provarlo centrale, vista anche la situazione lì in mezzo? FUTURO

Muntari 5,5 Ha ottimi tempi di inserimento che fanno sì che sia tra i più pericolosi. L’unica nota positiva della sua uscita anzitempo per espulsione è il battito sul cuore, a dimostrare la sua appartenenza alla prima squadra di Milano. ROCCIA

De Jong 6 Classica partita di contenimento la sua. Sbaglia poco, ma non riesce a far girare la squadra. ARRUGGINITO

Poli 5 Buon centrocampista in un Milan decadente come quello di quest’anno. Nel 2003 non avrebbe visto neanche la tribuna. Emblema della partita è il suo “tiro al piattello” con Handanovic fuori dai pali. URGENZA

Saponara 5,5 Pronti via e si presenta con un tunnel. All’inizio è vivace, ma piano piano appassisce, fino alla sostituzione. Bello, ma non ancora incisivo. MARGHERITA

Matri 4 Alla “scala del calcio” non merita neanche il ruolo di comparsa. FLOP PLAYER

1f7c871889a9acdc84a6547dbf8a9ad1_immagine_ts673_400Kakà 6 Il cuore, lo sappiamo, non manca mai. Svaria su tutto il fronte offensivo, punta l’uomo più volte, ma non è più quel bimbo d’oro capace di vincere da solo. NOSTALGIA CANAGLIA

Balotelli 6,5 Fa reparto da solo per tutta la partita, inizialmente perché schierato unica punta, poi perché attorniato da mummie. La tecnica e la potenza fisica non si discutono; ma nel calcio serve anche altro. LOADING…

All. Allegri 4 Come al solito il Milan non ha gioco. Il disordine e la casualità la fanno da sovrani. La squadra, inoltre, ha un crollo fisico inspiegabile che porta alla sconfitta. NOCIVO

Un altro modo di raccontare lo sport.

2 Commenti a “Pagelliamo… Inter-Milan

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