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Basta una notte per stravolgere una vita comoda.
Michael e Joanna sono sposati da tre anni e vivono a New York City. Stanno insieme dal college, e il matrimonio è venuto quasi da sé. Ma la fragilità del loro rapporto è destinata a venire a galla in una notte.
Michael a Philadelphia, in un viaggio di lavoro con Laura, la nuova affascinante collega, e Joanna a casa, con un vecchio amore di passaggio in città.
Entrambi saranno costretti a capire il senso del loro matrimonio, a riconsiderare la scelta fatta tre anni prima, e a prendere una decisione.

Last Night, scritto e diretto dall’iraniana Massy Tadjedin, è un film uscito nel 2010 e passato ingiustamente in sordina.
Riuscire a raccontare una storia coinvolgente e non banale in poco più di 90 minuti, ambientandola in una sola notte, non è assolutamente un’impresa facile.
Tanto più se i temi trattati sono importanti e universali come l’amore, il matrimonio, la fedeltà, il tradimento e il perdono.
La Tadjedin riesce in quest’ardua impresa, costruendo dialoghi precisi e suggestivi, che come decise pennellate creano spunti di riflessioni interessanti.
Seguendo i due protagonisti, Michael e Joanna, Massy Tadjedin delinea il percorso della tentazione, mettendone in luce due esiti: il tradimento carnale e il tradimento mentale.
Quale sia poi il peggiore, sta allo spettatore deciderlo. Il finale stesso non si pone come risposta, ma come ultimo grandissimo punto di domanda che sovrasta ogni tipo di moralismo, e che lascia allo spettatore non un amaro in bocca risolutivo, ma un rilancio interessante.
Last night è un film che sembra voler tirare dentro il pubblico, chiedendo una sua opinione, mettendo in gioco tutti gli strumenti possibili per coinvolgerlo e per spingerlo a fargli prendere su di sé il dramma rappresentato.
Non per niente le riprese sono impersonali, non mostrano il minimo giudizio, le scene sono numericamente le stesse sia per lui che per lei, non ci sono parti, non ci sono giustificazioni, non ci sono scuse.
È un’oggettiva carrellata, sempre più intensa, di una notte.
L’ultima.
E il significato di questo “ultima” è tutto in mano a chi guarda.
La notte in cui Michael si ritrova attratto dalle tentazioni di Laura, la stessa notte in cui Joanna si chiede se una vita con Alex sarebbe stata migliore.

Molto del merito – oltre alla scrittura profonda e quasi teatrale della Tadjedin e alle musiche perfettamente in bilico tra il fiabesco e il gelido realismo di Clint Hansell – bisogna riconoscerlo al grande cast: una Keira Knightley fragile e intensa, un Sam Worthington  perfetto nell’interpretare la dilaniante indecisione di un uomo tentato, un Guillame Canet leggero, sensuale ed elegante, e una Eva Mendes  che nel ruolo di una tentatrice non scontata offre una convincente performance.

Last night è un film assolutamente consigliato, possibilmente da guardare in compagnia. Perché è il classico esempio di chi tira il sasso e nasconde la mano. Lancia domande interessanti, e il bello è trovarsi a discuterne dopo i titoli di coda.

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