Inter Milan's coach Walter Mazzarri gestures during their Italian Serie A

Altro rigore negato all’Inter, altra soddisfazione per Mazzarri. Già, perché l’impressione forte è che Mazzarri sia quasi contento che non ci siano episodi favorevoli per la sua squadra (facendo finta di non ricordarci la partita contro la Fiorentina), così che possa mascherare i limiti evidenti della sua Inter.

DOSSIER-Inter-27-giornate-senza-rigori.-Ce-n-erano-5_h_partbDa dopo la partita contro il Cagliari, l’Inter è la squadra che ha collezionato più pareggi insieme proprio ai sardi. In 25 partite i nerazzurri hanno portato a casa 10 vittore, 10 pareggi e 5 sconfitte. Sarà solo questioni di rigori non dati e decisioni dubbie? Vediamo. Escludendo il pareggio casalingo con la Juve e la sconfitta con la Roma subita a San Siro, che possono definirsi accettabili, l’Inter ha pareggiato nelle partite casalinghe contro Sampdoria, Parma, Chievo Verona, Catania e ora Cagliari. Non esattamente le corazzate del nostro campionato. In più negli scontri contro Juventus, Roma e Napoli, le prime tre della nostra classifica, ha collezionato solo un punto contro la capolista nella terza giornata del girone di andata. Per il resto ha perso 3 a 0 contro la Roma a San Siro, 4 a 2 al San Paolo e 3 a 1 allo Juventus Stadium. Tutte sconfitte nette sia sul piano del gioco che dell’atletismo. Ed è qui che voglio arrivare.

La trama di gioco, la tattica, il modo di stare in campo, la quantità di corsa prodotta nell’arco dei novanta minuti non sono influenzate da decisioni di terzi, ma sono tutte a carico del mister. Molti a inizio stagione vedevano in questa Inter un po’ la prima Juve di Conte, dal momento che poteva concentrarsi solo sul campionato, veniva da una pessima stagione e l’obiettivo primario era il riscatto. Conte ha vinto il campionato, Mazzarri è a meno 26 punti dalla vetta al momento. Il tecnico toscano spesso, specialmente dopo una non vittoria, si rammarica degli infortuni, della rosa troppo esigua, della poca qualità a sua disposizione. Prendo ad esempio proprio l’ultima partita contro la squadra sarda. La formazione interista recitava: Handanovic; Rolando, Samuel, Juan Jesus; Jonathan, Guarin, Kuzmanovic, Alvarez, Nagatomo; Palacio, Milito. Guardando i disponibili in panchina viene da chidersi: perché Kovacic no e Kuzmanovic sì? Perché Botta solo a 12’ dalla fine? Perché mettere Milito 45’ per poi toglierlo sistematicamente? Altri quesiti che ci si può porre sarebbero l’ingresso di Kovacic per Alvarez, togliendo a mezz’ora dalla fine, sull’ 1-1, un giocatore offensivo. In più il centrocampo del Cagliari non era proprio quello delle grandi occasioni, con Cossu costretto a giocare davanti alla difesa data l’assenza per squalifica di Conti. La manovra era lenta, macchinosa, il movimento senza palla scarso. Nonostante tutto ciò, a fine partita l’allenatore si è dichiarato soddisfatto della prestazione, ma dispiaciuto per il rigore negato a Icardi. Strategia della giustificazione. Quella che l’allenatore usava già ai tempi del Napoli. Ancora una volta ha potuto mascherare una prestazione scialba, in un furto ai danni dei suoi ragazzi.

473e2da5dcd30fbbcf301Ma andiamo pure oltre, guardiamo altri dati: gol fatti 43 (di cui sette al Sassuolo), gol subiti 29, in 25 partite. Sostanzialmente più di un gol subito a partita, che in Italia non è mai una gran cosa. Di questi 29 subiti, solamente 3 su rigore e una marea su calci piazzati. Vogliamo ancora incolpare solo l’arbitro? Davvero va tutto sempre bene in campo? Probabilmente Mazzarri è un grandissimo lavoratore, non sono nessuno per metterlo in discussione, ma farebbe bene sia a lui che alla società per cui lavora riuscire a mettersi in discussione, non voler passare per forza come la vittima del sistema e l’agnello sacrificale di chissà quale disegno contro la squadra. Ora la rosa non è corta, specialmente se devi affrontare solo impegni di campionato, è arrivato un difensore come D’Ambrosio e un giocatore forte come Hernanes, Icardi pare abbia finito di rotolarsi nelle lenzuola e twittare, Guarin è rimasto. Per rispetto dei propri tifosi dovrebbe cominciare a pensare che forse è stato lui a sbagliare, che gli episodi contro accadono a turno a tutte le squadre quasi ogni domenica, che l’ambizione a vincere è una cosa, ma la superbia di essere il migliore è un’altra. Già perché un allenatore vincente può permettersi il lusso di essere superbo (chiedere allo Special One), ma non chi ha un palmarès in cui figura solo una Coppa Italia vinta. Per ora il mio giudizio è che il toscano abbia mostrato più superbia che bravura, non giovando in questo modo né a sé stesso né alla squadra.

Rispondi