luca paolini het nieuwsblad

luca paolini het nieuwsbladLa vittoria conseguita alla Omloop Het Nieuwsblad sabato scorso è il premio alla carriera per Luca Paolini. Gregario esemplare, di certo meno famoso e appariscente di altri suoi colleghi, il ciclista milanese è uno sempre presente nei momenti decisivi, o per mettersi a servizio dei propri compagni, oppure per cercare gloria personale.

Il lombardo, passato professionista nel 2000 con la Mapei, è stato tra i migliori gregari di Bettini, propiziandogli, come suo ultimo uomo, i principali successi. Basta solo ricordare la Sanremo del 2003, vinta da Bettini lanciato sul traguardo dalla progressione di Paolini sul Poggio. Proprio da quella stagione è entrato in pianta stabile nella squadra azzurra distinguendosi per la sua capacità di leggere la corsa e per il lavoro in favore dei propri compagni. Non va poi dimenticato il mondiale del 2004, a Verona: in quell’occasione salvò la spedizione azzurra aggiudicandosi il terzo posto nella prova in linea.

paolini al traguardoScorrendo rapidamente l’intera carriera del ciclista azzurro si capisce bene come la vittoria di sabato sia il coronamento di una grande carriera. La corsa Belga non ha nulla da invidiare alle altre corse più blasonate che si disputano nelle Fiandre. Il “piccolo Fiandre“, termine con il quale viene anche definita la gara, si disputa spesso, come l’edizione appena conclusasi, in condizioni meteo proibitive, e il tracciato è caratterizzato da strade strette e impervi strappi, spesso in pavé, che tagliano le gambe ai corridori. Per poterla vincere occorre una grande capacità di leggere la corsa in modo da muoversi al momento giusto, evitando di sprecare energie. Qualità che sono nel dna di Paolini, e la sua condotta di gara sabato scorso è stata da manuale: pronto nel seguire Chavanel nella fuga decisiva, e poi altrettanto reattivo nel lasciare i compagni di fuga, anticipando così Boonen, in compagnia del belga Vandenbergh che ha poi regolato allo sprint.

Paolini, insomma, lo scorso fine settimana non ha ottenuto solo una vittoria per sé, ma per tutto il movimento ciclistico dimostrando come questo sport non sia solo un corpo malato dal cancro doping. Si spera, questo punto, che sia solo il primo successo azzurro stagionale nelle grandi classiche: vedremo già alle Strade Bianche, in programma il prossimo sabato, se altri corridori italiani seguiranno il suo esempio.

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