Gazprom

L’altro giorno delineando su queste pagine una prospettiva inevitabile per l’hockey continentale ho scritto che “è ora di organizzarsi a in prospettiva europea, prima che il gas russo inghiotta tutto e lasci solo grigie periferie”.

Qualche lettore- dei pochissimi che mi leggono-, magari con non nascoste simpatie per la sempre più provinciale Lega dei ticinesi, si sarà fatto il segno di Croce (perché è la nostra tradizione), istintivamente, a sentirmi parlare di lega Europea.

 

Una cosa va chiarita: non stavo parlando di una prospettiva augurabile o meno. Parlavo di una prospettiva che appare in larga parte inevitabile.

 

Oggi ho ricevuto una conferma (se ce ne fosse bisogno): Medvedev, non il nuovo(!) primo ministro russo, ma un altro, Alexander Ivanovic, forse più potente del politico.

 

Questi è Presidente della Khl, la più importante lega d’europa, Lega Euroasiatica in verità, ma secondo un’idea tipicamente russa, dove l’Euroasia tende ad allargarsi di giorno in giorno: non è mistero che dopo squadre in Lettonia, Bielorussia e altri paesi del blocco sovietico, ora le mire si spingano ad occidente; non è mistero che una squadra sia in costruzione a Milano, quella Milano, dei navigli e del risotto, del Milan e anche un po’ dell’Inter.

 

Ah si: questo Medvedev è anche uomo di vertice della più importante società di combustibili gassosi al mondo (160 miliardi di fatturato, 20 di utile netto), la società che fornisce all’UE il 25 percento del consumato.

 

C’è quindi, capirete, un impercettibile legame tra la potenza hockeystica e quella economica.

 

Si sta svolgendo in questi giorni calcistici, a Barcellona, ospite delle società blaugrana che s’occupa di tutti i grandi sport a squadre, un Forum della federazione internazionale di hockey, per la promozione dello sport sul continente, dove sono intervenuti per un raffronto responsabili delle federazione europee di Pallamano, Calcio, Basket, proponendo quello che essi intendono come modello sportivo europeo.

 

Il signor Medvedev ha messo di suo le idee in chiaro: faremo- se lo dice lui c’è da crederci- una lega unica, di 64 squadre divisa in conference, una europea e euroasiatica.

 

C’è da crederci perché questi è l’unico nel mondo dell’hockey europeo che dispone di un vero potere di iniziativa, fatto sta che questa operazione è già in atto, alla faccia degli euroallergici. (Inoltre economicamente è una ottima possibilità per far rientrare in Europa una parte della liquidità che ogni giorno si travasa nell’impero).

 

A non voler essere ottusi si capisce quali sono le sole alternative che rimangono all’hockey svizzero:

– proseguire nel cammino già in corso di consolidamento di una lega di provincia, ma sempre più periferica e isolata: sempre meno buoni stranieri e livello che andrà abbassandosi. E a breve uscire dal novero delle leghe dell’élite a cui siamo abituati.

organizzarsi e suggerire ai potenti orientali di divenire il vero e proprio cuore ricco di questa Conference occidentale, con tutte le attuali 12 squadre, a cui si potranno aggiungere altre realtà del centro-europa (per un Milano- idea di per sé bislacca- non avrebbe più senso? O preferisce giocare a Vladivostock?). E poi signori, qui ci sono soldi in arrivo, e più visibilità, e un innalzamento del livello.

 

I Russi stessi avrebbero da guadagnarci dal legame col campionato con più seguito d’europa. E a livello geopolitico (all’interno di questo sport, ma non solo) sarebbe un notevole riequilibrarsi, molto molto positivo per tutti. Unica condizione dev’essere il mantenimento di due conference molto distinte, con una finale unitaria, in modo da non creare una deleteria concorrenza che squadre occidentali non potrebbero reggere da subito.

 

26 squadre compongono l’attuale Khl, da Russia, Bielorussia, Repubbilca Ceca, Slovacchia, Kazakistan, Lettonia, Ucraina: ne mancano ben 38. È forse ora di muoversi? Sì, e in fretta, prima dei Tedeschi e dei restii nordici. Sfruttando il vantaggio  in visibilità mediatica e ricchezza delle squadre, perché nessuno rimanga tagliato fuori. Questo è il motivo fondamentale: c’è un patrimonio fondamentale da difendere, e la migliori difesa è, anche in questo caso, l’attacco.

3 Commenti a “Lo Zar del gas vuole la lega europea. L’hockey Svizzero deve svegliarsi!

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