nibali valkenurg 2012

Gilbert 10 Già dal Tour aveva dato segnali di ripresa, poi confermati alla Vuelta, ma è con la conquista dell’iride che riscatta un’intera stagione non all’altezza delle aspettative. Ha vinto la corsa di forza, come è nel suo stile, mani basse sul manubrio e via a menare colpi di pedale. Con lo stato di forma che si ritrova è il favorito numero uno per le prossime corse, Giro del Piemonte e soprattutto Lombardia. Staremo a vedere se sarà all’altezza delle aspettative.

 

Boasson Hagen 8.5 La Norvegia si conferma terra di buoni ciclisti, dopo Hushovd ecco un altro corridore di sicuro affidamento e che può crescere ancora. Ha corso con grande astuzia, e pur essendo privo di una grande squadra è riuscito a stare davanti, limando sulle ruote altrui e risparmiando energie preziose. Sarebbe bello per il ciclismo vederlo in azione nelle grandi classiche.

 

Valverde 7 Niente da fare, neanche quest’anno arriva la maglia iridata. Ormai le stagioni passano e gli anni si fanno sentire, rimane solo la prossima stagione per tentare l’assalto al grande obiettivo. Se si vuole fare un piccolo appunto alla sua comunque buona corsa, si può dire che dopo lo scollinamento (e questo vale anche per Hagen e Kolobnev)  potevano cercare di andare via assieme evitando di scattarsi in faccia: recuperare secondi non era semplice ma si poteva provare.

 

Kolobnev 6 Il corridore russo quando arriva in prossimità dei mondiali si rivitalizza: negli ultimi anni è sempre stato tra i protagonisti, e ieri con un pizzico di brillantezza in più avrebbe potuto portare a casa una medaglia.

 

Degenkolp 6.5  Sta iniziando a dimostrare che le vittorie alle Vuelta non erano frutto del caso e che è già un corridore di spessore. Ha regolato lo sprint di gruppo, arrivando quarto dopo più di 260 km. Ora deve continuare su questa strada.

 

Contador 7 Tra i corridori spagnoli più attivi. Prima cerca una soluzione personale, poi quando si esaurisce la fuga si mette a disposizione. Stesso voto per Flecha: fondamentale la sua presenza per la squadra iberica, ha tirato praticamente per tutta la squadra.

 

Nibali 5.5 Ci mette tutta la grinta e anche la faccia per tenere alto l’onore azzurro ma non riesce a fare la differenza. Sulle sue spalle pesa una faticosa stagione che gli ha reso opaca la prestazione mondiale; con il senno di poi avrebbe dovuto seguire l’azione di Contador e insistere nel tentativo da lontano. Al Lombardia, terreno sicuramente più adatto alle sue caratteristiche, se avrà ancora benzina sicuramente cercherà di rifarsi.

 

Marcato 7 Non è più giovanissimo ma è certamente un ciclista che alla nazionale serve. Noi siamo bravi quando c’è da limare, meno ad attaccare; Marcato è esattamente l’opposto, è un ciclista senza paura di prendere vento in faccia, come ieri, presente nella fuga più importante e poi anche nel finale, prima pedina del treno azzurro. Anche Cataldo si merita lo stesso voto: il corridore abruzzese si sta riscoprendo uomo da fughe. Ieri sempre in avanscoperta per rendere il più selettivo possibile la prova iridata, al Lombardia sarà un brutto cliente per tutti.

 

Freire 5.5 Chiude una straordinaria carriera con una polemica sterile: non era il capitano unico quindi non poteva certo pensare di venire aspettato dal compagno Valverde sullo scatto di Gilbert. Bisogna comunque omaggiare la carriera di uno dei più forti ciclisti dell’ultimo decennio, capace ieri di entrare per la terza volta di fila nei primi dieci del Mondiale.

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