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LAPR1522Anche questa edizione della Milano-Sanremo si è corsa al limite della impraticabilità. I corridori non hanno trovato la neve quest’anno, ma “solamente” pioggia e freddo intenso per quasi tutto l’arco della corsa. Con una temperatura proibitiva e il chilometraggio significativo che contraddistingue la classicissima, il vincitore non poteva che essere un corridore di grande resistenza e in grado di saper soffrire sulla sella di una bici: il vincitore Kristoff, norvegese classe ’87, nonostante ai più risulti essere uno sconosciuto, corrisponde perfettamente a questa descrizione. Il corridore della Kathusa, bronzo olimpico alle Olimpiadi di Londra 2012, con la vittoria nella classicissima ha certificato la sua maturazione agonistica, evoluzione che data l’età difficilmente si fermerà qua. Grazie a lui si può dire che la Norvegia ha trovato un altro campione e con le debite proporzioni (e il giusto rispetto) lo si potrebbe definire l’erede di Hushovd. Il coriaceo atleta nordico deve però condividere le lodi del successo con l’eterno Paolini, il quale ha messo in scena un’azione fotocopia a quella eseguita nel 2003 che portò il successo a Bettini. Prima ha messo in fila il gruppo sul Poggio e poi ha pilotato il suo compagno di squadra nella posizione migliore per lanciare lo sprint.

Questa Milano Sanremo però, purtroppo per il vincitore, verrà ricordata soprattutto per l’ottima azione di Nibali sulla salita della Cipressa. Il capitano della Astana ha dimostrato ancora una volta di essere uno dei pochi atleti in grado di infiammare il pubblico. Nibali, rispetto all’approccio quasi borghese verso questo genere di competizioni, tipico di molti suoi illustri colleghi, corre sempre con passione, rendendo onore alle competizioni storiche con impegno e grinta. Il percorso della Sanremo non gli si addice alla perfezione e per scompaginare le carte in tavola poteva muoversi solo lungo i 6 km in leggera salita della Cipressa, cosa che puntualmente ha fatto riuscendo ad arrivare fin sulla salita del Poggio da solo. Poi però gli sono mancate le forze per proseguire, la forma non è ancora al top e in più è mancata la collaborazione necessaria dei compagni per poter arrivare fino in fondo davanti a tutti.

1009309-16351822-640-360Sagan, favorito di giornata, non è riuscito a districarsi nell’appassionante volata finale, ma è comunque da segnalare il grande lavoro della Cannondale, che ha imposto per lunghi tratti l’andamento alla gara. Questa intensità impressa alla corsa dai compagni di Sagan l’hanno patita prima Demare e poi Griepel, che non sono infatti stati tra i velocisti che si sono giocati la Sanremo. Anche Cavendish, nonostante abbia dimostrato una forma eccellente, non è riuscito a fare il bis nella classica di primavera avendo sbagliato l’impostazione dello sprint, cosa incredibile per un campione come il corridore dell’Isola di Man.

Altro grande deluso di giornata è Cancellara. Per l’ennesima volta l’elvetico ha chiuso sul podio, ma non sul gradino più alto. Quest’anno ha deciso di non muoversi in prima persona per non avvantaggiare altri corridori, come successe nel 2012 con Gerrans, e di giocarsi tutto nel finale, una decisione che però non ha portato i risultati sperati. Viene da chiedersi cosa sarebbe successo se avesse seguito e appoggiato Nibali nella sua coraggiosa azione. Il podio lo chiude l’inglese Swift abile nel trovare la traiettoria giusta nello sprint finale. Dell’ex pistard inglese, classe ’87 come il vincitore, ne sentiremo comunque ancora parlare nelle prossime stagioni.

NibaliInfine chiudiamo con i corridori italiani, autori nonostante tutto di una discreta prova. Oltre ai già citati Paolini e Nibali, è da segnalare la corsa di De Marchi, che ha lavorato in maniera eccellente per Sagan, ma anche i giovani della Bardiani, Battaglin e Colbrelli. Buona anche la prova di Modolo, soprattutto in vista del futuro: corridore dal grande potenziale e che quest’anno cercherà di fare il salto di qualità, ha sicuramente sbagliato ad impostare la volata, ma per lui era importante soprattutto lottare con i migliori fino alla fine di una corsa così impegnativa. Ora si vola in Belgio dove assisteremo a delle grandi corse, vista la voglia di rivalsa di molti big delusi dalla classicissima sanremese.

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