Italy v Japan: Group A - FIFA Confederations Cup Brazil 2013

Rimanere alzati fino a tarda notte per vedere la nazionale italiana subire tre gol e segnarne quattro ti lascia sconcertato e deluso. Come può l’Italia farsi impallinare in questo modo? D’accordo, gli azzurri hanno vinto, e apprezzo profondamente una squadra che tira due volte in porta e segna quattro reti. Ma una difesa così fa vacillare ogni certezza che ti eri costruito in tanti anni di calcio.

Italy v Japan: Group A - FIFA Confederations Cup Brazil 2013Proprio sulle pagine di questo sito ieri si raccontava la storia del grande Gipo Viani, che inventò il Vianema introducendo, di fatto, il catenaccio alle nostre latitudini. E ieri che mi combinano gli azzurri?
L’Italia le partite le deve vincere 1-0, non 4-3. Quello di ieri notte è stato uno squallido spettacolo di bassa lega, un calcio per quelli che guardano le partite sperando di «vedere tanti gol». Una di quelle partite che avrà fatto felice la gente come Blatter per cui l’importante è che ci siano tanti gol e diventi tutto uno spettacolo con i bambini che esultano ad ogni rete. Ma ai nostri figli dobbiamo insegnare che il calcio non è quello che vogliono farci credere, non è segnare un gol in più degli avversari, non è battere 4-3 il Giappone. Il calcio è innanzitutto una questione di identità, e l’identità italiana è quella di Burgnich e Rosato, Gentile e Scirea, Baresi e Maldini, Cannavaro e Nesta. Ieri nell’area azzurra si sbagliavano i retropassaggi e si mancavano le marcature come se non avessimo una storia difensiva da preservare e di cui andare fieri. Avevamo l’opportunità di dimostrare a una nazione come il Giappone, che nel calcio non vanta una grande tradizione, cosa significhi possedere un’identità calcistica secolare, e invece abbiamo giocato una partita come se stessimo interpretando una puntata di Holly & Benji.

Ma forse, a fare ancora più male dei gol subiti, sono le dichiarazioni di chi si dice felice perché si è divertito, perché si sono visti sette gol, perché è stata una gara ricca di colpi di scena, e altre simili oscenità. Mancavano solo le vuvuzelas ieri, e il circo sarebbe stato al gran completo.

Italia vs Giappone - Confederations CupInsopportabili, infine, anche quelli che urlano al «risultato bugiardo» e proclamano che «l’Italia non meritava di vincere». Se non tocchi palla per novanta minuti, se non ti riescono due passaggi di fila e non tiri mai in porta, ma vinci, hai meritato di vincere. Nel calcio vince sempre chi merita. Se la banda di giapponesi laureati non è stata in grado di portare a casa tre punti contro una difesa sì vergognosa, ha decisamente meritato di perdere.

Questo 4-3 notturno, che solo paragonare al mitico risultato dell’Azteca è uno sfregio vergognoso, ci metta in guardia dalla gara col Brasile. Se pensiamo di affrontare i verdeoro con una simile superficialità difensiva prevedo un’ecatombe. Ma tant’è, sulla panchina azzurra c’è qualcuno che si è messo in testa di trasformare l’Italia in un circo di palleggiatori che vince attraverso il bel gioco, e le speranze le ho francamente perse. Salvo miracoli, con il Brasile la nostra orgogliosa storia catenacciara subirà un altro sfregio. Tanto ciò che conta per Prandelli, Abete e Blatter è che Balotelli non si faccia espellere e che il fair play regni incontrastato. Se solo Chiellini facesse una telefonata a Claudio Gentile chiedendogli cosa vuol dire marcare un fuoriclasse brasiliano. Altro che fair play: calci, gomitate, maglie strappate, e i propri 16 metri difesi come Fort Alamo: così l’Italia ha fatto la storia. Adesso invece in area non marchiamo neppure più a uomo, ma “a zona” perché è più trendy. E Gipo Viani, lassù, starà piangendo lacrime amare sulla spalla di Nereo Rocco.

2 Commenti a “L’Italia deve vincere 1-0, non 4-3

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