zeman esonerato

Caro direttore,

le scrivo al riguardo dell’esonero di Zdenek Zeman, che personalmente mi ha lasciato abbastanza stupito.

zeman esoneratoLei in un suo recente articolo sulla Roma aveva parlato di progetto a lungo termine, di dirigenti competenti, di società moderna e dinamica che finalmente avrebbe portato in alto la Roma nel giro di qualche anno. Tutti lo speravano per il bene del calcio italiano, io lo speravo, lo speravano i tifosi giallorossi.
E invece ecco che la società, dopo aver confermato il suo allenatore una settimana prima, in seguito  alla sconfitta col Cagliari alla 23a giornata di campionato, lo esonera.

È vero, la Roma di Zeman non stava di certo facendo una grande stagione, anzi stava deludendo un po’ le aspettative di tutti; 34 punti alla 23a giornata e 8o posto in campionato non si addicono proprio alla formazione capitolina, se si pensa che all’inizio dell’anno c’era chi parlava pure di scudetto. Se poi si aggiungono i 42 gol subiti e la seconda peggior difesa della A gli ingredienti per l’esonero sembrerebbero esserci tutti.

La situazione non è però così semplice e mi ha fatto sorgere le seguenti considerazioni e domande.

Prima di tutto evidenzierei proprio la questione della progettualità di cui tanto si era parlato (lei in primo luogo) al riguardo della società romana. L’anno scorso la Roma aveva scelto come proprio condottiero Luis Enrique e su di lui aveva puntato per tutta la stagione, senza mai metterlo in discussione, tanto che è stato l’Asturiano stesso a dare le dimissioni. E questo nonostante i risultati non fossero certo esaltanti, e sotto certi punti di vista molto simili a quelli del tecnico boemo: tanti gol fatti, tanti subiti e prestazioni assai altalenanti, coronate da partite esaltanti e clamorose disfatte.

Quest’anno la società prendendo il tecnico boemo sapeva perfettamente a cosa andava incontro, che i risultati probabilmente non sarebbero arrivati immediatamente, ma che c’era bisogno di tempo, soprattutto con una squadra così giovane. Ma perché allora esonerarlo anziché tenerlo come con Luis Enrique? L’hanno scelto a inizio stagione solo perché lo voleva la piazza non credendoci realmente?

In secondo luogo è importante notare come le squadre di Zeman, grazie alla durissima preparazione in stile marines che sostengono durante il ritiro estivo, nel finale di stagione ne hanno sempre di più degli altri e finiscono solitamente la stagione in crescendo (basti vedere il Pescara l’anno scorso). Perché allora mandare a casa il tecnico proprio quando ci si avvicina al finale di stagione, dove la squadra non potrà che fare meglio?

baldini e sabatiniParliamo dell’incredibile lavoro fatto coi giovani. La Roma presenta quest’anno 12 giocatori under 23. Se molti di questi (Florenzi, Marquinhos, Lamela, Pjanijc,..) stanno facendo un ottimo campionato, il merito va in larga parte attribuito al tecnico di Praga che si sa, con i giovani ci sa fare. È questo il ringraziamento della società per la valorizzazione dei suoi giovani?

Adesso la squadra è stata affidata al buon Andreazzoli. Per il suo successore a giugno si parla di Blanc o di Giampaolo. Buoni allenatori senza dubbio, ma non certo dei guru della panchina. Sapranno davvero fare meglio di Zeman in una piazza turbolenta come Roma?

In molti all’inizio della stagione avevamo un sogno (tifosi romanisti in primis): vedere una squadra di ragazzi terribili vincere nei prossimi anni giocando un grande calcio e dando spettacolo, capitanati da un grandissimo condottiero e maestro di calcio.

Ma questa dirigenza incompetente ce l’ha portato via, facendoci tornare alla brusca realtà di un calcio italiano sempre più povero e in crisi, dove uno dei pochi in grado di rendere questo campionato più interessante e imprevedibile era proprio l’ex tecnico giallorosso.

E Zeman? «Per farmi smettere di allenare devono spararmi», ha sentenziato in giornata. Lui è pronto a ripartire anche in qualche campo polveroso di serie B o C, come ha sempre fatto, purché la società in questione gli dimostri di avere davvero un progetto serio, senza prendere in giro lui e e la tifoseria giocando coi loro sogni…

Cordiali saluti,
Paolo

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