Giuseppe Rossi escluso reuters

Perin azzurro apPortieri: Buffon (Juventus), Sirigu (Paris Saint Germain), Perin (Genoa).
Scontata. Nessuno, dalla diramazione del listone dei 30 pre convocati, si aspettava sorprese. Personalmente non mi spiego la convocazione del giovane portiere del Genoa, che è stato sì protagonista di una stagione buona – niente di più – con i rossoblu, ma in due anni di massima serie non ha certo portato il mondo del calcio a strabuzzare gli occhi innanzi alle sue prestazioni come invece prometteva chi lo conosceva da tempo. Giovane, di prospettiva, ma ancora inesperto ed immaturo visto che neppure con l’Under 21 è mai stato titolare – tre allenatori diversi gli hanno preferito altri giovani, un motivo ci sarà? Forse un estremo difensore di maggior esperienza meritava più di Perin il ruolo di terzo portiere per questo Mondiale, forse proprio Mirante.

Paletta reutersDifensori: Abate (Milan), Barzagli (Juventus), Bonucci (Juventus), Chiellini (Juventus), Darmian (Torino), De Sciglio (Milan), Paletta (Parma). RISERVA: Ranocchia (Inter).
Scelte giuste e logiche quelle di Prandelli per quanto riguarda il reparto arretrato. A casa Maggio e Pasqual, sin dal primo giorno di pre ritiro dimostratisi fuori condizione e lontani dal poter giocarsi una vera chance Mondiale, dentro invece Darmian che anche contro l’Irlanda è stato uno dei migliori. Romulo, che era praticamente certo di andare vista la sua duttilità, deve invece masticare amaro a causa di un problema fisico. Unico dubbio: Paletta nei 23 e Ranocchia riserva. Il difensore del Parma ha mostrato evidenti carenze fisiche e tecniche anche contro l’EIRE, carenze che una buona stagione non possono certo nascondere. Seppur sia un discreto marcatore, davvero avevamo così bisogno della sua “italianizzazione” quando ci sono giocatori come Ranocchia, quanto meno di pari livello? Solito dilemma tra oriundi e non oriundi.

Montolivo infortunio reutersCentrocampisti: Aquilani (Fiorentina), Candreva (Lazio), De Rossi (Roma), Marchisio (Juventus), Thiago Motta (Paris St. Germain), Parolo (Parma), Pirlo (Juventus), Verratti (Paris St. Germain).
L’infortunio a Montolivo è stato un duro colpo per il morale e per le idee di gioco di Prandelli, ma ha definitivamente aperto le porte azzurre a Verratti. Partiamo da un presupposto importante: Montolivo è bravo, ma non ha mai fatto fare un salto di qualità né al centrocampo della Fiorentina che a quello del Milan. Allora perché disperarsi per la sua assenza? Tatticamente anzi oggi Prandelli ha una risorsa in più. Con questi convocati un centrocampo a 4 sui generis sarebbe l’opzione perfetta, con De Rossi a fare il mediano vecchio stile, pronto ad aiutare la difesa quando i terzini spingono ed il frangiflutti nel momento in cui gli avversari attaccano. Innanzi a lui Pirlo, Marchisio ed uno tra Thiago Motta o Verratti avranno il compito di tessere le fila del gioco. Un 4-1-3-2 che con Montolivo non era propriamente attuabile date le caratteristiche diverse del rossonero rispetto a Thiago Motta e Verratti, che si giocheranno ora invece le chance per una maglia da titolari.

lorenzo_insigneAttaccanti: Balotelli (Milan), Cassano (Parma), Cerci (Torino), Immobile (Torino), Insigne (Napoli).
Pepito a casa ed i tanti che tifavano per lui delusi ed amareggiati. La sua esclusione scriverà una piccola pagina di storia, come accadde per quella di Baggio nel 2002 decisa dal Trap. Nonostante ciò la scelta di Prandelli ha un senso: dal momento in cui Cassano ha scalato le gerarchie, l’ipotetico posto di seconda punta che doveva essere di Rossi è stato assegnato al barese e così l’attaccante della Fiorentina è divenuto sacrificabile. Portarlo non al 100% sarebbe stato un rischio, anche mediatico, perché la stampa avrebbe messo una pressione incredibile addosso a Prandelli per sapere quando Rossi avrebbe giocato e soprattutto se avrebbe giocato. Insomma, un ragazzo scomodo da tenere in panchina, seppur non per suoi problemi caratteriali. Alla fine il tutto è andato a vantaggio di Insigne. Il napoletano non è reduce da una stagione fantastica, ma è cresciuto tanto. Abbastanza da meritare l’azzurro più di altri, tipo Destro? Per me no, ma la vera differenza l’ha fatta la duttilità di Insigne, in grado anche di ricoprire i ruoli di esterno in un attacco a tre, di trequartista o di seconda punta. Alla fine a vincere è stato Benitez, perché grazie al modo in cui ha sfruttato Insigne nel suo Napoli il ragazzo ha ottenuto il pass Mondiale.

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Crede nello sport come forma di narrazione, è Dottore in giurisprudenza perché crede ancora nella giustizia e legge per tenere i piedi ben saldi sulle nuvole. Ha trovato una Winston blu. L'ha fumata. @Andrea_Ross89

Un commento a “L’analisi dei 23 di Prandelli

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