alex liddi

«Mamma mia!», twittava ieri notte l’account di ESPN America. Sì, perché la scorsa notte in Stati Uniti è stata una notte molto italiana: tutto merito di un ragazzo di ventitré anni che ha messo a segno il primo grande slam della sua carriera.

Stiamo parlando di baseball, Major League, e dallo scorso settembre, se ancora non ve ne siete accorti, Alex Liddi, sanremese, figura nella rosa della prima squadra dei Seattle Mariners. Ieri sera per la prima volta ha battuto un fuoricampo a basi piene, il cosiddetto grand slam, regalando quindi quattro punti alla propria franchigia. È il secondo italiano nella storia a riuscirci, dopo Reno Bertoia, bandiera dei Detroit Tigers negli anni ’50. E il suo colpaccio ieri ha fatto il giro dei media americani, tanto che è stato coniato il termine  “gran salami” per sottolineare le origini italiche dell’autore del grande slam.

Alex Liddi è partito qualche anno fa dall’Italia per inseguire il suo sogno americano, un sogno che, battuta dopo battuta, match dopo match, sta riuscendo a realizzare. Gioca infatti con sempre maggiore frequenza, e attualmente detiene la seconda miglior media in attacco dei Mariners. E ieri, dopo l’impresa contro i Rangers, si è anche preso la sua prima torta in faccia dai compagni mentre era davanti ai microfoni, tradizione riservata al migliore in campo.

 

Immaginatevi un calciatore americano che segna una tripletta in Serie A: ecco, quello accaduto ieri al Safeco Field può essere paragonato all’exploit di uno statunitense nel nostro campionato di calcio. Perché il baseball è, dopo il football, il più americano degli sport. E infatti in Italia non ha praticamente seguito, tanto che di Liddi, se si esclude qualche lungimirante giornalista (come ad esempio Mario Salvini sul suo ChePalle! Blog), dalle nostre parti si comincia a sentir parlare solo ora.

 

Non pensate che chi stia scrivendo sia esperto di baseball, tutt’altro! Ma proprio le prime imprese di Liddi (il suo primo home run, fuoricampo, risale allo scorso settembre) mi hanno sospinto con curiosità ad interessarmi a questo sport. Che, vi garantisco, è quantomeno piacevole da seguire in televisione, soprattutto se c’è un italiano sotto la luce dei riflettori. I ritmi sono lenti rispetto a una partita di calcio o ad un incontro di basket, ma il baseball sa sorprenderti sul divano proprio quando cominci a pensare che sia un match noioso.

Le imprese di Liddi possono davvero essere l’occasione per avvicinarci tutti quanti a questo sport così famoso e popolare oltreoceano, tanto che ne sentiamo frequentemente parlare nei film e nei romanzi americani, ma di cui siamo assolutamente ignoranti.

 

Anche perché è quantomeno curioso che le nostre strade siano piene di ragazzi che girano con il capellino degli Yankees perché fa figo, così come è piuttosto ridicolo che tutte le ragazze sappiano chi fosse Joe Di Maggio perché sposato per un periodo con Marylin, ma, contemporaneamente, nessuno sappia cosa sia un inning.

 

twitter@mocc88

 

Clicca qui per vedere il grande slam di Alex Liddi

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Leggo Tex Willer e fumo Camel Light.

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