coppetta grom

Potrebbe solo sembrare il marchio che fa cool, ma dietro questo piccolo piacere, un po’ esclusivo e delizioso, si nascondono degli ingredienti studiati.

Tra le letture estive, mi è capitato di leggere una breve intervista a due giovani amici torinesi; Federico Grom (manager,classe ’73) e Guido Martinetti (enologo,’74). Dall’entusiasmo che traspariva dalle parole del giornalista, mi sono incuriosita alla loro storia!

Guido aveva un sogno: creare il gelato artigianale più buono del mondo!
La ricetta? Innovazione e ingredienti di prima classe. No alla chimica, sì alla natura.
Ovviamente però, la sua passione gastronomica non sarebbe bastata a far nascere una catena di gelaterie fuori dalle quali vi è sempre coda e sulla quale i migliori giornali (NewYorkTimes, Le Monde, Corriere della Sera, La Stampa, Gambero Rosso…) regalano ottime recensioni.

 

Così chiede all’ amico, analista finanziario conosciuto al liceo, di buttarsi con lui in questa impresa. Federico ci crede e dopo aver valutato la possibilie messa in atto del progetto lui e Guido partono alla ricerca degli ingedienti più gustosi! Il loro viaggio li porta ovunque; dalla Sicilia alle Langhe e poi ancora fino al centro America. I criteri di scelta sono assai severi : solo frutta fresca e di stagione.
E così comincia l’ avventura!
Con tanti sacrifici, ma molta speranza, nel 2003 i ragazzi aprono una piccola gelateria (25 mq) nella loro Torino. Nessuna paghetta della nonna o vizi di papà, credono nel loro sogno e investono 32.500 euro a testa e chiedono un prestito bancario pari a 65 mila euro. Continuano a studiare e a mantenere le rispettive professioni e fanno dei turni in gelateria.
La risposta dei torinesi è sorprendente e anno dopo anno questi piccoli paradisi del gusto spuntano in tutta la penisola. Nel 2007 aprono il primo negozio all’estero, a New York, nel 2008 seducono la bella Paris e dal 2011 , poco dopo il terremoto e con la consapevolezza di possibili perdite, il loro gelato sbarca a Tokyo. Oggi come oggi raggiungono 57 punti vendita sparsi per il globo.
Oltre a questi notevoli traguardi, i ragazzi del palato raffinato comprano 15 ettari di terreno a Castiglione d’Asti, dove avviano un’azienda agricola, Mura Mura (che in malgascio significa “piano-piano”). Grazie alla coltivazione biologica garantiscono la miglior frutta per il loro gelato.

 

La cosa che più colpisce di questa storiella, non è tanto il loro (notevole) impegno nel rispetto verso l’ambiente e il voler offrire al pubblico l’eccellenza, ma la loro costante e profonda convinzione di potercela fare! A chi mai, in un momento come questo, dove la crisi economica svuota le tasche di tutti, verrebbe in mente di porre la propria speranza nel gelato?
Loro l’hanno fatto e hanno vinto! Si svegliano presto al mattino, si rimboccano le maniche e lavorano. Hanno dato lavoro ad altre 500 persone (certo non sono molte,ma sono sempre 500 famiglie in più che riescono a raggiungere la fine del mese) e sempre di più credono in loro stessi.
È stata l’ambizione che ha permesso al New York Magazine di definire il loro lavoro ” the winner “.

E personalmente credo che sia proprio questo l’ingediente segreto che serve per ripartire!

 

Marta

 

http://www.grom.it/ita/

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