rodgers e gerrard

liv basC’era da aspettarselo. L’eliminazione per mano del Basilea dalla fase finale della Champions League è il classico risultato già scritto, col senno di dicembre, perché questo Liverpool è troppo brutto per far parte delle migliori sedici d’Europa. Non lo stesso si sarebbe potuto dire col senno del 28 agosto, quando dall’urna di Montecarlo, oltre agli svizzeri, erano usciti Real Madrid e Ludogorets. Si pensava a un girone impegnativo, ma assolutamente abbordabile. È finita mestamente, con una sola vittoria fortunosa contro la compagine bulgara e una profonda impressione di impotenza da parte di una squadra che lo scorso anno, fino all’ultima giornata, era rimasta sorprendentemente in corsa per la Premier League. La situazione è tragica anche in campionato, non tanto per la già deficitaria classifica, quanto per le diffuse debolezze strutturali della squadra. Ma cosa è cambiato in così pochi mesi, tanto da trasformare quello che sembrava uno squadrone nell’ombra più spenta di se stesso?

Innanzitutto, quello dell’anno scorso non era uno squadrone. Un gruppo solido, con buone individualità – alcune eccelse –, ma niente di paragonabile a City o Chelsea; un allenatore che aveva dato un gioco funzionale alla miglior resa possibile degli 11 titolari (ché, grossomodo, nel 2013-2014 hanno giocato sempre gli stessi); un eccezionale trasporto emotivo della tifoseria mano a mano che il campionato volgeva al termine; anche una buona dose di fortuna (senza la quale nessuno vincerebbe niente). Quest’anno, manca un bel po’ di tutto questo.

suarezManca il fenomeno: Suarez è, senza alcun dubbio (qualcuno crede ancora ci sia serietà nell’assegnazione del Pallone d’Oro?), il miglior attaccante del mondo, dopo i due extra-terrestri Messi e CR7. Al Liverpool non mancano solo i suoi gol, ma anche la sua trascinante ed esemplare rabbia agonistica, la sua voglia di vincere, l’imprevedibilità che obbligava le difese avversarie a difendere quel paio di metri più basse per evitare di farsi infilare in velocità. Nessun acquisto al mondo poteva rimpiazzare l’uruguaiano, e infatti l’obiettivo di Rodgers e Ayre, in campagna acquisti, non è mai stato quello. Qui arriva il secondo punto dolente: una campagna acquisti inspiegabile. Il Liverpool ha comprato 2-3 buoni giocatori a cifre da grandi giocatori e 3-4 discreti giocatori con soldi spendibili per buoni giocatori. Perché mai da anni a questa parte non si riesca a “rubare” un buon acquisto a un prezzo ragionevole (escluso forse Suarez) probabilmente rimarrà un mistero ancora a lungo.

baloAl di là dei costi, però, ciò che lascia perplessi è il pessimo inserimento di tutti i nuovi arrivati nei meccanismi del Liverpool. Se fino a ottobre si poteva anche concedere del rodaggio, è davvero incredibile che a dicembre l’allenatore nordirlandese debba ripescare Lucas Leiva per mettere a posto gli equilibri del centrocampo, visti i numerosi acquisti fatti. Markovic, Can, Manquillo, Balotelli e Lambert rimangono impalpabili, Moreno e Lovren addirittura dannosi, Lallana si limita a qualche guizzo per dimostrare che il talento c’è, ma la chimica con i compagni è ben altra cosa. Sono tutti sopravvalutati? Qualcuno senza dubbio sì. Ma l’impressione è che si siano presi dei calciatori per replicare il gioco veloce dello scorso anno, senza che questi siano in grado di interpretarlo. Problemi tattici o valutazioni sbagliate in estate? In entrambi i casi, la responsabilità è di Rodgers.

rodgersSpiace dirlo, ma l’artefice della più gradevole sorpresa dello scorso anno è andato totalmente in confusione. L’ultima volta proprio con il Basilea, quando, sotto di un gol, ha deciso di privarsi al 45’ dell’unica prima punta a disposizione. Più in generale, Rodgers sembra incapace di organizzare i suoi uomini secondo il gioco che ha in mente. Si è intestardito sul 4-3-3 che lo scorso anno ha portato molti frutti, anche se è evidente che la squadra difende male e riparte anche peggio. Ora deve dimostrare di non essere ostinato e orgoglioso come fu Benitez, e ripartire da zero. Il già citato reinserimento di Lucas al fianco di Gerrard è uno dei primi passi in questo senso. Per quanto riguarda invece il portiere, nessuno chiede di avere la possibilità di scegliere tra Courtois e Cech; detto questo, Mignolet non è un numero uno affidabile. Alcuni limiti tecnici possono anche essere accettabili, d’altro canto anche un grande interprete del ruolo come Toldo non si muoveva mai dalla linea di porta. Quello che è davvero preoccupante, però, è l’insicurezza che trasmette a tutta la squadra ogni maledetta domenica o sabato che sia. Da un po’ circolano voci sulla possibilità di mettere sotto contratto lo svincolato e infortunato Valdes. In ogni caso, a gennaio il Liverpool deve intervenire.

Ci sono, poi, alcuni fattori ulteriori che meritano almeno di essere accennati per spiegare la disastrosa stagione dei Reds. Prima di tutto, la squadra ha messo in mostra una pessima condizione atletica, legata probabilmente a una diversa impostazione in vista degli impegni di coppa. Se la situazione poteva non preoccupare ad agosto, ora diventa davvero allarmante. Inoltre, alcuni giocatori da cui ci si aspettava molto stanno invece rendendo al di sotto delle proprie possibilità. Ci si riferisce in particolare a Gerrard, ormai inesorabilmente sul viale del tramonto, a Sterling, probabilmente incapace di reggere a 19 anni una squadra intera, senza dimenticare Sturridge: l’attaccante dalla media realizzativa altissima ha passato più tempo in infermeria che in campo, e il potenziale offensivo del Liverpool ne sta risentendo non poco.

tifosi delusiL’aria che si respira nell’ambiente è pesante, ma verosimilmente Rodgers non rischia il posto. Dato che la stagione è ormai da buttare, salvo incredibili performances in FA Cup (o più realistiche in Capital One Cup), sarebbe interessante lasciare il tempo al manager di lavorare sui numerosi acquisti fatti. Poi a giugno si tireranno le somme. Certo, è un peccato dover ragionare in questi termini nell’anno che ha finalmente visto il Liverpool tornare in Champions League, ma è la realtà è questa e non si può scappare. Per il momento, si spera in qualche minimo miglioramento, quanto basta per cancellare quell’aria di rassegnazione che da qualche settimana caratterizza tutti i prepartita dei tifosi reds. Anche perché domenica c’è il Manchester United.

2 Commenti a “Ma che diavolo è successo al Liverpool?

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