moratti e sneijder

Vedo Sneijder e vedo una lampadina. Sì, una lampadina, una di quelle che tante volte vi ritrovate a dover cambiare sopra lo specchio del bagno o nell’abat-jour riposta con cura sopra il vostro comodino, tra libri da leggere, e mai letti, e Vicks Sinex immancabili nei lunghi inverni. No, non ho fatto uso di alcuna sostanza stupefacente, soltanto che davvero Sneijder mi ricorda una lampadina e con essa quella che i teorici della dietrologia chiamano OBSOLESCENZA PROGRAMMATA. Che cos’è? Penso molti di voi già lo sappiano, ma faccio il saccente e lo spiego comunque: l’obsolescenza programmata non è altro che una politica commerciale, nata in America dalla mente di tale Brooks Stevens, designer deceduto a metà anni ’90. In realtà lui coniò soltanto il termine, creò il pensiero, quel pensiero che dice che, volutamente, designer e produttori pongono in essere oggetti con un ciclo vitale limitato e programmato, affinchè il povero consumatore si ritrovi, poco tempo dopo, a ricercarne uno nuovo, magari più avanzato tecnologicamente o semplicemente più caro perchè nuovo. Quante volte vi sarà capitato di portare il vostro forno a microonde preferito (ma prendete pure qualsiasi elettrodomestico o oggetto tecnologico) a riparare e sentirvi dire “Guardi, sarò sincero con lei: se lo ripara sono almeno 100 €, oramai ce ne sono di nuovi e di più avanzati alla modica cifra di 80 €. Vado contro i miei interessi eh, ma fossi in lei lo butterei e ne comprerei un altro”? Tante, lo so.

Parlavo di lampadine perchè sono l’esempio più semplice dell’esistenza, nelle stanze segrete del commercio mondiale, dell’obsolescenza programmata. Negli Stati Uniti, precisamente a Livermore, c’è una lampadina che è rimasta accesa, ininterrottamente, dal 1901 ad oggi. 111 anni di gloriosa storia illuminante. Certo, diciamo che non ha più la brillantezza di una volta, ma luce ne fa, fioca quanto volete, ma ne fa. Perché lei non s’è bruciata come quelle nostre, che citavamo, del mobiletto in bagno o dell’abat-jour? La semplice risposta pare essere il fatto che il suo filamento è di tungsteno, prodotto non più usato da moltissimi anni per la loro produzione. Cazzo gente, 1901! Moriva Giuseppe Verdi ed entrava in politica Rosi Bindi, non so se capite! Comunque, tornando al discorso, il succo è semplice: i nostri oggetti tecnologici o comunque elettrici, potrebbero durare molto di più, ma le aziende non ci avrebbero guadagno e così decidono di limitare la loro vita. Obsolescenza programmata. E Sneijder sta subendo un chiaro esempio di obsolescenza programmata.

La sua vita in nerazzurro, sostanzialmente, è stata progettata per nascere e morire nella strepitosa annata 2009/2010, poi il nulla. I cambi di allenatore, la squadra allo sbando ed il leader che tutti si aspettavano, ovvero il numero 10 olandese, che non si presenta mai davvero all’appello. Ed ora la società sta programmando, con famelica caparbietà, la fine non solo della sua vita nerazzurra, ma anche della sua carriera in nerazzurro. Sneijder è una lampadina, progettata e nata per dispensare luce non più di un paio di stagioni a medio alto voltaggio, almeno in casa Inter (ma non dimentichiamoci la sua esperienza madridista, con un anno a applausi ed uno da fischi e fiaschi). Ora è arrivato il momento di avere una nuova lampadina, magari pure più cara, certamente più tecnologicamente avanzata, certamente più eco-compatibile, certamente più adatta. Magari Pastore, chi lo sa. Intanto Sneijder va nel dimenticatoio, spinto anche da un altro fenomeno di obsolescenza programmata del nostro calcio: il movimento GDG, ovvero il movimento dei Giovani che Devono Giocare. Già, oramai se non hai meno di 21 anni, i media decidono che non vali un granchè. Servono i giovani, largo ai giovani, viva i giovani! Per l’amor di Dio, ben venga, ma con un minimo di senno. Perchè dovrei buttare un Totti per fare giocare un Quintero o un Nico Lopez qualsiasi? Ai sostenitori del GDG, dunque artefici, magari inconsapevoli, dell’obsolescenza programmata dilagante oramai nel nostro calcio, vorrei ricordare che non tutti quelli che si fanno una cresta ed hanno meno di 21 anni giocano e segnano come El Shaarawy.

Prendiamo quelli che molti considerano la Top 11 dei giovani talenti attualmente in Serie A: in porta, a quanto pare, ci va Perin, uno One Direction donato al calcio con quel ciuffo che mi fa chiedere come sia possibile che veda partire anche solo un tiro da centrocampo. Giovane, dai grandi riflessi, ma mi perdoneranno i militanti del movimento GDG se sottolineo come, a mio modesto parere, anche Pegolo abbia sfoderato prestazioni degne di maggior nota rispetto a quelle di Perin. In ogni caso, nel dubbio, mi prendo Buffon, un Over 30 coi controcazzi. Sulla mediana, sia difensiva che offensiva, troviamo talenti indiscutibili dalla giovane età, come Florenzi, Pogba, Lamela e Quintero, ma con tutto il rispetto per loro, io di giocatori come Pirlo, Zanetti, Pizarro (quello di quest’anno almeno), Ambrosini, Cambiasso e via dicendo, beh, non me ne priverei a cuor leggero. In attacco e difesa invece la battaglia si fa molto più tosta, con il movimento GDG pronto a sfoderare classe e sostanza con Marquinhos, Juan Jesus, De Sciglio, Immobile, El Shaarawy ed Insigne, ma i “vecchi” affilano le proprie armi con Samuel, Yepes, Milito, Di Natale, Totti, Klose e Miccoli. Voglio precisare che io sono dalla parte dei giovani, almeno finchè l’anagrafe mi consentirà di farlo, ma sono anche dalla parte del talento e dell’esperienza: il giovane gioca, ok, ma solo se è più forte del vecchio (cit. Clarence Seedorf), punto. Perchè dover a tutti i costi puntare sul ragazzetto, rischiando così di buttare al vento milioni, occasioni low cost e pure carriere? L’obsolescenza programmata lasciamola al commercio, nello sport teniamoci la classe, il talento, la storia, che poi la scriva un giovane o un Over 30 conta poco sinceramente, soprattutto se sei tifoso ed allora vedrete che se Sneijder se ne va, al primo gol del Pastore di turno, tutta la memoria volerà via, sospinta da un soffio leggero di cambiamento, rinnovamento, di futuro. Se invece arriverà un Ricky Alvarez 2, la Vendetta, beh, son cazzi di Moratti.

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Crede nello sport come forma di narrazione, è Dottore in giurisprudenza perché crede ancora nella giustizia e legge per tenere i piedi ben saldi sulle nuvole. Ha trovato una Winston blu. L'ha fumata. @Andrea_Ross89

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