Mexico v Italy: Group A - FIFA Confederations Cup Brazil 2013

Cosa c’è di più nazional-popolare dei commenti al bar il giorno dopo la partita dell’Italia? Benvenuti al Bar Contropiede

giaccheriniEntrai senza dire una parola, facendo solo un cenno di saluto con la testa al proprietario del bar. La mattina non ho la lingua molto sciolta, chissà perché poi. Ordinai un caffè, più a mugugni che a parole e mi presi una brioche alla nutella dalla teca delle paste. Inizia a mangiucchiare, cercando di contenere la fame poiché non volevo finirla prima del caffè. Poi, con la coda dell’occhio destro, scorsi la Gazzetta, ancora intonsa, appoggiata sul frigo dei gelati. Mi avvicinai ed inizia a sfogliarla. Bell’Italia ieri sera, non me l’aspettavo. La prova con Haiti non aveva regalato certamente ottimismo, eppure col Messico s’era vista proprio una bella Italia. Certo, qualche pecca c’era eh, ad esempio Giaccherini. Ecco, Giaccherini….

“Ciao!”. Sobbalzai. Il Bar Contropiede era il mio preferito da diverso tempo a questa parte proprio perché lì dentro, praticamente, mi ero costruito il mio rifugio. Avete presente quando da bambini cercavate dei luoghi nascosti da tutto e tutti, quasi angusti, dove soltanto voi potevate stare, dove nessuno poteva venire a disturbare? Ogni anfratto era buono. La mia tana era dietro il divano di casa. Nello spazio tra esso ed il muro avevo creato la mia tana, il mio luogo. Ecco, il Bar Contropiede per me ha lo stesso valore: un anfratto nel quotidiano, la mia tana dietro il divano. Per questo sobbalzai e, lo ammetto, mi seccai un po’ quando ricevetti quel saluto così confidenziale che soltanto un amico, o quantomeno una persona conosciuta, mi poteva rivolgere.

Con mia sorpresa però a rivolgermelo era stato uno sconosciuto. O meglio, lo vedevo spesso qui al Contropiede questo signore sulla sessantina, molto posato, elegante direi, anche se di moda non ne capisco un granché. Però non ci avevo mai parlato. Mai. Mai un buongiorno o un buonasera. Niente.

“Buongiorno” risposi pulendomi la bocca dalle briciole della brioche, mentre il barista posava il caffè innanzi a me.

pirlo gol messico“Visto? Gran bella Italia ieri eh?” disse il signore indicando la Gazzetta che tenevo in mano e sedendosi su di uno sgabello al mio fianco. Ah, poteri del calcio! Che forza sociale che ha questo magnifico sport! Basta che uno legga la Gazzetta perché venga identificato come potenziale amico di tanti altri appassionati. Lo sconosciuto poi continuò: “Ah, ma io me l’aspettavo! Lo sapevo io. Del resto ha messo titolare Giaccherini”.

Probabilmente sul mio volto apparve una smorfia. Non avendo la lingua molto sciolta la mattina, i miei muscoli facciali acquisiscono maggior capacità espressiva, chissà perché poi. Fatto sta che il signore mi sorrise.

“Scommetto che lei è uno di quelli che Giaccherini non lo può vedere. Un cappuccino ed una spremuta per favore!” urlò al barista.

“Non è che non lo posso vedere” dissi finalmente “è che non me ne capacito. Parliamoci chiaro, non è Maradona”

“No, ma proprio per questo gioca, mi pare evidente”

“A me pare un po’ meno evidente sinceramente. Ma tant’è…”

“Su, mi esponga la sua tesi”

Lo guardai per un secondo mentre mescolavo il caffè per fare sciogliere lo zucchero. Parlava seriamente o mi stava beatamente prendendo per i fondelli? Di prima mattina non amo particolarmente essere vittima di scherzi, chissà perché poi.

“Ma l’ha visto? Cioè, sembrava uno di quei bambini che al parco vuole a tutti i costi giocare con i bambini più grandi. Corre, ma sempre a vuoto; si sbatte, ma più che altro crea confusione tra i compagni. E’ fuori luogo” sentenziai alla fine.

“Eppure l’assist per il gol di Balotelli l’ha fatto lui” ribatté quello.

“Anche Centofanti nella sua carriera ha fatto degli assist suppongo, non per questo è finito titolare nella Nazionale”.

“Quindi per lei Giaccherini è un brocco, ho capito. Peccato che non valuta la sua duttilità, la sua capacità di fare da raccordo tra attacco e difesa, la sua indiscutibile qualità nella corsa che crea difficoltà agli avversari” mi disse, quasi sbeffeggiando la mia opinione. Intanto cominciò a sorseggiare con calma la spremuta.

“Senta, ognuno la vede come vuole. Uno che non fa neanche 20 presenze in campionato e poi è titolare in Nazionale a me qualche fastidio lo crea. Vuol mettere con giocatori come De Rossi o Marchisio?” risposi leggermente stizzito.

“Perché, ieri hanno giocato?”

Mexico v Italy: Group A - FIFA Confederations Cup Brazil 2013“Beh, non hanno fatto la miglior partita, ok, questa gliela concedo. Allora diciamo: vuol mettere con giocatori come Pirlo?”

Smise di bere la spremuta e con enfasi quasi teatrale sbuffò.

“Pirlo di qua, Pirlo di là….tutti a parlare di Pirlo. A me Pirlo non piace”.

Lo guardai come probabilmente guarderei un alieno che ha appena parcheggiato la sua navicella spaziale innanzi a me. Poteva non piacere a qualcuno il modo di giocare di Andrea Pirlo? Una pennellata di Giotto, una frase di Dante, una melodia di Verdi: questo sono le punizioni di Pirlo per il mondo intero. Patrimonio dell’UNESCO.

“Non le piace Pirlo?” dissi, scandendo bene ogni singola sillaba.

“No. Ottimi piedi eh, ma poco gioco di squadra. Facile fare passaggi e tirare punizioni, ma chi fa l’interdizione lì in mezzo? Lui no di certo eh, non si sporca le scarpette o i pantaloncini con una scivolata, figuriamoci!” mi rispose, cercando di giustificare l’ingiustificabile.

“Quindi a lei piace Giaccherini ma Pirlo no. Perché non fa interdizione. Cento presenze in Nazionale, una bacheca di casa stracolma, punizioni battute come solo il Signore sa fare e passaggi illuminanti, però non fa l’interdizione” dissi dopo aver finito di sorseggiare il caffè.

“Esatto! Mi ha capito. Poi Prandelli deve svegliarsi a capire che Barzagli nella difesa a quattro non ci può stare” aggiunse cercando di cambiare discorso. Peccato che anche in questo caso la mia visione delle cose era leggermente diversa.

barzagli rigore“Un errore può anche starci direi. Più che altro è Abate che non riesco a capire come possa essere così sopravvalutato. Per lui le diagonali difensive sono il corrispettivo della fisica quantistica per il sottoscritto: robe incomprensibili. Però io non voglio fare il fisico, mentre lui vuole fare il terzino titolare in Nazionale” dissi, dando sfogo alla mia innaturale, ma a mio parere assolutamente condivisibile, avversione per Ignazio Abate come mio rappresentante calcistico.

“Ma se ieri è stato uno dei migliori!”

“Quindi per lei, se ho capito bene, Giaccherini e Abate titolari inamovibili, mentre Pirlo e Barzagli starebbero meglio in panchina dopo averli visti all’opera contro il Messico?” chiesi sbalordito.

“Con questo modulo assolutamente si, mi pare evidente”.

Senza dire altro tirai fuori il portafogli, pagai e mi avviai alla porta del locale facendo un cenno di saluto con la testa al barista. La mattina proprio non riesco a sopportare chi vede bene Giaccherini ed Abate titolari in Nazionale. Ma questo credo che sia poco legato al momento temporale della giornata in cui accade. Chissà perché poi…

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Crede nello sport come forma di narrazione, è Dottore in giurisprudenza perché crede ancora nella giustizia e legge per tenere i piedi ben saldi sulle nuvole. Ha trovato una Winston blu. L'ha fumata. @Andrea_Ross89

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