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Ci siamo, la settimana iridata è già cominciata e avrà il suo culmine domani con la prova in linea dei professionisti.

 

Il percorso del mondiale olandese prevede una insolita partenza in linea da Limburgo in direzione Valkengurb dove inizierà il tradizionale circuito. Nei chilometri di trasferimento, circa un centinaio, ci sarà sicuramente lotta tra le varie squadre per portare avanti i propri capitani e per tenere unita la corsa. Date le strade strette e il possibile vento non è da escludere che fin da subito il gruppo si spezzi e che qualche big sia costretto a rincorrere. Il circuito finale, che rispecchia in parte il tracciato dell’Amstel Gold Race, consiste in 16.5 km da ripetersi dieci volte ed è caratterizzato da continui strappi; in particolare sui muri di Bemelerberg e Cauberg si infiammerà molto probabilmente la corsa. Lo strappo del Cauberg, lungo km 1,5 con pendenza massima fino al 12%, è posto a circa 2 km dall’arrivo, e diventa cosi il trampolino di lancio perfetto per chi punta alla maglia iridata; difficilmente però sul traguardo arriverà un corridore solo, ed è più probabile che un gruppetto ristretto di corridori si giochi la corsa.

 

L’esito della gara dipenderà molto dall’atteggiamento dello squadrone spagnolo: vorrà correre in favore di uno dei tre assi che schiera, Contador, Rodriguez e Valverde, oppure lascerà allo svolgimento della gara il compito di disegnare il capitano? È più probabile che scelgano la seconda opzione, e in questo caso i tre potrebbero anche correre l’uno contro l’altro. Infatti se Contador  vuole vincere ha bisogno di una corsa dura, e in caso di attacco personale non aspetterà certamente l’ultimo giro per muoversi. Valverde e Rodriguez, invece, sono dotati entrambi di un ottimo spunto finale che gli può permettere di rimanere tranquilli a ruota fino all’ultimo passaggio sul Cauberg. Non bisogna inoltre dimenticare che nella formazione iberica milita un certo Freire, che se tiene sui muri olandesi può essere la sorpresa.

 

Anche la squadra belga dispone di una doppia possibilità: Gilbert, che sembra tornato sui livelli di forma che li competono, per un tentativo da lontano; oppure Boonen nel caso in cui la corsa si decidesse in volata. Tornado Tom è sicuramente in un ottimo stato di forma, basta vedere la strepitosa vittoria nella recente Parigi-Bruxelles, e se la corsa non è mossa fin dall’inizio è tra i corridori in grado di salvare la gamba per lo sprint finale.

 

Questi corridori citati sono i più quotati per la vittoria finale, ma non bisogna dimenticarsi di altri possibili protagonisti. In particolare Sagan, su cui però pesa una pesante stagione che potrebbe togliergli quella brillantezza necessaria per fare un ottimo mondiale. Tra i velocisti anche il norvegese Boasson Hagen potrebbe giocarsi un piazzamento importante. Da non sottovalutare la squadra colombiana, che presenta una serie di giovani corridori, Henao e Uran solo per citarne alcuni, già dotati di esperienza, che probabilmente cercheranno una soluzione da lontano. Anche la nazionale francese proverà ad animare fughe da lontano in modo da rendere la corsa selettiva in favore del capitano Vockler, corridore da tenere in considerazione anche se non è mai tra i protagonisti nelle grandi classiche, ma che al Tour ha più volte dimostrato di saper gestire con successo tappe difficili. La squadra di casa è formata invece da buoni elementi in grado di ben figurare in ogni situazione, si va dal velocista Boom a corridori di fondo che sono usciti bene dalla Vuelta come Gensik oppure Ten dam.

 

Infine l’Italia: siccome i vertici della federazione ciclistica italiana non credono nella possibilità di redenzione dagli errori, in questo caso di stampo etico-sportivi, la nazionale si trova priva degli elementi che sarebbero stati sicuri protagonisti, ma che hanno la carriera macchiata dal doping e per questo non sono convocati, anche se hanno già ripreso l’attività ciclistica.

 

Bettini quindi ha formato una squadra composta da giovani che ha come leader carismatico Nibali. Dato il tracciato, però, difficilmente il messinese potrà ottenere un risultato significativo, in quanto è un corridore di fondo ma gli manca lo spunto veloce che gli permetterebbe di vincere una volata ristretta, quale potrebbe prefigurarsi. Bisogna quindi puntare sui corridori veloci in grado di arrivare in fondo, come Gatto e il giovane Ulissi senza dimenticare il regista della squadra, Paolini, che per esperienza potrebbe essere l’uomo giusto, anche se le molte battaglie gli hanno smorzato lo spunto finale che ti permette di vincere una prova di oltre 200 km.

 

Chiaramente le previsioni fatte devono essere verificate sul campo: il Mondiale, come le grandi classiche, è aperto ad ogni possibile sorpresa, sperando che quella di domenica vesta di azzurro.

 

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