el-clasico

La Storia non è formata da una serie infinita di successioni casuali di avvenimenti.

La Storia, quella che al solo nome ti fa venire i brividi; la Storia, quella che si studia sui libri di scuola, è composta da pochi eventi straordinari, che in virtù della loro eccezionalità sono degni di essere ricordati in eterno.
Non a tutti capita la possibilità di essere protagonisti; o forse sono pochi quelli che ne colgono l’occasione.
Sicuramente stasera l’occasione ci sarà.

 

Ci sono partite che valgono una stagione intera. Match capaci di dar senso a fatiche e speranze durate per un anno intero. Scontri che vedono schierati eserciti agguerriti e pronti a dare la vita pur di uscire dal campo con la testa del nemico.

Questo non è un semplice incontro per i tre punti: qua si sfidano Le Due Rivali, due concezioni diametricalmente opposte di calcio. Qua non si gioca solo per vincere, ma per la supremazia, per la gloria, per l’onore.

 

Da una parte l’ordine, l’eleganza, la disciplina degli scolaretti di Pep.
Dall’altra la brutalità, la forza, l’astuzia degli uomini di Mou.
Un professore di filosofia.
Un profeta.
Un argentino.
Un portoghese.
Undici blaugrana inseriti in un sistema già perfetto, già rodato e collaudato.
Undici blancos con una rabbia e una voglia di dimostrare la propria superiorità che mai si è vista prima.
Due condizioni: il primato in classifica delle Merengues e il Camp Nou. Se del primo Jose’ può star tranquillo, del secondo c’è solo da temere.
In uno stadio come il Camp Nou il calcio è un’altra cosa, è una religione, è più quotidiano del pane o dell’aria, è uno stile di vita.

Ci saranno anche sceneggiate, polemiche, giochi sporchi e azioni da anticalcio. Ma questo è “El Clàsico”: prendere o lasciare!

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