Lady B

adriano_galliani_milan_newVentotto anni di onorata carriera, e poi sbattuto fuori di casa come un abusivo. Sembrava questo, fino alle ore 13 di sabato 30 novembre, il destino di Adriano Galliani: simbolo del Milan vincente dell’ultimo trentennio, la cui avventura aveva l’aria di essere giunta al capolinea. Un addio impensabile qualche anno fa, divenuto molto prevedibile alla luce di quanto accaduto negli ultimi mesi. Notizie di spaccatura, tra il noto Ad e la “piccola” Berlusconi, sono state riportate sulle pagine di tutti i quotidiani sportivi d’Italia, ma certo nessuno si sarebbe aspettato che un cambiamento di questa portata potesse avvenire nei modi scellerati coi quali in questi giorni pareva stesse concludendosi un’era.

Sabato all’ora di pranzo, attraverso Milan Channel, arriva inaspettatamente la notizia della riconferma di Galliani. Silvio Berlusconi annuncia: “Tutti restano al loro posto, il Milan va avanti con serenità”. Serenità. Uno stato d’animo che in casa Milan, vuoi le contestazioni interne, vuoi le polemiche esterne, negli ultimi due anni e mezzo non ha avuto la possibilità di esistere. Così come per Allegri a inizio estate, anche quella dell’amministratore delegato, più che una vera conferma, pare il prolungamento di un’agonia che cesserà comunque a breve. Silvio Berlusconi ha preferito aspettare, probabilmente il mese di aprile quando di fatto scadranno tutte le cariche del direttivo del Milan, per non destabilizzare ulteriormente un ambiente che mai come ora avrebbe bisogno di calma e concentrazione. La storia dimostra che i colpi di stato avvengono (o si tentano) soltanto in periodi critici e confusionari e, anche questa volta, nel microcosmo di una società calcistica, così è stato. Salvo che il golpe pare solo rimandato. Lady B ha provato a cogliere l’attimo; da tempo premeditava il colpo, ma solo grazie alla recente crisi di risultati ha potuto scagliare l’attacco decisivo che, purtroppo per lei, non è bastato. Dall’esonero di Leonardo nel giugno del 2010, passando per l’addio di Ambrosini di quest’estate, arrivando al probabile lascito dello storico amministratore delegato, la società rossonera ha dimostrato di non essere più in grado di gestire con metodo e con lo stile, che le erano abituali, le situazioni scottanti e i grandi cambiamenti.

berlusconi1Ormai chi lascia Milanello lo fa sbattendo la porta e non è un caso che la disattenzione del presidente, negli ultimi anni, non solo abbia portato a un impoverimento della rosa, ma sia andata anche a discapito dell’ordine societario. Berlusconi non ha più la situazione in pugno da un pezzo ed è sotto gli occhi di tutti. Le dichiarazioni rabbiose di Galliani dei giorni scorsi, ritenute fuori luogo dal presidente, paiono invece decisamente comprensibili a fronte di un patron assenteista che negli ultimi anni non è stato in grado di sostenerlo e negli ultimi mesi neppure di tenere a bada la sua stessa figlia. Galliani si dichiara favorevole al ricambio generazionale, ma allo stesso tempo si mostra offeso per il trattamento ingrato riservato a lui che è stato un pezzo di storia rossonera, un baluardo della dirigenza, e un vero amico del presidente. La bella favoletta del doppio amministratore delegato non è stata bevuta da nessuno e la preoccupazione del tifoso è che, quando avverrà il passaggio di testimone definitivo, la dolce donzella dimostrerà di non avere la stoffa per poter sostituire l’illustre dottor Galliani. È evidente che non sarà Barbara in persona a ricoprire il ruolo di Ad o Ds, ma verranno incaricati personaggi di rilievo; i nomi che circolano sono quelli di Sabatini e dei due ex Albertini e Maldini: personaggi importanti, ma che rappresenterebbero ad ogni modo un rischio.

WCGAZ12_0K9EJ93G--630x365Ma cos’è che veramente spaventa di Barbara ? L’astio del tifoso nei confronti di Lady B parte da lontano. Siamo nel gennaio 2012 quando un Galliani di lunghe, lunghissime, vedute ha praticamente ceduto, per una cifra vicina ai 35 milioni di euro, Pato al Parìs Saint Germain. Al tempo stesso è a un passo dall’acquisto di Carlos Tevez per 25 milioni circa. Un affare egregio, con un’ottima plusvalenza, che se andato in porto avrebbe cambiato la storia del campionato 2011/2012 e forse anche la storia del Milan.  Barbara, in nome della sua love-story, fa interrompere tutto da “papino” e così il Milan perde un’opportunità unica. Quando il papero venne ceduto un anno dopo, il rapporto con la figlia del presidente si era già notevolmente incrinato e pochi mesi più tardi i due si lasciarono definitivamente. Certo, questo è gossip; certo, si tratta di maligne supposizioni, ma in fondo tutti i sostenitori rossoneri sanno che è così che andarono le cose. Barbara non sembra proprio la personalità adatta a tenere in mano un club storico e prestigioso come il Milan. Le sue belle parole di progetto e rinnovamento nelle aree strategiche per il rilancio rossonero dovranno poi tradursi in fatti, ma il rischio è che si tratti soltanto di pura demagogia che ha trovato il capro espiatorio nel “povero” Adriano Galliani. Esatto, proprio lui, che è sempre riuscito a fare il massimo anche con le risorse al minimo. I milanisti sanno già che lo rimpiangeranno.

4 Commenti a “L’insostituibile Adriano e l’inadeguatezza di Barbara

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