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Nuovo appuntamento de La Voce dell’Ideologia: la Juve c’è, il Milan pure, l’Inter probabilmente non c’è mai stata.

JUVENTUS

sarri.higuain.abbraccio.juve.napoli.SPORTMEDIASET.2016.2017.750x450Cantavano gli 883 che “Tutto va come deve andare, o per lo meno me lo auguro”. Beh probabilmente è da quel 26 luglio che ci auguravamo un epilogo così. Da quando cioè Gonzalo Gerardo Higuain ha firmato quello che probabilmente è stato il trasferimento più clamoroso del calciomercato. Dal Napoli all’odiata Juve. Però noi, finché una città intera insorgeva contro il campione argentino, gongolavamo più o meno in silenzio. Gongolavamo ed aspettavamo ansiosi il primo Juve-Napoli della stagione che, puntualmente, è arrivato questo weekend. Si potrebbe parlare del fatto che ancora una volta la prestazione non è stata fantastica. Si potrebbe dire che alla fine non abbiamo giocato una partita dominando in lungo e in largo. E si potrebbe pure pensare di parlare del fatto che Pjanic continua a faticare e che il goal di Bonucci (ma dove lo troviamo un difensore che fa gol così da attaccante vero ?!?!) è stato mezzo regalato. Oppure si può parlare del fatto che veramente “Tutto va come deve andare”. E come doveva andare se non così? Se non con il gol vittoria del grande traditore che però non esulta. Poi, per rendere tutto ancora più intricato e affascinante c’è il fatto che il goal è arrivato al minuto 71, numero che per le smorfie napoletane equivale all Ommo ‘e Merda (uomo senza valore). Come doveva andare se non con quell’abbraccio sincero, genuino tra un padre, Sarri, che ha perso il proprio figlio (Higuain)? Come doveva andare se non con la nostra vittoria che, sommata al pareggio della Roma, significa +4 sulla seconda? Sembra che tutto sia andato nel modo giusto per noi e sbagliato per quella Napoli calcistica che rimane comunque un luogo estremamente affascinante. E in una serata così per qualche ora di dimentichi dei vari problemi, dall’infortunio di Chiellini alla prestazione un po’ spenta di qualche giocatore. L’unica cosa che non passa e lui: Higuain, ovvero quel campionissimo che risolve queste partite in un modo tutto suo.

P.S. È incredibile come in tutto ciò ogni volta che il nostro Principino AKA Marchisio entra in campo tutta la squadra riesce a girare in un modo unico. Se non ci credete guardate qui, qui e qui.

La Furia Ceca

MILAN

1959977-41195025-2560-1440Continua costante e puntuale il processo di crescita del nostro giovane Milan. L’aria fredda e l’altezza della cima ha subito dato alla testa ad un squadra in crescita ma acerba, con un grosso potenziale ma ancora in divenire; e così dopo l’impresa con la capolista, inesorabile e scontata è arrivata la lezione, impartita da un Grifone che con tre sberle ci ha bruscamente svegliato da sogni di vana gloria su cui ingenuamente ci eravamo adagiati. Batosta severa ma giusta da cui si deve imparare a mantenere sempre umiltà e concentrazione. Che la strada sia giusta, che vi sia un’effettiva maturazione in atto e non sia solo la casualità a determinare i risultati come accadeva nelle passate stagioni, lo si vede da una partita come quella con il Pescara, in cui la squadra scossa dalle montagne russe delle due precedenti giornate riesce comunque a mantenere la calma e portare a casa i tre punti con il minimo sforzo. L’avversario è ostico, l’ex alcolista Massimo Oddo (i più si ricorderanno di lui per le interviste post vittorie con l’occhietto vispo di chi non è propriamente lucido) sa come far giocare il suo Pescara che con coraggio affronta il Milan a viso aperto. Ma all’improvviso Jack… con un colpo di astuzia il numero 5 beffa il portiere avversario con un pallone rasoterra che si infila alle sue spalle dopo essere passato sotto la barriera. Genio! Il Jack di cuori è sempre più leader dell’orda rossonera e dovrebbe essere preso seriamente in considerazione come capitano reggente data la lunga assenza del Lentolivo. Leader tecnico: data la maestria e la calma impressionante nel gestire la sfera, sapendo scegliere sempre l’opzione più giusta leggendo con intelligenza le fasi della partita. Leader caratteriale: soldato silenzioso e diligente ma in grado di caricarsi la squadra sulle spalle e trascinarla fuori dalle situazioni intricate. E così, minimo sforzo massimo risultato, siamo saldamente al terzo posto con davanti un calendario favorevole. Questo dovrà essere il tempo della conferma in cui legittimare la posizione raggiunta distanziando avversari e concorrenti consolidando un sistema di gioco chiaro ed efficace. Questo può essere il periodo che segnerà il campionato rossonero.

Un caro saluto infine a Frank de Boer che se ne torna a contare tulipani e non siederà in panchina nell’ormai prossimo derby della Madonnina. È sempre divertente mettere il naso in casa altrui e godersi le frequenti crisi in casa dei cugini, ciò che però spaventa è che a breve ci saranno occhi a mandorla a guidare anche la società di via A. Rossi 8. Speriamo di aver “pescato” i cinesi giusti e che non rovinino tutto proprio ora che casualmente abbiamo un progetto di belle speranze.

Il Re dell’Est

INTER

6b07aac30db69e044d9f859defef53ab_169_lDunque. Ci sarà tempo e modo per salutare un allenatore trattato con una tale viltà da far rabbrividire; ci sarà tempo e modo, inoltre, per approfondire il profilo del nuovo tecnico dell’Inter, non appena lorsignori ci concederanno la grazia di mettersi d’accordo sul prossimo mister dell’Inter (una quisquiglia ad inizio novembre, no?). Ora, però, è il tempo delle domande. Non di quelle eteree ed esitenziali, che non chiedono davvero una risposta; è il momento delle domande che pretendono una risposta. E in questo enorme caos in piedi, alla fine, da fine giugno legato alla guida tecnica dell’Inter c’è un solo indirizzario di tale pretesa: la società. In tutte le sue componenti, dalla frangia cinese, a quella indonesiana fino a quella che boh, è Moratti? È la cosiddetta “italianità”? Chissà. Comunque, andiamo con ordine, cominciando da Suning.
Cosa intendete fare a proposito del management societario?
Cosa intendete fare per invertire il disastro sportivo degli ultimi anni? Limitarsi a comprare giocatori, è chiaro, non basta.
Quanto peso avete avuto nella scelta di De Boer?
Chi davvero sceglierà il prossimo allenatore?
Pensate davvero di poter gestire il club dalla Cina?
Pensate davvero che si possa avere successo nel calcio con la sola forza del denaro?
Non trovate allucinante che in una società il processo decisionale venga gestito dalla minoranza?

E via a ruota con la frangia indonesiana, ovvero Thohir, Bolingbroke e tutto il resto dell’attuale maggioranza della dirigenza. E qui le cose cominciano a farsi interessanti.
Perché è stato scelto De Boer?
Cosa avevate in testa quanto l’avete preso?
Non era chiaro che si trattasse di un tecnico che avrebbe avuto bisogno di parecchio tempo per lavorare al meglio?
Perché ne è stata prolungata l’agonia quando sono settimane che è chiaro che non sarebbe arrivato a Natale?
Che interessi avete ancora nei confronti dell’Inter? Sportivi nessuno, immagino, ma economici?
Cosa intendete fare del vostro benedetto 30 percento di quote?
Quanto ancora pensate di rimanere in società favorendo questa confusione decisionale?
Cos’è successo, realmente, con Mancini? Le risposte di cortesia sul tema sono da orticaria oramai.

E infine il giro degli “italiani”, i vari Ausilio, Zanetti e Gardini, senza dubbio la frangia più ineffabile di tutte.
Qual è, davvero, il vostro peso all’interno della società?
O meglio, qual è ancora il peso di Moratti all’interno della società?
Vi sembra intelligente portare avanti un terzo polo dirigenziale?
Lo gradivate De Boer? Lo volevate esonerare? No dico, siete direttore sportivo e vicepresidente, che ci state a fare lì allora?
Qual è il progetto Inter? Tirare a campare fino all’eventuale arrivo di Simeone? Scordatevelo, perché l’ennesima stagione a farfalle per colpa della vostra incompetenza noi non ce la meritiamo.
Piuttosto che fare gli sgargianti con la stampa, come accaduto nemmeno una settimana fa, perché non provate ad essere sinceri almeno una volta nel raccontare le cose come stanno?

Queste sono solo alcune delle infinite domande che ogni tifoso nerazzurro vorrebbe porre alla società, ovvero la principale e indifendibile responsabile del disastro attuale e di quello degli ultimi anni. Il tempo delle scuse e degli alibi è finito. Lo dovete anzitutto a noi, che una volta ancora siamo stati ignobilmente presi in giro. E ora basta, la misura è ampiamente colma.

Ah, una piccola postilla: grazie Frank De Boer, hai dimostrato di essere un grande professionista nonostante la truppa di inetti che ti ha circondato in questi tre mesi. Ti auguriamo tutto il bene, e spero tu possa perdonare la Milano nerazzurra che, comunque, ti ha sempre sostenuto.

Alvaro Nazario Prisco

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