juve in festa a san siro

INTER
(a cura di Martino Berselli)

Handanovic 5,5 Forse poteva fare qualcosa in più sul tiro di Quagliarella, forse tiene imprudentemente aperte le gambe sul tiro di Matri, forse il suo intervento su Vidal era da rigore. Ma la presenza di tutti questi forse gli consente di strappare un voto che rasenta la sufficienza. Insomma, se fosse stata la solita saracinesca un punto la compagine nerazzurra l’avrebbe portato a casa, forse. Ma coi se e coi ma si fa ben poco. SE MIA NONNA AVESSE AVUTO LE ROTELLE SAREBBE STATA UN TRAM.

chivu e quagliarellaChivu 4,5 Nel primo tempo sbaglia in collaborazione con Samuel sul gol dell’1-0, dove concede troppo spazio e troppo tempo a Quagliarella; nel secondo tempo si perde il centravanti napoletano che serve l’ assist del raddoppio a Matri. Può bastare. SATIS EST.

Samuel 6 Come sempre, del reparto difensivo è il migliore  in questo caso il meno peggio). Partecipa anch’egli all’ errore sul gol di Quagliarella, ma per il resto della partita dalle sue parti è difficile passare, e resta l’ unico a rendersi minimamente pericoloso sulle palle inattive che l’Inter avrebbe potuto gestire sicuramente meglio. Si ha la sensazione, a tratti, che lì dietro predichi un po’ nel deserto. EREMITA.

Ranocchia 4 Una sua scivolata suicida e fuori tempo spalanca l’autostrada a Quagliarella. Sul secondo gol l’unico giocatore juventino in area di rigore è Matri, e lui, giustamente, ben pensa di lasciargli spazio. UN RAGIONATORE DI FERRO.

Pereira 4,5 Padoin deve avergli rubato la ragazza quando erano ancora adolescenti, o qualcosa del genere; lo picchia tutta la partita, fino ad ottenere il tanto sperato cartellino giallo. Non azzecca un cross, imbarazzante anche in copertura, dove lascia delle voragini. Credibile come Robin Hood in calzamaglia (e probabilmente gliel’ha anche prestata). CARNEVALESCO.

Gargano 5 Paga caro il giallo che riceve ad inizio partita per un fallo su Chiellini tanto stupido quanto inutile, vedendosi psicologicamente limitato, per timore del secondo giallo, nell’aggredire i portatori di palla avversaria. E poi, come al solito, tanta, tanta corsa, ma anche tanta, tanta confusione. Ci ricorda una canzone di Jovanotti: TANTO TANTO TANTO (FORSE TROPPO).

Kovacic 7- Se accanto a lui Gargano riesce a fare solo scarabocchi palla al piede, il talento croato è un giocatore di classe cristallina che offre geometrie, triangolazioni e gioco a testa alta. Sua la ripartenza per il momentaneo e illusorio pareggio, sua una grande azione personale che per poco non conclude in rete. Ah, e ha diciotto anni. In una giornata burrascosa, sia calcisticamente che meteorologicamente, ci ritorna utile ancora Jovanotti. RAGGIO DI SOLE.

Zanetti 6- Senza lode e senza infamia. Non commette errori in fase difensiva, ma si fa vedere in avanti solo un paio di volte, e forse, data la poca lucidità e poca convinzione che Asamoah dimostra nei propri mezzi da un paio di mesi a questa parte, questa situazione poteva essere sfruttata meglio. IN RISERVA.

Alvarez 4 Messo fra le linee di attacco e di centrocampo, per dare imprevedibilità al gioco nerazzurro, lascia due ricordi di sé: un mancato tiro con il piede non preferito da ottima posizione (e tutti gli interisti si chiedono: perché?) e un cross impresentabile con il destro a fine primo tempo (e tutti gli interisti capiscono: ah, ecco perché). Poi non riemerge più dal tunnel (ci è mai uscito?). Speriamo, per la sanità mentale dello staff interista che egli sia un mago, un abile illusionista, e abbia fatto credere ad Appiano di non avere, fisicamente, il piede destro. THE PRESTIGE.

Cassano 6,5 Per la prima mezz’ora meriterebbe un’insufficienza grave. Si dimostra, però, l’ unico in grado di dare imprevedibilità al gioco, e la sua prestazione lievita sempre di più, fino a sfociare nell’assist per Palacio e nell’azione che meriterebbe, molto probabilmente, un calcio di rigore per atterramento da parte di Chiellini. Evitabili le proteste finali, che fanno solo perdere minuti, quando di sicuro era l’ultima cosa utile. GENIO E SREGOLATEZZA.

Palacio 7 Vera ultima boa della squadra, anche oggi prestazione a tutto campo. Lo vedi esterno di sinistra, di destra, a centrocampo a giocare palla, a fare sponde con i laterali, e poi, come spesso, lo vedi segnare, e (ahimè) come spesso, inutilmente. Senza i suoi gol probabilmente saremmo scivolati ben più giù in classifica. MENO MALE CHE RODRIGO C’È.

Guarin 5,5 Spesso indisciplinato tatticamente e anarchico in campo, nell’antivigilia del derby d’ Italia trasferisce questa brutta abitudine anche fuori dal rettangolo verde, arrivando tardi in Italia. Per lui quindi un primo tempo ai box, poi entra perché peggio di Alvarez non si può fare. Conti alla mano, fa ben poco: il solito tiro senza speranze, e poi, spostato sulla destra si intestardisce in continui uno contro due (Pogba e Peluso) dove esce spesso sconfitto. Sembra aver poca fiducia nei compagni, ma troppa in sé, pensando di poter risolvere tutto da solo. CHI FA DA SÈ FA PER TRE.

cambiassoCambiasso 5- Entra per mettere ordine in mezzo al campo, e in parte vi riesce aiutando Kovacic che, fino a quel momento si era dimostrato l’unico in grado di capirci qualcosa lì in mezzo. Niente di trascendentale eh, ma in questo periodo è manna dal cielo. Un punto in meno per il fallaccio (pericolosissimo) nei confronti di Giovinco a fine match. NERVOSO.

Rocchi 5 Ho controllato: tocca la palla una sola volta, ed è all’altezza dell’area di rigore interista. L’hanno preso per non fare sentire Cambiasso a disagio in quanto unico pelato in campo? MASTRO LINDO.

Stramaccioni 5 La formazione iniziale presenta qualche dubbio. Perché Gargano e non Cambiasso? Perché azzardare Alvarez piuttosto che infoltire un centrocampo sempre in difficoltà? Perché schierare Pereira rivoluzionando nuovamente l’assetto tattico (da 4-3-1-2 a 3-5-2) quando si poteva evitare rimanendo alla formazione delle scorse partite utilizzando Zanetti e Chivu terzini? I cambi in corso di gara sono scontati (Guarin e Rocchi) o imposti da problemi fisici (Ranocchia). Se a fine stagione si dovrà valutare il suo operato, bisognerà tenere conto dei giocatori mediocri (o scarsi?) avuti in rosa, ma sicuramente anche di suoi parecchi errori nella formazione iniziale. A MORATTI L’ARDUA SENTENZA.

JUVENTUS
(a cura di Alberto Coghi)

Buffon 6,5 Ormai fa notizia quando sbaglia qualcosa. Bravo a stare in piedi sulla testa di Palacio e felino sul tiro da fuori di Cassano. Fondamentale la tranquillità e la saggezza che infonde alla squadra. DRUIDO.

Chiellini 6 Fisicamente impressionante nel tenere contro gli avanti avversari, ma in fase d’impostazione nessuno si accorgerebbe se non avesse i piedi. Dategli cazzuola e calce ma non chiedetegli altro. MURATORE.

barzagli su palacioBonucci 6 Ruvido al punto giusto, crea caos in area avversaria sulle palle inattive. Con un Pirlo in questo stato non serve neanche il secondo regista arretrato. RELAX.

Barzagli 7 Semplicemente maestoso. Il colosso di Fiesole non sbaglia una partita da due anni. Puntuale negli anticipi, sempre utile nel rallentare il contropiede avversario contro Cassano. Intelligente nel farsi ammonire per riposare contro il Pescara allo Stadium (segno di classe anche questo). C’era quello di Berlino e c’é quello del pianto… aggiungeteci pure quello di Barzagli. MURO.

Asamoah 5 Unico insufficiente in un pomeriggio festoso per i colori bianconeri. Il ghanese non sfonda mai sulla fascia e non tenta neanche di sfidare Zanetti in velocità. Se è questo meglio Peluso col Bayern. Lontano parente di quello devastante visto in inverno. CAMBIO IDENTITÁ.

Padoin 6,5 Certo il Palito Pereira non è Bale ma il buon vecchio gregario, per cui Conte stravede, sfodera un’ottima prova fatta di sacrificio, corsa e inserimenti. Anche in fase offensiva, vero suo tallone d’Achille, prova qualche sortita impegnando Handanovic, ma era giá scattata la mezzanotte e la carrozza era tornata zucca. GAS-GAS.

Pirlo 7 Ogni lancio di Andrea andrebbe accompagnato dal ritornello che cantava Ramazzotti “più bella cosa non c’é, più bella cosa di te”. Il problema è che il lancio dopo è sempre meglio. Ma qualcuno inquadra mai Galliani durante le partite della Juve? SCARTO DEL MILAN.

Vidal 6,5 Mezzo voto in meno per il gol sbagliato davanti ad Handanovic. Ormai il cileno é una garanzia, senti il suo fiato sul collo che ti segue e appena recupera è già dall’altra parte a inserirsi senza palla. Fondamentale per gli equilibri di questa Juve, sarebbe un errore privarsene in estate. Uno così ti spacca le partite. ARMAGEDDON.

Marchisio 7 Ci vuole un po’ a capire il lavoro di Claudio perché è molto differente da quello che ha fatto negli ultimi anni (gol inclusi). Eppure il lavoro del principe è essenziale: garantisce un’intensità e un pressing che annebbia gli avversari (vedi Kovacic). In più aggiunge quello in cui è maestro, ovvero l’inserimento (secondo solo a Iniesta in Europa). Insomma il Principe sta imparando a essere un centrocampista a 360 gradi. APPRENDISTA TUTTOFARE.

juve in festa a san siroMatri 7 Se il Celtic era stato un indizio a San Siro (campo a lui amico) ecco la prova. Buona partita di sponda per i compagni e a prendere colpi proibiti per far salire la squadra. Poi il gol con un inserimento alla Inzaghi che brucia Ranocchia e consegna alla Signora la vittoria. Dumas raccontava di un guascone spadaccino bravo, bello e tecnico (nel tirar con la spada)… D’ARTAGNAN.

Quagliarella 7,5 Anche lui sfrutta il terreno amico e sfodera una prestazione da Oscar. Per distanza il migliore in campo. Già dopo 3 minuti sfodera una magia in stile Italia-Slovacchia del 2010 con cui batte il numero 1 neroazzurro. Non contento il vulcano stabiese serve a Matri l’assist per il 2-1 finale. VESUVIO.

Peluso, Pogba e Giovinco 6 Danno il loro contributo per fermare i tentativi dell’Inter di pareggiare. ORDINARIA AMMINISTRAZIONE.

Conte 7 Eccellente come prepara la gara lasciando a riposo solo Licht del blocco titolare e lanciando il tandem di scorta dall’inizio. Vincente, stavolta, la carta Padoin che si comporta bene. Da applausi alla fine quando va a “salvare” Cambiasso dalla rissa da saloon che si stava creando dopo il tentato assassinio di Giovinco. Lui e i suoi ragazzi sono pronti per il Bayern. SIGNORE.

Un altro modo di raccontare lo sport.

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