Belgian Radja Nainggolan arrives in Rome to sign a contract with As Roma

Gonalons o Nainggolan? Lamela per Vucinic conviene? Via Guarin per prendere D’Ambrosio, ma siamo matti? Chi sarà il vice Rossi? Partirà la rifondazione Reja? Va bene Honda e Rami, e poi? Gennaio per il calcio italiano è questo: il mercato di riparazione. Trattative non andate in porto al 31 agosto, nomi che si susseguono sui giornali fino allo sfinimento, fenomeni esplosi in pochi mesi o vecchi amori mai finiti di allenatori e presidenti sognatori. E poi immancabili le chiacchiere da bar dove tra luoghi comuni e banali constatazioni le affermazioni sono sempre le solite: si va dal consueto «la Juve è a posto così», per arrivare allo strasentito «il Napoli è l’unica squadra che può spendere», passando per «Thohir deve mettere mano al portafogli». Eppure il quesito altrettanto comune è sempre lo stesso: ma il mercato di gennaio è così decisivo? Le squadre non dovrebbero essere costruite in estate? E poi i lavori in corso non significano quasi mai qualcosa di buono.
Effettivamente analizzando i movimenti invernali in entrata delle 7 “grandi” italiane (Fiorentina, Inter, Juve, Lazio, Milan, Napoli e Roma) nei campionati del nuovo millennio, si evince di come raramente si siano fatti grossi investimenti e come ancor più sporadicamente giocatori acquistati nel primo mese dell’anno si siano rivelati decisivi ai fini del raggiungimento degli obiettivi prefissatisi dalla squadra nel corso della stagione.

pandevDue sono gli esempi di acquisti decisivi nell’immediato; entrambi i casi sono abbastanza recenti e riguardano le due milanesi. Stagione 2009/2010: l’Inter di Josè Mourinho è in testa al campionato e, seppur con fatica, qualificata agli ottavi di Champions League, ma lo Special One bussa da Moratti chiedendo un attaccante esterno che sopperisca alla partenza di Eto’o per la Coppa d’Africa e all’immaturità di Mario Balotelli. Si punta su Goran Pandev, cavallo di ritorno più volte accostato ai nerazzurri nelle finestre di mercato precedenti. Insieme al macedone viene acquistato per far legna in mezzo al campo Mariga, di cui forse ci si ricorda solo il curioso nome (McDonald). L’ex Lazio invece cambia la stagione dell’Inter che passa ai 3 dietro Milito, e con grandi prestazioni condite da qualche gol (come la punizione nel derby) si lancia verso il Triplete di maggio. Molti si ricordano di Pandev ma forse in pochi rammentano che il Triplete venne messo a rischio da un altro “colpo di gennaio”: quel Luca Toni che arrivò a Roma nel gennaio 2010 e segnò all’Inter il gol dell’illusorio sorpasso in classifica degli uomini di Ranieri; il bomber modenese sarà protagonista anche del mercato invernale successivo passando alla bistrattata Juve di Del Neri giocando senza infamia e senza lode.

Per l’altro “colpo vincente” invece basta tornare indietro di un anno. Stagione 2012/2013: il Milan di Max Allegri arranca a metà classifica nonostante l’esplosione di El Shaarawy e ha bisogno più che mai di una bocca da fuoco da affiancare al piccolo faraone. I sogni dei rossoneri incocciano con quelli di un giovane bresciano che fa i capricci in quel di Manchester, sponda City. Il ritorno di Balotelli si consuma ufficialmente il 31 gennaio 2013, il 3 febbraio all’esordio stende con una doppietta l’Udinese e a fine campionato il suo score dirà 13 partite e 12 gol, ma soprattutto Milan qualificato per la Champions. Missione compiuta. Poi il mercato di gennaio è stato spesso quello del “condimento”: quando vengono comprati giocatori da innestare in un organico già di per sé ben rodato. Esempi lampanti di questo sono il Milan tricolore del 2010/2011 che a gennaio comprò giocatori utilissimi come Van Bommel e Cassano, oppure la prima Juventus di Conte (2011/2012) che acquistò Caceres e Borriello rivelatisi poi fondamentali, anche con alcuni gol, per la conquista del campionato in maggio; tentativo che anche l’Inter di Leonardo cercò di fare nell’inverno 2011 portando a San Siro Ranocchia, Nagatomo, Kharja e Pazzini (non nuovo a questi cambiamenti visti i “passaggi invernali” a Fiorentina e Sampdoria).

0ed5f8a52f88b18391e1b4eus3Altro caso di mercato condotto in maniera intelligente è quando a gennaio le big acquistano giocatori chiave per le annate successive, per non farsi sfuggire occasioni d’oro, esperimento riuscito con Pato (2007/2008), Ljiajc (2009/2010), Giuseppe Rossi (2012/2013) e Llorente (2012/2013); fallito invece con Edu Vargas (2011/2012) e Bojinov (2004/2005). Lungimirante invece è la condotta assunta spesso e volentieri dal Milan che sfrutta il mercato di riparazione con geniali operazioni commerciali in stile Honda: nel 2006/2007 arrivò Ronaldo e in seguito ci fu il doppio arrivo di Beckham (2008/2009 e 2009/2010). Qualche buon colpo quindi a gennaio viene fatto, ai citati potremmo aggiungere Stankovic, Sissoko, Kaladze, Poborsky, Dacourt, Matri, Adriano, Behrami; ma il mercato di riparazione è soprattutto il momento delle bufale, di giocatori etichettati come “salvatori della patria” e poi ripiombati nella mediocrità.

Guardando già il mercato del 2000/2001 le tre grandi storiche del nostro calcio schierano un tris di colpi da far accapponare la pelle. La Juventus di Moggi compra un terzino sinistro brasiliano che dovrebbe essere la fine del mondo: Mazoli Athirson. Fu un flop clamoroso per il “nuovo Roberto Carlos” (5 presenze in 2 anni). Non sono da meno le milanesi che piazzano il doppio colpo con Pablo Garcia in rossonero su consiglio di Passarella e Marco Ferrante, insieme all’elegantissimo francese Dalmat, all’Inter su richiesta specifica di Tardelli. Inutile citare i risultati: entrambi cacciati a fine stagione. Casi del genere sono moltissimi. L’usato sicuro a gennaio sembra essere da sempre super ricercato, il problema è che spesso rischia di essere troppo arrugginito vedi Batistuta (2002/2003, all’Inter), Amoroso (2005/2006, al Milan) Tavano (2006/2007, alla Roma) o Anelka (2012/2013, alla Juve). Per arrivare infine a veri e propri “bidoni” quali Lazetic (2002/2003, alla Lazio), Datolo (2008/2009, al Napoli) e Victor Ruiz (2010/2011, sempre al Napoli). Insomma per investire a gennaio bisogna essere bravi e fortunati perché se è vero che uno dal mazzo può pescare il jolly Barzagli (2010/2011) rischia anche di trovare uno come Abel Xavier (2004/2005, alla Roma).

facebook-profile-picture

«Le cose non succedono, le cose vengono fatte succedere» (JFK). «Ci sono due modi per tornare dalla battaglia: con la testa del nemico o senza la propria» (PDC).

Rispondi