SERIE B: SASSUOLO - VARESE

di francesco sassuoloÈ solo una questione di tempo, di ore, di giorni. Il Sassuolo lunedì sera, tra le mura amiche del “Braglia” di Modena, potrebbe già festeggiare la promozione dopo una rincorsa durata ben cinque anni. Come la Juventus nel 2006-2007, i nero-verdi hanno tenuto un ritmo da record, in testa sin dalle prime giornate: con all’attivo 80 punti in classifica e con ancora tre partite al termine possono migliorare lo score di punti della stessa Juve, che nella stagione in B si fermò a 85 (con una penalizzazione di 9 punti). Una gran bella rivalsa dopo la sconfitta nei play-off dell’anno scorso di fronte alla Sampdoria e dopo il sogno accarezzato con Stefano Pioli in panchina nel 2009-2010.

L’avventura di questa squadra provinciale (Sassuolo è un comune in provincia di Modena con 42.000 abitanti) iniziò nel 2008 quando uno sconosciuto giovane allenatore, Massimiliano Allegri, la portò dalla C1 (Lega Pro Prima Divisone, per i pignoli) alla B. Poi, in un anno di transizione con Mandorlini sulla panchina, la neo-promossa si classifica al settimo posto in classifica meravigliando tutti. L’anno seguente arrivano i playoff, con la semifinale persa contro il Torino, ma nella stagione 2010-11 la squadra va in crisi, e riesce a catturare una difficile salvezza ottenuta nelle ultime giornate di campionato. Ma non poteva essere quella la dimensione della società, che voleva confrontarsi con i grandi: e infatti l’anno scorso Pea ha sfiorato l’accesso in Serie A (sfumato nei play-off nella doppia sfida contro la Sampdoria), Serie A che Eusebio Di Francesco, ex centrocampista della Roma di Zeman e ex allenatore del Lecce, ha ormai conquistato con largo anticipo.

squinzi sassuoloIl Sassuolo, con 73 gol, ha il miglior attacco della serie cadetta, e con 24 vittorie ha davvero schiacciato tutti. È una squadra molto solida, spettacolare e offensiva – il 4-3-3 è il marchio di fabbrica – e con parecchi giocatori che sono già all’attenzione di molte big. Gente come Boakye, orbita Juve, Chisbah, classe ‘93, Berardi, classe ‘94 anche lui nell’orbita della Juve, Masucci, Pavoletti, Missiroli, Terranova, difensore con il vizio del gol, e Magnanelli, sono stati gli artefici della scalata della squadra. Una bella storia quella del Sassuolo, dove non si deve dimenticare chi ha preso la squadra nel 2004, quando era sul fondo della C2, e ha speso soldi e riempito di sogni e speranze una città: il patron Giorgio Squinzi, numero uno di Confindustria. Sulle maglie nero-verdi appare lo sponsor Mapei, industria specializzata in collanti industriali di proprietà del presidente, che sta riportando il modenese in serie A, dopo il biennio del Modena tra il 2002 e il 2004.

L’avventura del Sassuolo insegna che, anche con un budget striminzito, si possono far crescere giovani e giocatori e vincere partite e campionati: sono questo genere di sfide che fanno bene al calcio e che fanno innamorare di questo sport. E chi lo sa che magari l’anno prossimo il Sassuolo non riesca a lasciare il segno anche in serie A…

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