ryan giggs 1000

giggs da bambinoLa storia del calcio è costellata di talenti persi per strada e campioni mai nati, di scelte errate di osservatori e tecnici e di azzeccatissime illuminazioni sulla via del campo di allenamento. Ryan Joseph Giggs è una di queste storie, grazie al dio del calcio finita bene per tutti noi. È il 1973 quando sua madre, la signora Wilson, lo mette al mondo in quel di Cardiff. I rapporti col padre non sono particolarmente idilliaci e appena raggiunta la maggiore età Ryan Joseph decide di abbandonare il cognome Wilson per diventare Giggs, Ryan Giggs, “The Welsh Wizard”. In lui vivono quindi due uomini e due storie ben diverse: Ryan Wilson è inglese, ha talento, e giovanissimo viene scoperto sui campetti di Cardiff dagli osservatori del Manchester, City però, quelli un pò sfigati e che, fino all’anno scorso, non vincevano mai. Il mingherlino, ma veloce, ragazzetto gallese si trasferisce dunque nella uggiosa Manchester dove inizia a giocare per i Citizens. I campi dall’allenamento degli Sky Blues sono vicini a quelli dei Red Devils e proprio sulla strada che divide i due centri sportivi c’è un’edicola. Ogni giorno Alex Ferguson (non ancora Sir), passa da lì per scambiare due parole con l’amico edicolante. Un giorno quest’ultimo riferisce al manager che c’è un mingherlino tra le fila avversarie che ha una velocità pazzesca ed un piede mica male. “Alex, fidati, vai a vederlo. Quello ci sa fare” dice l’edicolante all’amico, o almeno così narra la leggenda.

ryan giggs 1000Il City, poco incline a credere che quel ragazzo magro venuto dal Galles possa avere un futuro nel fisico e duro campionato inglese, decide di non rinnovargli il contratto e così Ferguson, il giorno del diciassettesimo compleanno di Ryan, gli offre un contratto per il Manchester, United però. Era il 1990. Un anno dopo Ryan Joseph Wilson diventa Ryan Giggs e dichiara di voler abbandonare la Nazionale inglese (per cui ha giocato una partita realizzando una rete con la rappresentativa Under 16) e di aver scelto di militare per il Galles, patria della madre, tagliando così gli ultimi legame con quel Ryan Wilson che gli ricorda troppo suo padre. Nel 1991 debutta con lo United contro l’Everton e veste per la prima volta la maglia dei dragoni gallesi. È nato Ryan Giggs, è nata la Leggenda. Da quell’anno, che Ferguson ha dichiarato di “aver impresso nella mente proprio grazie al debutto di Ryan”, Giggs non abbandonerà mai più i colori dei diavoli e diventerà il giocatore con più presenze nella storia dei Red Devils.

Ieri sera, in una serata che a lungo, purtroppo, lascerà il segno nella testa e nei cuori dei giocatori e dei supporters dello United per motivi non legati al campo ma all’arbitraggio, Ryan Giggs ha comunque raggiunto le 1000 (MILLE) presenze ufficiali da professionista. Un numero pazzesco, irraggiungibile. Lui, esterno di fascia mancino, veloce, rapido e dal dribbling efficace, dal tiro insidioso e beffardo. Lui, leader sul campo, mai fuori dai confini del gioco corretto, silenzioso braccio destro di Ferguson sul campo da gioco. In tanti lo hanno ammirato, in tanti lo hanno sognato, non ultimi Moratti e l’Avvocato Agnelli, che a Beckham hanno sempre preferito Ryan, meno bello forse, ma certamente più grintoso, più materiale, meno artista ma più calciatore. Lui però dai Red Devils non ha mai voluto allontanarsi, anche perchè lo storico manager di Glasgow è diventato quel padre che Giggs ha sempre allontanato da sè, quel signor Wilson che, a causa della sua assenza e del suo caratteraccio, ha regalato al Galles ed allo United una leggenda ed al mondo intero uno dei più forti esterni sinistri offensivi di sempre.

giggs e natashaCerto è che nessuno è perfetto ed anche Ryan qualche vizio ce l’ha. Tanto è fedele al suo club, quanto è poco incline alla monogamia nei rapporti di coppia. Nel 2011 infatti venne a galla la relazione avuta dal calciatore (sposato) con la modella, ex Miss Galles, Imogen Thomas e, immediatamente dopo, anche il fatto che per ben 8 anni Giggs s’è trastullato allegramente con la moglie del fratello Rhodri, Natasha. Senza contare poi che la madre di questa, tale Lorraine Lever, 49 anni, ha dichiarato di aver subito delle avances da parte dello stesso Ryan. Appurato dunque che è meglio averlo come avversario che come amico (o fratello), questi scandali extra calcistici non hanno certamente influito sulla sua storia sul campo da gioco. Proprio in quell’anno i tifosi dello United lo eleggono miglior giocatore della storia, fregandosene degli scandali sessuali che, giorno dopo giorno, venivano a galla sui tabloid. In sostanza, per loro, Giggs è meglio anche di Best e Charlton. Eppure Giggs non è il calciatore di cui ti innamori facilmente. Non è tremendamente bello, uno di quelli che fanno innamorare prima le donne e, per osmotica conseguenza, gli uomini (di questa categoria fanno parte Figo e Beckham. Non negatelo maschietti, all’inizio stanno sulle palle); non è un marchio prima che un calciatore; non è un goleador tremendo o un funambolico portatore di palla. Giggs è una scheggia della fascia, capace di rubare palla nella sua metà campo e arrivare dritto dritto alla porta avversaria, ma non ha le capacità tecniche di Neymar o Cristiano Ronaldo. Però è elegante, tremendamente elegante, ed è un giocatore che sa sempre la cosa giusta da fare.

Ieri sera, alla sua millesima presenza, ad un certo punto ha messo in mezzo un cross di esterno sinistro pazzesco. Non te ne rendi conto subito, ma dopo pochi istanti capisci che o faceva quello o non poteva fare nient’altro e capisci, soprattutto, che la semplicità con cui ha portato a termine quel gesto tecnico è soltanto un’illusione. Ho visto Quaresma fare trivele con un movimento almeno dieci volte più scomposto. Ma Ryan Giggs è così, è il mago gallese, l’uomo che ha fatto sparire il piccolo Ryan Wilson per firmare la storia del calcio made in UK sotto il nome Ryan Giggs; l’uomo che riesce ad andare a letto con la moglie del fratello per otto anni e rialzarsi umanamente e mediaticamente come se nulla fosse. Scusate, ma qui siamo di fronte alla leggenda.

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Crede nello sport come forma di narrazione, è Dottore in giurisprudenza perché crede ancora nella giustizia e legge per tenere i piedi ben saldi sulle nuvole. Ha trovato una Winston blu. L'ha fumata. @Andrea_Ross89

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