struzzo di soncino

Urne quasi aperte, rettilinei finali e silenzio sui sondaggi: tutto questa settimana chiederebbe di parlare di politica. Ecco allora il giorno giusto per staccare la spina, per cinque minuti, dalle veroniche elettorali, e lanciarsi a piedi uniti nelle sciabolate più assurde degli ultimi sette giorni.

struzzo di soncinoUn ragazzo di Soncino, piccolo comune della provincia di Cremona, ha escogitato una burla da carnevale risuonata in breve per la bassa bresciana. Il giovane intraprendente si è messo all’opera per scrivere una locandina quantomeno inusuale: «Attenzione, avvistato uno struzzo di colore nero, 220 centimetri, 150 chili. L’animale non è pericoloso, in caso di avvistamento avvisare la Guardia Forestale. Grazie per la collaborazione». L’annuncio, corredato da falsi timbri del comune e una foto del pennuto, ha provocato una psicosi da struzzo tra gli abitanti dei dintorni: nei giorni successivi si sono moltiplicati gli avvistamenti-fantasma di esemplari neri e la leggenda, piano piano, ha cominciato a fare il giro dei paesi. L’apice della burla è arrivato quando il ragazzo di Soncino ha sfilato alla festa in maschera del paese con un costume da struzzo che, nello stupore generale, è valso il primo premio della gara, una coppa da due chili e qualche complimento in dialetto locale: «Ta set en genio!».

principe bassano del grappaDi tutt’altre burle si colora la curva di Bassano del Grappa, dove un sogno da coppa con le orecchie è andato in frantumi nella peggiore Istanbul di sempre: una giovane operaia era in procinto di convolare a nozze con un principe cinquantenne del Liechtenstein, che l’avrebbe salvata dalla sua condizione precaria per donarle un futuro di sfarzi e lussi. Peccato che il suddetto reale fosse un truffaldino di Monfalcone, provincia di Gorizia. La storia d’amore è durata poco più di due mesi, ma la scintilla tra i due aveva acceso un tale fuoco d’amore, da indurre l’operaia di Bassano a organizzare subito le nozze; a fuoco, tuttavia, era andato anche il conto della giovane, da quando il principe l’aveva convinta a spese folli per pagare – tra le altre cose – un abito da sogno (7500 euro), il banchetto nuziale (26 mila euro), i fiori (12500 euro) e le bomboniere (8000 euro). «Tanto è un principe» avrà pensato la giovane, anticipando tutti i soldi. Invece, il giorno delle nozze la sposa si è ritrovata da sola all’altare, con una cerimonia in bianco e un principe trasformato in rospo.

Ecco dunque le due palle volanti per un fine settimana da brivido: c’è chi vende struzzi per lazzi e chi sogni per soldi, la morale è sempre la stessa. Che siano pennuti o principi, cavalieri o operai, evitate di mettere la testa sotto la sabbia.

Con affetto elettorale,
il Raccattapalle

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