delio rossi

Consultando Twitter, chiacchierando al bar e navigando in internet ci si accorge che l’opinione tifosa è spaccata sulla scena da Saloon con protagonisti Delio Rossi e Liajic. Una buona fetta di calciofili si dice dalla parte del tecnico, che avrebbe reagito in modo comprensibile gli insulti di uno spocchioso ventenne. E sul fatto che, di fronte a un presunto campioncino che credendosi Savicevic manda a quel paese il proprio allenatore, sia normale avere una reazione di rabbia, sono d’accordo anch’io. Ma c’è reazione e reazione. Uno schiaffo può essere assolutamente educativo, un aggressione no, e quella di ieri è stata una vera e propria aggressione.

 

Certo, mettiamoci pure nei panni di Delio Rossi: hai preso una squadra traballante a metà campionato, non sei riuscito a raddrizzare la stagione, i tifosi sono stufi di fare figuracce, sei sotto di due gol in casa contro il Novara, sostituisci un tuo giocatore e questo ti applaude e insulta. È comprensibile che sbotti. Ma è sbagliato, è sbagliato che lo colpisci (o provi a colpirlo) ripetutamente con il destro.

 

E poi mettiamoci anche nei panni di Ljajic: stai perdendo, non hai giocato tantissimo in questa stagione, vuoi dare una mano alla squadra e il mister ti sostituisce alla mezz’ora del primo tempo. È comprensibile che ti girino le palle. Quanti giocatori (e quanti di noi a livello minore), sbagliando sia chiaro!, se la sono presa con l’allenatore perché sostituiti? Non mi risulta che Valcareggi nel ’74 abbiamo menato Chinaglia che lo mandò a farsi fottere in mondovisione. Se insulti il tuo capo vieni punito (e magari licenziato, e Lijaic infatti verrà ceduto), ma se picchi un tuo collega/dipendente vieni mandato a casa immediatamente, com’è giusto che sia. I Della Valle non avevano alternative.

 

Questo non significa che Delio Rossi sia un cialtrone, anzi. Personalmente è una delle figure che apprezzo di più del nostro calcio: tipo genuino e allo stesso tempo sanguigno, ottimo conoscitore di calcio, ci mette l’anima in quello fa. Ma ieri sera ha sbagliato. E dire che ha sbagliato non significa metterlo nella casella dei cattivi, non significa essere moralisti, ma significa affermare la cosa più banale del mondo (e l’unica ragionevole in questo caso), ovvero che se un allenatore picchia un giocatore, qualsiasi sia stata la provocazione, ha torto. Ma non per questo non è un tipo in gamba. Delio Rossi ha sbagliato come tutti, e le sue scuse e il forte dispiacere che starà provando in queste ore non fanno altro che aumentare l’affetto e la simpatia verso un uomo di calcio a cui sono saltati i nervi per una manciata di secondi.

 

twitter@mocc88

 

Delio Rossi malmena Adem Ljajic

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Leggo Tex Willer e fumo Camel Light.

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