Switzerland's Shaqiri kicks the ball as he scores his team's first goal against Albania during their World Cup 2014 qualifying soccer match in Lucerne

Due partite, due vittorie, primo posto in classifica e difesa imbattuta, la Svizzera non poteva iniziare meglio le qualificazioni per i mondiali in Brasile ma non mancano i problemi.

 

 

Con la vittoria di ieri contro l’Albania, la Svizzera si porta agevolmente al comando del girone E, ribadendo il suo ruolo di favorita indiscussa per la qualificazione diretta al mondiale 2014. Se da un lato i risultati sono positivi, d’altra parte sul piano del gioco la squadra di Hitzfeld non ha ben figurato.

 

La storia è sempre la stessa, quando è chiamata a fare la partita la nazionale rossocrociata si trova spesso in difficoltà, nessuna novità per una squadra che ormai da anni dà il meglio di sé in contropiede (basti pensare alla vittoria contro la Spagna in Sudafrica). Non sorprende quindi  vedere le difficoltà in fase di impostazione viste contro avversari modesti e compatti difensivamente come Slovenia e Albania, il numero di palloni persi e i (troppi) lanci lunghi da parte dei difensori a scavalcare il centrocampo.

 

Pensando ai giocatori di questa selezione, forse la più dotata di sempre da un punto di vista tecnico, sarebbe e dovrebbe essere lecito aspettarsi di più. Con i vari Sahqiri, Xhaka, Stocker e Dzemaili la Svizzera presenta un centrocampo di grande valore, formato da giovani dotati tecnicamente, di inventiva e con una discreta esperienza internazionale.

 

Se a centrocampo le opzioni di qualità abbondano, l’attacco appare invece problematico. Eren Derdiyok è la prima scelta di Hitzfeld, ma l’attaccante dell’Hoffenheim non è certo un bomber “alla Frei” (solo 7 reti in 42 presenze), in nazionale non riesce a dare il meglio di sé, apparendo spesso estraneo al gioco rossocrociato. Grandi alternative però non esistono, le promesse Ben Khalifa, Seferovic della Fiorentina o Drmic sono ancora troppo giovani per assumersi il ruolo di titolari. Attualmente solo Mehmedi e Gavranovic possono giocarsi davvero il posto.

 

 

I punti positivi visti in queste due prime partite, oltre ovviamente ai risultati, rispondono in particolare ai nomi di Benaglio, Xhaka e Stocker. Il portiere del Wolfsburg è sempre una sicurezza tra i pali e la concorrenza di Sommer contribuisce a mantenere alta la concentrazione. Il giovane giocatore del Borussia Mönchengladbach ha impressionato per la maturità dimostrata e la capacità di adattamento, sia in nazionale che nel suo nuovo club dove si è subito imposto come protagonista. Valentin Stocker invece non rientra nell’undici ideale del tecnico della nazionale ma contro l’Albania ha fatto vedere di essere molto più inserito negli schemi e più propositivo di Barnetta, un altro come Derdiyok, che fatica troppo spesso quando indossa la maglia rossocrociata.

 

È inutile nascondersi, nonostante la strada per il Brasile sia ancora decisamente lunga, solo la Svizzera può perdere il primo posto nel suo gruppo, gli avversari non vanno sottovalutati ma non bisogna nemmeno nascondere le proprie ambizioni. La Svizzera ha l’obbligo di qualificarsi come prima del girone E e di cercare di migliorare sotto l’aspetto del gioco nelle prossime partite.

 

twitter@RaffaeleJanett

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