anna e marcel

libriEntrare in una libreria è un’esperienza unica, per certi versi è addirittura mistica. Ci si muove tra gli scaffali passando con lo sguardo tutti quei libri nella speranza, che a volte è certezza, che uno di essi inizi a parlarti solo dal titolo. A quel punto inizia un altro processo altrettanto particolare ed estremamente personale: c’è da capire se quello è il libro giusto. Alcuni leggono l’ultima pagina, altri il riassunto, che solitamente offre una panoramica generale. Poi ci sono quelli che lo aprono a metà e leggono una pagina a caso, quelli che ne annusano le pagine  oppure quelli che si fidano di quel primo approccio nato solo grazie al titolo. Finita anche questa operazione, si va in cassa e si porta a casa questo piccolo grande dono e si inizia a leggerlo. Ci sono principalmente due tipi di libri: quelli che prendono e rapiscono dopo poche pagine oppure quelli che invece occorre “studiare”, in cui il rapporto che si deve instaurare tra lettore e lettura è complesso e necessita di più tempo. Sono quei libri che però, quando iniziano  a “divorare”, non mollano più: avvolgono nella loro magia e non si può più staccarsene finché non si concludono, e rimane quel retrogusto amaro che sembra brutto ma invece ricorda per giorni, mesi e anni, le emozioni che si sono vissute durante la lettura.

Approcciarsi allo sci è un po’ la stessa cosa. È un’esperienza di vita piena di emozioni e di fatiche e, in un Paese nel quale il calcio è padrone incontrastato della vita sportiva di tutti i giorni, non è facile appassionarsi di altri sport e lo sci non fa eccezioni. Le prime fasi dell’approccio sono quelle della curiosità, dello stupore e delle domande: sulle regole, sul tipo di specialità, sul perché una cosa piuttosto che un’altra. Poi, una volta deciso che piace, arriva la fase della prima cotta. E come per i libri dove qualcuno legge l’ultima pagina e qualcuno solo il titolo, così nello sci alcuni iniziano ad affezionarsi al campionissimo che vince sempre e altri all’outsider che piazza un risultato ogni tanto. La stagione di sci di quest’anno è stata, alla fine, proprio come leggere un libro. Sia per quanto riguarda le gare maschili che quelle femminili. In modo diverso ma ugualmente speciale.

Hirscher of Austria celebrates on the podium with Norway's second placed Jansrud and third placed Pinturault of France at the Alpine Skiing World Cup Finals in MeribelIl libro azzurro, quello delle gare maschili, è stato uno di quei libri che colpiscono fin dalle prime pagine, con ben delineati i protagonisti principali. È stata una stagione iniziata nel segno di due ragazzi, un norvegese e un austriaco, rispettivamente una mezza sorpresa e una conferma pronosticata ma non scontata. E non potevano essere due avversari più diversi: da una parte il velocista, l’uomo delle discese e dei Super-G, dall’altra il cannibale delle discipline tecniche, quel ragazzo dagli occhi di ghiaccio che lascia poco o nulla agli avversari. Da una parte Kjetil Jansrud, che raccoglie il testimone di sfidante dalle mani del compagno Svindal infortunato, dall’altra Marcel Hirscher, agguerrito più che mai a non mollare lo scettro che da tre anni teneva saldamente fra le mani. È stata una sfida bella, emozionante e ribattuta dai due atleti punto per punto. Con l’austriaco sempre davanti di un soffio. Alle finali di quest’ultimo weekend, a Meribel, Jansrud si avvicina prepotentemente, conquista le coppe di specialità sia di  Discesa che di Super-G; sembra il preludio ad uno scippo in piena regola nei confronti di Hirscher. Poi però il colpo di scena, proprio come nei libri quando sono quasi alla fine e accade qualcosa di inaspettato: Jansrud rinuncia a partecipare allo Slalom speciale, consegnando di fatto la Coppa Generale a Hirscher. L’austriaco ringrazia, e chiude il Libro Sci di quest’anno come meglio non avrebbe potuto: le Coppe di specialità di Slalom e Gigante e quella della classifica Generale, diventando il primo di sempre a vincerla per quattro stagioni consecutive.

Lindsey Vonn of the US poses with her two Globes after winning the World Cup women's Super G race at the Alpine Skiing World Cup Finals in MeribelIl libro delle ragazze invece è stato diverso, è stato uno di quei libri che necessitano di più tempo per essere apprezzati sul serio. Troppr primedonne pronte a combattersi sulle lunghe discese di Coppa del Mondo per poter innamorarsi come se ci fosse un colpo di fulmine. È stato un processo più lungo, con un corteggiamento non eclatante ma sicuramente costante e, nel suo piccolo, pieno di colpi di scena. È stato come quei libri che, dopo quella prima fase di “studio”, man mano che si leggono ti entusiasmano sempre di più fino a costringere il lettore a stare sveglio tutta la notte per finirlo. Tina, Lindsey, Anna e, perché no, Mikaela. Quattro ragazze speciali a loro modo, che sono entrate nelle pagine di questa stagione più o meno prepotentemente ma che, una volta entrate, non ne sono più uscite. Innamorarsi di Lindsey Vonn è un po’ come innamorarsi di una Ferrari, può essere scontato ma non finisce mai di regalarti emozioni. Quest’anno Lindsey è finalmente tornata, e lo ha fatto alle grande, parentesi Mondiali a parte: ha infatti concluso dominando la classifica finale di Discesa Libera  e anche quella di Super-G. È stata come quei personaggi dei libri che si sa che, in qualche modo, conquisteranno i loro obiettivi, ma che non per questo smettono di stupire. Mikaela invece è stata la tipica eroina nuova, che non finisce con il trionfare ma che, in qualche modo, porta sempre a casa il suo. Un Mondiale in cui non ha deluso, nonostante la pressione di giocare in casa, e una Coppa, quella di Slalom, che è la terza consecutiva per la neo diciannovenne americana. Infine ci sono Tina e Anna, la Maze e la Fenninger, la slovena e, anche qui, l’austriaca. Sono state le classiche protagoniste di quei libri che iniziano in sordina per poi crescere, per emozioni trasmesse e qualità di scrittura, pagina dopo pagina. La sfida tra le due è stata proprio così: ricca di colpi di scena, mai scontata. Un’esperienza unica che, una volta che afferra, non molla più. Una battaglia, quella tra le due campionesse, combattuta lealmente e a suon di punti: tanti, quelli totali, pochissimi quelli che alla fine le separeranno.

Fenninger of Austria holds the Globe trophy on the podium after winning  the women's giant slalom race at the Alpine Skiing World Cup Finals in MeribelIl libro sci rosa è stato davvero speciale, in particolare nelle ultime pagine. Pagine ricche di colpi di scena, di ribaltoni continui. Si è arrivati alle ultime gare di Coppa del Mondo con Tina in testa su Anna, poi però c’è stato l’effetto Mondiali che ha trascinato la Fenninger al primo posto a suon di vittorie (ben quattro) e così si è arrivati alle finali di Meribel con la Fenninger avanti di pochissimi punti sulla Maze. Poteva sembrare una storia finita; poi però ci si è accorti che non era così, proprio come quando si legge un libro e quando si pensa sia terminato ci si rende conto che mancano ancora un po’ di pagine. Le gare di Discesa Libera e Super-G vedono la slovena accorciare prepotentemente su Anna Fenninger. Il colpo di scena vero arriva però dallo Slalom: Anna decide di gareggiare nonostante non lo abbia mai fatto durante la stagione; il risultato è che lei chiude al venticinquesimo posto mentre la Maze arriva quarta e conquista il primo posto in classifica generale con un + 18 sull’austriaca. Manca solo il gigante. La gara è spettacolare e vede trionfare, dopo le vittorie a Sochi l’anno scorso e ai Mondiali quest’anno, Anna Fenninger; Tina Maze è “solo” terza, ma il podio non le permette di mantenere il primato in classifica generale che passa in mano alla Fenninger, che in una sola gara conquista Coppa di Specialità e Generale.

Fenninger of Austria is congratulated by  third placed Maze of Slovenia after winning the women's giant slalom race at the Alpine Skiing World Cup Finals in MeribelSono state pagine entusiasmanti quelle di questa stagione, ricche di soprese ed emozioni, che si sono chiuse come meglio non potevano. Basta guardare a quello che ha scritto Anna Fenninger, dopo la vittoria e come commento ad una foto che la ritraeva con Tina Maze, “tough fight… in the end – still friends!  thank you Tina, you are amazing!”  a testimonianza della bontà della sfida tra le due. Ora il Libro Sci  è finito. Però, come per i libri veri, nulla vieta di tornare in libreria per cercarne un nuovo libro da leggere mentre si aspetta, con ansia e impazienza, il proseguo del libro che si è appena finito. Libro che, per lo sci, uscirà ad ottobre.

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Un commento a “Libro sci: dal vecchio Hirscher alla nuova Fenninger

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