zeman fuma

Il tecnico boemo non convince e la piazza comincia a scaldarsi

L’estate è finita da un pezzo in casa giallorossa e con essa se n’è andato anche l’alone di forza e spregiudicatezza che Zeman aveva portato a Trigoria. Il derby perso, con i rivali cittadini della Lazio, potrebbe essere la classica goccia che farà traboccare il vaso. La Roma rispecchia in pieno le squadre del boemo; attacco a segno con costanza ma difese in formato groviera. La piazza inizia a scaldarsi e come spesso capita, con Zeman in sella alla squadra, ti ritrovi innamorato sotto il sole d’agosto ma cornuto e mazziato già all’inizio dell’inverno. La Roma ha speso parecchio nella campagna estiva di calciomercato continuando il progetto avviato con Luis Enrique: rinnovamento della rosa e squadra con un gioco, ma pare che gli interpreti non siano adatti al contesto capitolino. Per cominciare possiamo notare come dall’inizio del ritiro ad oggi la Roma non sia sicura nemmeno del suo portiere; il titolare dovrebbe essere Stekelenburg, ma in estate ha spesso giocato Lobont, anche se oggi in porta va Goicoechea. Mistero. Il reparto arretrato e il centrocampo sono stati rivoluzionati fornendo al boemo giovani di prospettiva come Dodò e Tachtsidis,ma forse ancora acerbi per un campionato molto tattico come quello di SerieA. Considerando il parco attaccanti a disposizione di Zeman possiamo dire che sia completo con giocatori con caratteristiche  che dovrebbero integrarsi a pieno con la mentalità offensiva del tecnico,ma rimane un dubbio: perché è stato preso Destro (spesi circa 16 milioni!),una punta centrale adattata ad esterno, quando in rosa c’erano Borini e Bojan che erano di ruolo? Il tecnico difende le sue scelte e quelle della società, ma le domande rimangono. Con il tempo sembra essersi deteriorato anche il rapporto tra Zeman e De Rossi, che per il nervosismo e la pressione del derby, ha rifilato un pugno a Mauri facendosi espellere. Capitan Futuro non è sereno e le continue voci provenienti dagli arabi di City e Psg potrebbero fare gola alla Roma che, se terminerà la stagione ancora fuori dall’Europa, terrà conto di queste offerte. Addirittura qualcuno considera che già la finestra di mercato invernale potrebbe dare luce ad una trattativa per la cessione di De Rossi. Intanto il tifo insorge e le manifestazioni a favore del centrocampista sono già state avviate.

Dall’altra parte del Tevere Petkovic, un mister nessuno ad inizio stagione, con poche parole e buon acume tattico, sta portando sotto le luci della ribalta la Lazio, squadra assemblata con spese minore e giocatori rivalutati (Candreva in primis).Se non bastasse ci sono tecnici come Stramaccioni e Montella, cresciuti sotto il Colosseo, che stanno facendo faville con loro rispettive squadre.

Certamente bisogna dare merito al lavoro fatto dal tecnico sui giovani e alla possibilità di vedere un calcio divertente, ma visti i risultati anche le squadre che affrontano la Roma, si divertono parecchio.

Doveva essere, parola degli addetti ai lavori, la stagione della grande consacrazione del tecnico boemo che, a parole, aveva conquistato il palcoscenico pallonaro estivo, ma il campo non sta dando seguito ai suoi discorsi.

Questa stagione pare essere l’ultima sigaretta dell’allenatore giallorosso, l’ultima occasione per essere ricordato, non solo per il gioco offensivo e le molte polemiche sul calcio nostrano, ma anche per dei risultati concreti e magari dei trofei (qualcuno parlava di scudetto). Il fuoco arde e consuma la sigaretta che potrebbe spegnersi se la classifica non migliorerà. Si pensava fosse migliorato sotto il profilo tattico, più accorto, più attento a portare a casa il risultato, ma come diceva Venditti nella canzone La Coscienza di Zeman, non cambia mai.

…“La folla sta impazzendo ormai
all’attacco vai…
in difesa mai…
tu non ti fermerai…
Perché non cambi mai…

Un commento a “L’ultima sigaretta di Zeman

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