Inghilterra maglie spot nike

Italy's Nocerino scores the decisive penalty shoot past England's Hart after the penalty shoot-out of their Euro 2012 quarter-final soccer match at the Olympic Stadium in KievÈ il 27 Giugno 2010 nel catino di Bloemfontein, la partita è finita. La Germania accede ai quarti di finale del Mondiale 2010 e gli inglesi tornano a casa con la beffa del clamoroso gol non convalidato. È il 24 Giugno 2012 allo Stadio Olimpico di Kiev e Alino Diamanti segna il rigore del 4-2. L’Italia si qualifica per le semifinali dell’Europeo e, ancora una volta, gli inglesi devono fare le valigie e tornare a casa. Per non farsi mancare niente, l’Under 21 agli Europei israeliani del 2013 offre una prestazione disastrosa con zero punti in tre partite, delle quali una contro l’Italia. Non c’è da stupirsi quindi se i tifosi dei Three Lions non siano molto fiduciosi sulle sorti del Mondiale brasiliano: sono diversi quelli che ritengono il passaggio del turno un ottimo risultato e l’approdo ai quarti un’autentica impresa e ciò ha effetto anche sulla squadra, tanto che la tranquillità mostrata da Hodgson e dalle nuove leve nelle ultimissime settimane ha stupito diversi inviati. Come se non ci fosse niente da perdere.

Eppure il buon Roy i suoi problemi li ha: l’undici titolare, lo spettro della malaria che aleggia sul ritiro di Urca, i dolori di Welbeck e di Oxlade-Chamberlain e infine l’Italia stessa. Già, perché in un girone che vede anche Uruguay e Costa Rica una sconfitta sabato sera significa avere già un piede fuori dal Mondiale, dando per scontato che la Celeste ottenga i tre punti all’esordio; per evitare che ciò accada è stato selezionato un interessante mix di esordienti ed habitué. Nel complesso è una nazionale giovane e sulla carta l’arma migliore è la velocità, anche se, come vedremo, nella pratica le cose diventano un po’ più complicate. Nonostante ciò i 23 scelti per la trasferta sudamericana sono tutti validi: in porta Joe Hart è la scelta obbligata e gli fanno da riserva Ben Foster del West Bromwich (6 caps in sette anni, ma reduce da una bella stagione tra i pali dell’Albion) e Fraser Forster, campione di Scozia col Celtic che ha esordito in Nazionale a novembre contro il Cile con una prestazione senza infamia e senza lode. Per il reparto difensivo sono sette i convocati e i ruoli sono dati quasi per certi: la linea a quattro vede a sinistra Leighton Baines, prima volta al Mondiale, in mezzo la coppia Jagielka – Cahill e a destra Glen Johnson. Della catena difensiva, l’anello debole è sicuramente il terzino del Liverpool, oggetto di critiche nel corso degli anni per il suo gioco ritenuto approssimativo. In panchina trovano posto la coppia del Manchester United composta da Phil Jones e Chris Smalling (che, detto tra noi, stanno bene lì) e il diciottenne Luke Shaw, ragazzo reduce da una grandissima stagione in quel di Southampton. Per i Saints sarà molto difficile resistere alle offerte dei top club che già iniziano a darsi battaglia.

Gerrard capitano ReutersIn mezzo al campo le due colonne Gerrard e Lampard fanno da chioccia a un gruppetto di enfant terribles: da Liverpool ci sono Henderson, Sterling e Ross Barkley (sponda Toffees), da Londra Jack Wilshere e Alex Oxlade-Chamberlain, da Southampton l’altro gioiellino Adam Lallana, secondo molti la possibile sorpresa, e infine da Manchester il roccioso James Milner che non è giovanissimo ma non ha ancora superato i 30 anni, ha ottima esperienza internazionale e dispone di grande duttilità potendo svolgere il compito di ala quanto quello di interno di centrocampo. Infine, il reparto offensivo. La punta di diamante, nonché il giocatore più rappresentativo della nazionale è Wayne Rooney. Con ogni probabilità giocherà alle spalle di Sturridge e sarà coadiuvato da Danny Welbeck, il terzo attaccante della rosa. In panca la riserva è Rickie Lambert, nuovo acquisto del Liverpool, che a dispetto dei 32 anni di età è esordiente assoluto al Mondiale con sei sole presenze all’attivo in Nazionale.

Come detto, presi singolarmente i ragazzi di Hodgson dispongono tutti di grandissime qualità. La pecca è che faticano ad assimilare un’idea di gioco, con risultati evidenti: la manovra spesso risulta lenta e congestionata e di conseguenza le speranze sono riposte in una giocata o in un calcio piazzato. L’impasse viene superato con tanto movimento e gioco rapido a terra dato che Sturridge è poco adatto al lavoro di protezione della palla spalle alla porta, un tipo di gioco per il quale un giocatore come Andy Carroll sarebbe stato perfetto. Meglio invece quando si tratta di avventarsi su un cross in area dove la punta del Liverpool compensa il divario fisico con il gioco d’anticipo. Gioco a terra che in mezzo al campo può contare su diversi interpreti, Stevie G su tutti, il quale a sua volta può affidarsi al lavoro di copertura di Henderson, anche lui dotato di un piede ben educato.

England arrive in Brazil reutersQuella dei Tre Leoni è una Nazionale in fieri: si sta assistendo al cambio della guardia e per assurdo potremmo dire che il Mondiale 2014 è un torneo di transizione dove alcune potenzialità notevoli cominceranno a farsi notare. Mi azzardo ad affermare che forse gli inglesi stessi sottovalutano ciò che i loro 23 sarebbero capaci di fare, ma ritengo tali capacità limitate dalla poca alchimia degli undici titolari. Oggettivamente la spedizione in terra brasiliana non può ambire a niente più che una prestazione dignitosa, ma ciò non toglie che soprattutto in un torneo così importante il divario tecnico può essere colmato dal cuore, risorsa di cui i ragazzi di Hodgson dispongono in abbondanza. Se poi l’Olanda rifila cinque gol ai campioni in carica, perché abbattersi prima del tempo?

2 Commenti a “L’Inghilterra in cui non crede nessuno

Rispondi