Berlusconi ai saluti

Non lo si dice chiaramente, per ora. Si sussurra, si mormora, si spera. È un pensiero che si fa sempre più indiscreto tra i tifosi rossoneri, come un gocciolinare che diventa via via più insistente: la stagione di Berlusconi al Milan è giunta al termine e i primati rossoneri sembrano cibo per le orde delle altre squadre europee.

 

Il Milan nei 26 anni e mezzo di presidenza berlusconiana ha conosciuto la sua età dell’oro. Nessuna squadra nella storia ha fatto meglio: 8 Scudetti,

6 Supercoppe Italiane, 5 Coppe dei Campioni, 5 Supercoppe Europee, 3 Coppe Intercontinentali, 1 Coppa Italia. 28 trofei in 26 stagioni. Abbiamo ancora le lacrime agli occhi.

Seppure anche in questi anni ai tifosi non sono stati risparmiati dolorosi addii (due nomi: Kakà e Shevchenko), la squadra ha sempre resistito alla partenza dei fuoriclasse rimanendo costantemente tra le top d’Europa.

 

Cosa è cambiato in un’estate? Il Milan attuale non è in fase di ristrutturazione, ma di smaltimento. I saluti a Ibra, Thiago Silva, Van Bommel, Seedorf e Nesta, a cosa sono serviti? A ripianare il bilancio, o come va di moda adesso, al Fair Play. E ora questa è una squadra che non crede più in se stessa. La colpa non è di Allegri (che, poveraccio, pensava di guidare una Ferrari e si ritrova  a bordo di una 500 di seconda mano, tra Acerbi e Constant), ma sono la società e il suo presidente che hanno mollato.

Per tornare a vincere occorre investire. Non servono cifre da capogiro, ma bisogna portare avanti un progetto. Che il Cav. non se la passi bene come una volta lo testimonia la vendita della sua megavilla in Sardegna. Ma ai sacrifici i tifosi sono disposti. Quello che non possono sopportare sono tre cose: vedere la propria squadra trascurata e bistrattata, un amministratore delegato che tra prestiti annuali e promesse di pagamento non sa più dove sbattere la crapa pelata, e la figlia del presidente che spadroneggia intrip-pata.

 

I 28 trofei del Cavaliere fanno parte di un passato sempre più lontano e irraggiungibile. Se per tornare a vincere serve cambiare proprietà così sia. Ma subito, prima di crolli strutturali. Le proposte ci sono, si cominci a trattare. L’era di Berlusconi è stata la più grande di sempre, starà a lui dimostrarsi il migliore anche ora facendosi da parte. E portandosi via anche Galliani.

 

twitter@martinofilippi

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