Juventus' coach Antonio Conte reacts aft

conte esultaAntonio Conte lo aveva capito già due mesi fa, dopo l’ultima giornata di campionato: questa Juventus, la sua Juventus, tanto di più non poteva fare. Difficilmente poteva fare bene in Europa, quasi impossibile bissare i 102 punti in Italia, molto complicato riuscire ad avere di più da gente che aveva spremuto fino all’ultima goccia negli ultimi anni. Non era questa rosa che poteva dargli il salto di qualità, aveva bisogno di più: non riusciva ad accettare che nel nostro calcio italiano chiedere Sanchez, Di Maria o Cuadrado fosse chiedere la luna, che trattenere Vidal per oltre 40 milioni non possa proprio chiederlo.

vidalIl ritornello che il mister leccese ha ripetuto fino alla noia negli ultimi tre anni è stato: “Stiamo facendo qualcosa di straordinario”, tanto snobbato da tutti quanto fottutamente vero. Quello che Conte ha fatto con Barzagli, Asamoah, Bonucci, Lichtsteiner e Marchisio è qualcosa che difficilmente altri allenatori sarebbero stati in grado di fare, quello che Antonio Conte ha fatto per la Juve negli ultimi tre anni è qualcosa che nessun altro allenatore sarebbe riuscito a fare. Conte prese la Juve da due settimi posti consecutivi e l’ha riportata in testa al calcio italiano, dandole un gioco, un modulo, dei leader e un carattere (seppur da affinare a livello europeo). È chiaro che di fronte a degli obiettivi personali che parevano tarpati ha deciso di farsi da parte. Non lo ha fatto perché vuole ritagliarsi uno spazio nella storia, per quello c’è già, non credo che nel trattare con la cosa che ha più cara abbia ecceduto di megalomania, ma si è mostrato una persona normale che non gode nell’accontentarsi, ma che vuole sempre di più. Nel basket succede spesso che il coach in un momento di difficoltà della propria squadra si faccia cacciare per dare una scossa a tutti; mi piace pensare che Conte abbia fatto la sua scelta anche per questo: per ridare foga e voglia di vincere ad un gruppo che, inevitabilmente, si sarebbe presentato alla nuova stagione superbo e senza bava alla bocca; un gruppo, una società, una storia a cui è troppo legato per lasciarla sbattendo la porta in faccia, e in questo senso il messaggio lasciato con estrema tranquillità è segno del rapporto di grande stima che sarà mantenuto.

conte marottaLa situazione è tale che non c’è da accusare nemmeno la dirigenza: Marotta negli anni juventini, sicuramente ben consigliato da Conte, è cresciuto, arrivando a diventare uno dei migliori del settore; va bene essere accecati dalla rabbia ma dimenticare in un colpo solo gli acquisti di Barzagli, Pirlo, Pogba, Tevez e Llorente mi sembra davvero troppo. Per fare il mercato ci sono ancora due mesi, e si partirà da una base di ottimo livello: migliorarla con innesti giovani non troppo costosi sembra il monito della società, e forse può essere il modo migliore per continuare il ciclo (una sorta di modello Bayern, con tutte le lecite proporzioni). Il primo ad essere messo alla prova sarà proprio il buon Beppe, ma poi verranno i vari Pirlo, Buffon, Tevez e Barzagli: sono loro i primi a dover tirare fuori gli attributi e dimostrare che la Juve degli ultimi anni non era solo la Juve di Conte. Che i senatori facciano i senatori, i saggi della squadra che mettono a disposizione la loro “forza” nello spogliatoio per dare un aiuto al nuovo tecnico che verrà; lo spettro dell’Inter post-Triplete è dietro l’angolo. Poi certamente il tifoso ha sempre ragione, e non dico ai numerosi juventini inferociti di fare cartelli pro Allegri o tweet inneggianti all’ex mister milanista, ma è anche vero che il compito del tifoso è quello di tifare non di scegliere l’allenatore. Dire “ne abbiamo viste anche di peggiori”, riferendosi a Calciopoli e ai vari Ferrara, Zaccheroni e Del Neri, mi sembra il modo migliore per farsi mandare a quel paese dai sostenitori bianconeri, ma se c’è una cosa che Conte ha davvero riportato è l’orgoglio di essere juventini, e di questo i supporter si devono fare portatori. Questo né un disastroso campionato con Allegri, né il mancato arrivo di Iturbe possono cancellarlo.

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«Le cose non succedono, le cose vengono fatte succedere» (JFK). «Ci sono due modi per tornare dalla battaglia: con la testa del nemico o senza la propria» (PDC).

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