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Ci sono partite che non sono come tutte le altre, una su tutte: Milan–Juventus. Se è vero che è la sfida tra i bianconeri e la metà neroazzurra di Milano a essere chiamata “Derby d’Italia”, è vero anche che il fascino dell’incontro tra la squadra più titolata d’Italia e quella più titolata al mondo non ha eguali. n_ac_milan_andry_shevchenko-5130891Rimanendo all’interno dell’ultimo decennio, bisogna ricordare la finale di Champions del 2003, (anno in cui avevamo tre italiane a competere per i due posti della finale: bei tempi!) in cui a vincere fu un Milan sfavorito dal pronostico, grazie alla maggior freddezza dal dischetto e ad un Dida all’apice della forma. Indimenticabile la sfida dell’8 maggio 2005, a San Siro, quando la squadra di Torino ipoteca lo scudetto vincendo 1 a 0 con rete di Trezeguet assistito da un’invenzione in rovesciata di Del Piero. Dopo Calciopoli la sfida tra le due squadre perde importanza a livello di posta in palio, e ritorna in auge negli ultimi anni con l’avvento della gestione Conte e il club bianconero che può di nuovo puntare in alto. L’apice di questa sfida nel “dopo Moggi” si tocca probabilmente il 25 febbraio 2012, nella ormai famosa partita del gol annullato ingiustamente a Muntari. Siamo così giunti al 2014: il blasone, il prestigio e l’importanza emotiva della sfida non sono cambiate, ma in questi due anni sono cambiate tante cose, dai giocatori al modo di interpretare la partita.

Arriviamo ora alla sfida di questa sera, cercando di entrare nel dettaglio. I due schieramenti sembrano essere perfettamente speculari, con una difesa a tre, un centrocampo a cinque e due punte. In realtà, data l’assenza di Balotelli, il Milan probabilmente opterà per un modulo ad “albero di Natale”, con Kakà e Taarabt che agiranno alle spalle dell’unica punta Pazzini, e con De Jong, Montolivo e Poli che dovranno stare stretti in fase difensiva, ma con quest’ultimo che quasi sicuramente avrà licenza di inserirsi nelle azioni d’attacco per tagliare la difesa bianconera. fd4473aa61bc10c2af58125b1a73b601-115--473x264Emanuelson dovrà agire soprattutto da terzino basso, per controllare le discese sulla destra dello svizzero Lichtsteiner, considerando che con molta probabilità la Juventus cercherà più che altro di attaccare da quella parte, dal momento che a sinistra giocherà Peluso e non Asamoah, indisponibile. Resta da vedere se Seedorf vorrà sacrificare una delle due mezze punte per farle giocare a uomo su Pirlo. Se così fosse la scelta più ovvia sembrerebbe Taarabt per mole di corsa che può produrre, ma non è un giocatore particolarmente avvezzo alla fase difensiva e sarebbe molto rischioso. Se la scelta fosse Kakà, sicuramente uno a cui non dispiace sacrificarsi per la squadra, il rischio sarebbe farlo sfiancare prima del previsto. Per cui probabilmente, dal momento che gioca in casa e che ultimamente ha dimostrato di non essere una squadra attendista (si è visto bene contro l’Atletico Madrid), non ci sarà una marcatura particolare su Pirlo, ma una maggiore attenzione a tagliare le sue linee di passaggio, rendendo così meno efficace la sua regia. Non è auspicabile per Seedorf nemmeno chiedere a Poli o a De Jong di seguire a uomo il numero 21 bianconero, perché lasciare un buco libero a uno tra Marchisio e Pogba non sarebbe una gran mossa. Non sarà solo il tecnico rossonero ad avere grattacapi sulla fase difensiva, infatti il Milan dispone di un’ottima prima punta, capace di far salire bene la squadra e giocare bene di sponda, per sfruttare la velocità del nuovo arrivato marocchino e le progressioni del 22 rossonero. Qui le raccomandazioni di Conte dovranno andare più che altro a Bonucci, quasi sicuramente il centrale della linea a tre bianconera, che non dovrà farsi portare troppo fuori da Pazzini e lasciare spazi per gli inserimenti di uno dei tre quartisti o di un centrocampista come Poli. C_29_articolo_1025289_upiImgPrincipaleOrizIn questa fase si sentirà eccome l’assenza di Vidal, che non è sempre particolarmente ordinato, ma grazie alla sua condizione fisica può arrivare a chiudere gli eventuali buchi lasciati dai compagni di reparto. Per quanto riguarda la difesa rossonera vedremo probabilmente Rami in marcatura su Llorente, ma il suo compagno Bonera non sembra essere l’uomo adatto a contenere un eventuale uno contro uno con Tevez. Il difensore francese dovrà essere bravo a giocare d’anticipo sulla torre spagnola, mettendo così in difficoltà l’argentino, dal momento che i due molto spesso scambiano tra loro e cercano dialoghi nello stretto. Insomma dal punto di vista tattico sembra una vera e propria partita a scacchi, dove il primo che sbaglia può pagarla molto cara. Dal punto di vista fisico non credo che l’impegno di Europa League peserà troppo sulle gambe dei bianconeri, visto il cambiamento quasi totale degli undici di giovedì scorso rispetto a quelli che scenderanno in campo a San Siro.

È indubbio che la favorita sia la formazione di Conte, sia per maggior qualità in mezzo che per maggior solidità difensiva. Le premesse per una grande partita ci sono tutte, penso che nessuna delle due squadre vorrà giocare chiusa in attesa di ripartire ma che entrambe cercheranno di imporre il proprio gioco. Noi siamo pronti per la sfida più affascinante della Serie A, sperando in un Milan–Juve all’altezza delle aspettative.

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