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Come tradizione febbraio è il mese dell’anno dove si gioca l’evento sportivo più importante ed atteso degli Stati Uniti d’America, la finale del campionato di football, il Super Bowl.

Per cominciare l’avvicinamento verso la partita del Superdome del prossimo 3 febbraio non si poteva non parlare di Peyton Manning, il quarterback dei Denver Broncos, fratello di Eli, vincitore con i New York Giants e MVP del Super Bowl l’anno scorso.

Poco meno di un anno fa Peyton veniva rilasciato dagli Indianapolis Colts, la squadra che lo ha draftato nel 1998 (1° scelta assoluta) e per cui ha giocato 14 anni senza mancare nemmeno una partita (guidandola pura alla vittoria nel SB XLI) fino al 2011, quando a seguito di una serie di interventi chirurgici al collo e successivamente alla colonna vertebrale è stato costretto a saltare l’intera stagione.

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A 36 anni suonati  erano in pochi a credere che il QB veterano potesse tornare ad essere lo stesso giocatore d’élite di prima, meglio quindi sbarazzarsene in Indiana per fare posto ad un nuovo volto più giovane e fisicamente integro per guidare la franchigia. Manning non rimane senza squadra a lungo però, a Denver in Colorado il GM dei Broncos John Elway è pronto a scommettere tutto su di lui, tanto da fargli firmare un quinquennale da 96 milioni di dollari legando così anche la sua carriera al successo o al fallimento dell’acquisto del QB nativo della Louisiana.

 

L’inizio stagione non è stato dei più facili per Peyton e i Broncos, 3 sconfitte in 5 incontri (con potenziali squadre da playoffs come Patriots, Falcons e Texans) avevano cominciato a sollevare parecchi dubbi sulla bontà del rientro di Manning ma dopo la sconfitta in casa con New England qualcosa è cambiato e Denver ha infilato 11 vittorie consecutive, chiudendo così al primo posto della AFC (record 13-3).The Sheriff” è tornato, dopo 18 mesi di inattività forzata Manning ha ripreso a giocare in maniera semplicemente dominante, battendo praticamente tutti i record di squadra nelle categorie dei lanci. Statisticamente la sua prima stagione tra le Rocky Mountains è stata una delle migliori della sua carriera, tenendo conto della sua età e del fatto che rientrava da un career-threatening injury la storia ha quindi dell’incredibile.

I Denver Broncos arrivano dunque ai playoffs come una delle squadre favorite per contendersi il SB nella hometown di Manning, la strada però è ancora lunga e insidiosa. Prima di poter sfidare i Patriots di Tom Brady (strafavoriti contro i Texans nell’altra semifinale della AFC conference) c’è l’ostacolo Baltimora da superare e i Ravens sono tutt’altro che una passeggiata.

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Denver non perde da 11 partite appunto ma gli avversari incontrati da ottobre a questa parte non sono stati esattamente dei più provanti, Baltimora invece ha dovuto lottare fino in fondo per guadagnarsi una wildcard per la postseason. La squadra del Maryland è temprata sul campo ed ha dimostrato di sapere giocare e vincere sotto pressione. Un ulteriore pericolo per Peyton è il rientro di tutte e tre le stelle difensive dei Ravens Ray Lewis, Terrell Suggs e Ed Reed, schierate insieme per la prima volta in stagione solo settimana scorsa. La linea difensiva di B’more rappresenta quindi un gran brutto cliente per i Broncos.

Dalle sale per le scommesse sportive di Las Vegas fino a New York tutti vogliono vedere Peyton Manning arrivare al SB per scrivere un capitolo finale leggendario nella sua impressionante storia. Denver ha davanti a sé ancora due incontri epici prima di arrivare in Louisiana e Manning dovrà nuovamente dimostrare di essere il migliore per poter vincere.

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